Il Gran Premio di Barcellona ha lasciato spazio ad una vera e propria esplosione di emozioni sia da parte dei tifosi ma soprattutto da parte di team e piloti. Siamo ormai al settimo round del Mondiale di Formula 1 2026 e le distanze di punti in classifica si fanno sempre più determinanti.
D’altronde si chiude un’era lunga 35 anni. Dal 1991 al 2025 il Gran Premio di Spagna ha avuto come casa il circuito di Montmeló, a pochi chilometri da Barcellona. Dal 2026, però, il testimone passa a Madrid e alla sua nuova pista cittadina. La gara disputata ieri sul tracciato catalano entra così in una nuova fase della sua storia, con il nome di Gran Premio di Barcellona-Catalunya.
Il circuito catalano è stato un banco di prova molto severo. Le sue 14 curve larghe e tecniche non hanno concesso margini d’errore.
La corsa ha dato spazio a 66 giri su una lunghezza di tracciato pari a 4657 metri. Le condizioni meteorologiche si sono rivelate favorevoli durante tutta la giornata, con temperature tra i 18°C e i 32°C massimi, assenza di precipitazioni e vento con raffiche fino a 36 km/h ma che ha avuto una velocità media di 9,4 km/h. La temperatura dell’asfalto è arrivata a 53,3°C, dato che non ha favorito l’aderenza degli pneumatici.
Griglia di partenza
Al termine delle qualifiche George Russell ha conquistato la sua terza pole position in stagione al volante della Mercedes. Alle sue spalle Lewis Hamilton, con la sua Rossa, ha registrato un tempo fantastico che per poco non ha battuto quello del suo connazionale: prima fila anche per lui. Terza posizione per Andrea Kimi Antonelli a tre decimi del suo compagno di squadra. A seguire Lando Norris (McLaren), Max Verstappen (RedBull), Isack Hadjar (RedBull), Oscar Piastri (McLaren), Liam Lawson (Racing Bulls), Nico Hulkenberg (Audi), e un delusissimo Charles Leclerc (Ferrari) a chiudere le prime dieci posizioni: il pilota monegasco è andato per la seconda volta a muro in sole due settimane ma questa volta, per sua fortuna, durante le qualifiche. Arvid Lindblad (Racing Bulls), Gabriel Bortoleto (Audi), Franco Colapinto (Alpine), Pierre Gasly (Alpine), Oliver Bearman (Haas), Carlos Sainz (Williams), Esteban Ocon (Haas), Alexander Albon (Williams), Sergio Perez (Cadillac), Valtteri Bottas (Cadillac) e le due Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso hanno chiuso la coda.
Gara
Partenza super per Russell che si è subito distanziato dalla Ferrari di Lewis Hamilton nonostante le gomme soft scelte dal pilota in tuta rossa. Qualche metro più dietro le due RedBull davano l’impressione di essere due vetture diverse: Verstappen è partito in maniera aggressiva sulle McLaren mentre Hadjar ha cominciato a perdere terreno fin dai primi secondi di gara fino a scivolare in quattordicesima posizione. Leclerc è riuscito a recuperare immediatamente posizioni fondamentali nelle prime curve, riuscendo a guadagnarsi il settimo posto. Mercedes ha migliorato molto il problema che aveva sulla partenza in griglia rispetto alle Ferrari, infatti sia Russell che Antonelli sono partiti molto bene riuscendo a mantenere le posizioni che si erano guadagnati durante le qualifiche.
Al giro 8 Leclerc, dopo aver ringhiato per qualche giro alle spalle di Oscar Piastri, ha chiuso un gran sorpasso all’esterno di curva tre ai danni della McLaren. Al giro 12 invece Hamilton ha effettuato un pit stop anticipato montando la gomma hard: strategia inizialmente non molto chiara ma che successivamente ha portato ad un grande vantaggio in termini di tempo. Per difendersi dall’undercut tentato da Hamilton, Russell si è fermato ai box il giro successivo. La mossa gli ha permesso di montare gomme bianche nuove e di mantenere la posizione davanti alla Ferrari del britannico. Anche Leclerc, che nel frattempo era diventato il leader di gara, viene chiamato dalla Ferrari per il pit stop ma il monegasco ha preferito rimanere in pista fino al diciassettesimo giro con le gomme medie con le quali era partito, nonostante l’asfalto rovente.
