{"id":2966,"date":"2024-12-09T10:54:38","date_gmt":"2024-12-09T09:54:38","guid":{"rendered":"https:\/\/corrieredelmattino.com\/?p=2966"},"modified":"2024-12-09T10:54:38","modified_gmt":"2024-12-09T09:54:38","slug":"malattia-misteriosa-congo-cresce-preoccupazione-tra-ipotesi-agente-patogeno-respiratorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2024\/12\/09\/malattia-misteriosa-congo-cresce-preoccupazione-tra-ipotesi-agente-patogeno-respiratorio\/","title":{"rendered":"Allarme malattia X dal Congo: ipotesi agente patogeno respiratorio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Non ci sono certezze sull\u2019origine della \u2018<strong><em>malattia X<\/em><\/strong>\u2019 o malattia misteriosa in <strong>Congo<\/strong> che sta provocando morti e che come sintomi ha febbre, mal di testa, mal di gola, tosse, difficolt\u00e0 respiratorie e anemia. La malattia sconosciuta allerta la comunit\u00e0 mondiale segnata dalla pandemia di Covid che non dimentica come anche allora tutto part\u00ec da un virus misterioso. La malattia non ancora diagnosticata \u00e8 stata segnalata a <strong>Panzi<\/strong>, localit\u00e0 e zona sanitaria della provincia di Kwango nel Sud-Ovest del Paese. Panzi, \u2018epicentro\u2019 di questi casi, \u00e8 una comunit\u00e0 rurale che si trova a pi\u00f9 di 700 km dalla capitale Kinshasa. L\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) fa il punto della situazione e annuncia di aver inviato un team di esperti per indagare sull\u2019origine della malattia sconosciuta. &#8220;<em>Un agente patogeno respiratorio, come l\u2019influenza o il Covid-19, \u00e8 oggetto di studio come possibile causa<\/em>&#8221; della \u2018malattia X\u2019 che sta provocando diversi morti nella Repubblica democratica del Congo, spiega l\u2019Oms. I test sono in corso e si esplorano pi\u00f9 ipotesi. Oltre a un patogeno respiratorio, puntualizza l\u2019agenzia Onu, anche &#8220;<em>la malaria, il morbillo e altri<\/em>&#8221; microrganismi sono sotto esame. I test di laboratorio sono stati eseguiti e fino a quando non ci saranno i risultati, la causa non potr\u00e0 essere chiarita e viene considerata non identificata, spiegano gli esperti. &#8220;<em>L\u2019Oms condivider\u00e0 ulteriori informazioni sul lavoro in corso per identificare la malattia non appena disponibili<\/em>&#8220;, assicurano dall\u2019agenzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Potrebbe trattarsi di un virus come Covid e influenza ma non si escludono altre possibilit\u00e0. Gli esperti inviati dall\u2019Oms stanno consegnando medicinali essenziali, kit diagnostici e per la raccolta dei campioni, per aiutare ad analizzare e determinare rapidamente la causa della malattia. Il team si concentrer\u00e0 sul rafforzamento delle misure di risposta, come l\u2019attivit\u00e0 di indagine epidemiologica e la raccolta di campioni per i test, la ricerca attiva dei casi, il trattamento e le attivit\u00e0 di sensibilizzazione delle persone. Gli esperti lavoreranno anche con i leader della comunit\u00e0 locale per supportare la sorveglianza delle malattie e promuovere misure per prevenire l\u2019infezione e per identificare e segnalare ulteriori casi. L\u2019Italia ha alzato il livello di attenzione sulla malattia di origine sconosciuta che ha portato ai decessi in Congo. Le Usmaf &#8211; gli Uffici di sanit\u00e0 marittima, aerea e di frontiera del ministero della Salute, che si occupano del controllo sanitario su passeggeri e merci, sono state allertate anche se non esistono voli diretti. Non c\u2019\u00e8 nessun allarme per l\u2019Italia, ma le Usmaf &#8211; come accade in tempi di globalizzazione e di mobilit\u00e0 internazionale &#8211; hanno ricevuto la comunicazione su quanto sta accadendo in Congo e sugli eventuali sviluppi da parte delle autorit\u00e0 sanitarie internazionali. &#8220;<em>Se un focolaio del genere si fosse visto in Europa o in Asia l\u2019allerta sarebbe molto alta, perch\u00e9 non \u00e8 normale avere malattie con questa letalit\u00e0. In Africa, invece, eventi di quel tipo sono gi\u00e0 capitati. La popolazione \u00e8 debole, c\u2019\u00e8 uno scarso accesso ai servizi sanitari. In questo momento, quindi, c\u2019\u00e8 grande attenzione e pure un po\u2019 di preoccupazione<\/em>&#8220;. Lo afferma <strong>Gianni Rezza<\/strong>, infettivologo ed epidemiologo professore al San Raffaele e gi\u00e0 all\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 e al ministero alla Salute, commentando la malattia misteriosa di origine sconosciuta che ha portato a oltre 70 decessi