Lunedì mattina, la prima sconfitta in campionato e quella consapevolezza di dover recuperare la forma fisica e quella mentale. Ecco le nostre dieci opinioni sul match di ieri pomeriggio.
- LA PRIMA IN CASA. Seconda giornata di campionato e prima notte d’amore a Fuorigrotta: il Napoli torna a casa. Un debutto casalingo dal sapore speciale, il primo nell’anno del Centenario azzurro. Al di là di qualche sterile polemica della vigilia — come la questione striscioni — il popolo partenopeo riabbraccia i suoi beniamini da veri eroi, pronto a far sentire la propria voce per le battaglie che verranno.
- LA ROSA. Rispetto alla passata stagione, condizionata dai troppi infortuni, questa volta Allegri potrà contare non solo sui due nuovi acquisti e sui senatori, ma anche sulla voglia di rivalsa di chi l’anno scorso ha trovato poco spazio. Un esempio su tutti: Lang, a lungo nella lista dei partenti, ma schierato titolare al Maradona e autore di una buona prestazione. Menzione d’onore per Neres che torna in campo dopo sette mesi dall’infortunio.
- IL MIRACOLO DI MANNA. È stata un’estate di pura passione per il DS, chiamato all’arduo compito di sfoltire una rosa satura di esuberi. Tra qualche rinuncia sul prezzo del cartellino e i fisiologici compromessi dettati dal mercato italiano, il Napoli è riuscito nell’impresa: piazzare (o quasi) tutti i giocatori fuori dal progetto di Allegri. Un vero capolavoro strategico. Chapeau — in attesa (e con la speranza) del gran colpo finale in entrata.
- ALLEGRI. Massimiliano Allegri e il Napoli, un incrocio lungo trent’anni: vissuto quasi sempre da avversari, ora si è trasformato in un nostalgico ritorno. Chiamato a valorizzare l’organico e a porre rimedio agli errori del passato, l’allenatore toscano ha già dato un segnale forte all’esordio contro il Genoa. L’atteggiamento visto in campo fa ben sperare la piazza azzurra, che punta a una stagione da protagonista e al ritorno alla vittoria di qualche trofeo.
- LA FORMAZIONE. 4-3-3, Allegri conferma i 9/11 della vittoria di Genova con i soli Lang e Olivera in luogo di Alisson Santos e Spinazzola. Nella ripresa, e sotto nel risultato, Allegri mette mano alla panchina e getta nella mischia De Bruyne, Alisson, Spinazzola, Neres e Lucca.
- LA PARTITA. Due filosofie di gioco diverse: se i lariani palleggiano e giocano con il possesso palla, gli azzurri sono micidiali nelle poche ripartenze veloci. Prima frazione da spot per il campionato italiano: Baturina apre le marcature, Hojlund risponde con un bel tiro da centravanti vecchia maniera ma al 35esimo, errore in fase di costruzione dal basso e Douvikas riporta avanti i suoi. Como, comunque, meglio del Napoli nei primi 45 minuti. Il secondo tempo comincia sulla falsa riga del primo con il Como meglio degli azzurri. Il Napoli, con i cambi, cerca di rimettere sui binari la partita ma la manovra è lenta e il Como, nonostante la stanchezza finale, porta a casa i suoi primi 3 punti del campionato.
- IL COMO. Dalla Serie D alla Champions League in soli sette anni: il Como non è più una semplice favola o la sorpresa del campionato, ma una solida realtà del calcio italiano. A sostenere questo percorso c’è una proprietà ambiziosa e finanziariamente solida, affiancata da un allenatore che conosce a fondo il gioco ed è un maestro nel valorizzare i giovani talenti. A coronare un’identità tattica basata su un possesso palla fluido di matrice spagnola, è arrivata una campagna acquisti estiva sfarzosa, culminata con l’ingaggio di Kean come vera ciliegina sulla torta. Il Como ha tutta l’intenzione di fare le cose in grande, e le basi per riuscirci ci sono davvero tutte
- IL RISULTATO. Per quello che si è visto in campo, risultato giurissimo: Como affamato e Napoli ancora in fase di rodaggio.
- IL GIOCATORE CHIAVE. Nel pomeriggio di Fuorigrotta non si salva quasi nessuno: gli azzurri mostrano un evidente passo indietro rispetto alla prestazione di Genova. Resta da rivedere la tenuta fisica e mentale di diversi singoli, a partire da Højlund che, pur trovando la rete del momentaneo pareggio, appare ancora estraneo ai meccanismi del nuovo Napoli. L’unica nota lieta (seppur non da piena sufficienza) è Alisson, che appena entrato ha provato a dare scossa e vivacità sulla sua fascia.
- OPINIONE FINALE. Conoscete quel limbo infinito dove ragione e sentimento si scontrano in un equilibrio perenne, senza che nessuno dei due riesca a prevalere? Noi siamo esattamente lì. La testa ci impone di allontanarci, mentre il cuore — con quella sua forza pura e viscerale — continua a riportarci l’uno accanto all’altra. È un’ossessione tormentata, che forse non passerà mai… ma, in fondo, a noi va bene così.