A questo punto, dato che le decisioni messe in atto dalle scuderie non avevano portato a grandi cambiamenti in termini di posizioni, la Ferrari ha provato una nuova mossa: pit stop al giro 28 per Hamilton, che passa alle mescole gialle.
Al giro 37 un sorprendente Antonelli, al netto dei track limits che potevano costargli caro, ha annullato le distanze dal suo compagno di squadra, ma prima di tentare il sorpasso Russell è entrato ai box: ancora gomme hard per lui. Durante il giro successivo Kimi ha effettuato il suo terzo pit stop e per la prima volta in gara Sir Lewis è diventato leader di corsa. Russell, rientrato in pista, ha raggiunto e superato Leclerc con estrema facilità approfittando della sua nuova mescola e si è messo a caccia di Hamilton che in quel momento si trovava a 16 secondi di vantaggio e con tempi da manuale ma anche con un pit stop in meno.
Il primo grande colpo di scena arriva solo al quarantesimo giro: Fernando Alonso esce fuori pista e si ferma in curva nove costringendo così a chiamare in causa la safety car. Il primo a trarre vantaggio dal pit stop è stato Max Verstappen, ma poco dopo un secondo, clamoroso colpo di scena ha cambiato nuovamente gli equilibri: Lewis Hamilton è rientrato ai box e ne è uscito davanti alle Frecce d’Argento, mantenendo così la leadership della gara.
Dopo alcuni giri dalla ripresa, il pilota inglese della Ferrari è finito sotto osservazione da parte dei commissari per una possibile infrazione in regime di bandiera gialla. Tuttavia, i tifosi della Rossa hanno potuto tirare un sospiro di sollievo: Hamilton è rimasto al comando della gara e non è stata comminata alcuna penalità.
Al giro 61 si è materializzato un vero e proprio déjà vu per le due Mercedes, con una battaglia interna che ha riportato alla memoria le tensioni storiche tra compagni di squadra sullo stesso circuito. Anche questa volta le due Frecce d’Argento si sono ritrovate ruota a ruota, separate da pochissimi decimi, in una fase di gara in cui la pressione e la gestione dei rischi non concedevano margini di errore. Per un attimo l’aria nel box Mercedes è sembrata congelarsi, come se la storia potesse ripetersi identica a quella sfida tra Hamilton e Rosberg che proprio su questa pista aveva già lasciato il segno.
Antonelli ha completato il sorpasso su Russell che non ha, in alcun modo, ceduto la presa. Subito dopo il passaggio, però, la situazione è progressivamente precipitata per l’italiano che ha perso leggermente il controllo della vettura, andando di traverso e rendendosi conto di aver danneggiato l’ala anteriore in un piccolo contatto proprio con il compagno di squadra. Nel giro di pochi secondi, la gara ha preso una piega ancora più drammatica. Antonelli ha avvertito un problema alla monoposto fino a quando, ormai compromessa, l’auto si è fermata completamente in pista, costringendolo al ritiro. Un epilogo che potrebbe rivelarsi pesantissimo e cambiare in modo significativo gli equilibri della classifica in vista delle prossime gare.
Contemporaneamente, anche Leclerc è stato vittima di un imprevisto: alle prese con un guasto allo sterzo, non è riuscito a controllare la vettura in ingresso di curva. La monoposto è scivolata larga, finendo fuori traiettoria e terminando la sua corsa nella ghiaia, senza possibilità di recupero a pochissimi giri dalla fine.
E infine, a distanza di un anno da quelle parole in cui lui stesso si definiva “inutile” per la scuderia rossa, Lewis Hamilton risponde nel modo più rumoroso possibile: vincendo un Gran Premio incredibile, al termine di una gara folle, ricca di ribaltamenti, e trasformando ogni dubbio in un ricordo lontano.
Il migliore
Il protagonista assoluto di questa gara incredibile è stato, ancora una volta, Lewis Hamilton, autore di una prestazione magistrale costruita tra una gestione perfetta dei momenti critici e una lucidità fuori dal comune nei frangenti più caotici. Il pilota inglese ha trasformato una corsa in un autentico capolavoro di controllo e strategia, imponendosi con autorità e sangue freddo.
Una vittoria che non è nata solo dalla velocità pura, ma dalla capacità di interpretare ogni fase della corsa con intelligenza e precisione. Alla luce di questa prestazione, Hamilton è stato senza dubbio il miglior pilota di gara sebbene sia stato supportato da un pizzico di fortuna sul finale di gara: il riferimento assoluto di un Gran Premio caotico, in cui ha fatto la differenza quando contava davvero.