nella Repubblica democratica del Congo. &#8220;<em>Nessuno se la sente di escludere nulla. Cinque anni fa si parlava del Covid come di qualcosa che poteva succedere ma non c\u2019erano certezze. Con i distinguo del caso, la precauzione vuole che non si escluda nulla. Per\u00f2 mancano ancora gli elementi di base per capire effettivamente quello che sta succedendo. L\u2019allerta globale non c\u2019\u00e8<\/em> &#8211; sottolinea Rezza &#8211; <em>ma bisogna tenere gli occhi aperti, giusto fare i controlli su chi arriva. Per ora c\u2019\u00e8 incertezza. I sintomi sono molto generici ma fanno comunque pensare a un problema respiratorio. Certo, la letalit\u00e0 \u00e8 molto alta, con tantissimi decessi tra i bambini sotto i 5 anni, cosa molto grave. Si potrebbe pensare a una febbre emorragica ma dal punto di vista clinico la autorit\u00e0 sanitarie la riconoscerebbero, anche perch\u00e9 in Congo hanno esperienza di questo tipo di malattie<\/em>&#8220;. L\u2019infettivologo evidenzia come si siano \u2018\u2018<em>gi\u00e0 da subito attivati anche i Cdc, centri per il controllo delle malattie, africani. Abbiamo un sistema di allerta mondiale grazie al Covid. Senza quello il focolaio in Africa probabilmente sarebbe andato avanti. E invece un problema sanitario in un\u2019area ristretta del mondo \u00e8 salito alla piena attenzione internazionale<\/em>&#8220;, conclude Rezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Maria Rosaria Campitiello<\/strong>, a capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, spiega in una nota che &#8220;<em>la sorveglianza \u00e8 attiva e monitoriamo costantemente la situazione senza allarmismi, ma con la doverosa attenzione<\/em>&#8220;. &#8220;<em>Il ministero, in modo responsabile<\/em> &#8211; conferma &#8211; <em>si \u00e8 attivato in via cautelativa richiedendo agli uffici periferici Usmaf di assicurare la dovuta attenzione nelle attivit\u00e0 di controllo a cui sono preposti<\/em>&#8220;. Anche in Italia si \u00e8 verificato un caso di \u2018malattia X\u2019. Si tratta di un uomo di 50 anni, rientrato in Toscana dal paese africano dove lavora. &#8220;<em>Abbiamo ricevuto dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 la segnalazione che presso l\u2019Ospedale San Luca di Lucca \u00e8 stato ricoverato un paziente di rientro dal Congo con sintomatologia influenzale potenzialmente riconducibile a quella descritta negli ultimi giorni nel Paese africano. La persona ricoverata dal 22 novembre \u00e8 stata dimessa il 3 dicembre perch\u00e9 guarita. Stamane l\u2019ospedale di Lucca ha informato l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 che sta monitorando la situazione in costante contatto con il Ministero della Salute<\/em>&#8220;, dice Maria Rosaria Campitiello. &#8220;<em>Il Ministero<\/em> &#8211; conclude \u2013 <em>sta procedendo con i dovuti accertamenti e i campioni prelevati verranno prontamente analizzati dall\u2019Istituto Superiore della Sanit\u00e0<\/em>\u201d. &#8220;<em>La struttura di Malattie infettive, insieme a Direzione sanitaria e ospedaliera e al Dipartimento della Prevenzione, ha effettuato un lavoro di verifica a 360 gradi sulla vicenda e non ci sono al momento profili di rischio<\/em>&#8220;, afferma in una nota l\u2019Azienda Usl Toscana nord ovest in merito al paziente. Il cittadino italiano di 50 anni \u00e8 rientrato a Lucca dal Congo, dove lavora, ma a quasi 500 km dalla zona dove \u00e8 stato documentato il focolaio oggetto d\u2019attenzione da parte delle autorit\u00e0 sanitarie internazionali. L\u2019uomo, ricorda l\u2019Azienda Usl Toscana Nord Ovest, era stato ricoverato dal 22 novembre al 3 dicembre con febbre e anemia. Adesso sta bene, cos\u00ec come i suoi familiari. Quando era stato ricoverato non era ancora noto il focolaio emerso in Congo. Dopo essere stato dimesso, il paziente &#8211; alla luce delle news relative al focolaio &#8211; &#8220;<em>\u00e8 stato richiamato per accertamenti e, come protocollo per sospette arbovirosi, per una questione di massima precauzione, \u00e8 stato contattato l\u2019Istituto Superiore della Sanit\u00e0 per l\u2019eventuale invio di campioni di sangue. Si \u00e8 trattato di un\u2019azione precauzionale di verifica e approfondimento<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ci sono certezze sull\u2019origine della \u2018malattia X\u2019 o malattia misteriosa in Congo che sta provocando morti e che come sintomi ha febbre, mal di testa, mal di gola, tosse, difficolt\u00e0 respiratorie e anemia. 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