{"id":3220,"date":"2024-08-15T14:09:17","date_gmt":"2024-08-15T12:09:17","guid":{"rendered":"https:\/\/corrieredelmattino.com\/?p=3220"},"modified":"2024-08-15T14:09:17","modified_gmt":"2024-08-15T12:09:17","slug":"il-processo-telematico-avvertimento-della-corte-dei-conti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2024\/08\/15\/il-processo-telematico-avvertimento-della-corte-dei-conti\/","title":{"rendered":"Il Processo Telematico: Avvertimento della Corte dei Conti."},"content":{"rendered":"<p>Il <em>2023<\/em> \u00e8 stato un anno foriero di novit\u00e0 sul tema <strong>Giustizia<\/strong>, caratterizzato appunto dall&#8217;entrata in vigore della <em>riforma<\/em> del <strong>Processo Penale<\/strong>, che gi\u00e0 sta suscitando qualche problema tecnico, e dai preparativi per l&#8217;entrata in vigore della <em>riforma <\/em><strong>Civile<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma veniamo a noi e al tema che sta suscitando un certo interesse in questo inizio d&#8217;anno abbastanza turbolento; il <strong>Processo Telematico<\/strong> accorcer\u00e0 i tempi della <strong>Giustizia<\/strong>?<\/p>\n<p>Sembrerebbe di no.<\/p>\n<p>La <strong>Corte dei Conti<\/strong> su questo tema fa da spartiacque e lo fa presentando <em>la relazione sui risultati ottenuti dal processo civile telematico nel quinquennio 2016\/2020<\/em>; dalla quale emerge chiaro il suo avvertimento. Il <strong>Processo Telematico<\/strong> <em>non riduce i tempi dei processi<\/em>, anzi al contrario risulterebbero essere pi\u00f9 utili in questo senso, le risoluzioni extragiudiziali delle controversie, ovvero le cosiddette adr<em>:<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>Il rispetto del noto principio della ragionevole durata dei processi appare ottenibile solo in parte con la digitalizzazione dei processi, la quale \u00e8\u00a0pi\u00f9 concretamente perseguibile soprattutto mediante l&#8217;introduzione di adeguate procedure deflattive in termini di risoluzione extragiudiziale delle controversie<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>La <strong>Corte dei Conti<\/strong> inoltre fornisce un ventaglio di ragioni, sul perch\u00e9 la <em>telematizzazione <\/em>non abbia raggiunto il risultato sperato; <em>innanzitutto una legislazione di riferimento poco organica ed un&#8217;arretratezza endemica degli uffici dal punto di vista digitale<\/em>. Ci\u00f2 nonostante la <strong>Corte <\/strong>riconosce che oramai il <strong>Processo Telematico<\/strong> <em>nel settore civile \u00e8 una realt\u00e0<\/em>, mentre <em>in quello penale deve ancora arrivare a compimento<\/em>.<\/p>\n<p>I dati parlano chiaro.<\/p>\n<p>Al <em>31 dicembre 2020<\/em>, gli atti telematici depositati sono stati\u00a0<em>oltre 56milioni<\/em>,\u00a0<em>oltre 34milioni<\/em> i provvedimenti nativi digitali, <em>125milioni<\/em> le comunicazioni e notifiche telematiche. Inoltre grazie all&#8217;investimento di <em>133milioni di euro<\/em> del <strong>Pnnr<\/strong>, si \u00e8 dato il via alla digitalizzazione dei fascicoli cartacei, con l&#8217;obiettivo di portarlo a termine per tutti i <em>10milioni di fascicoli dal 2016 in poi<\/em>.<\/p>\n<p>Altro tema caldo \u00e8 la volont\u00e0 di punire chi pubblica gli atti.<\/p>\n<p>Praticamente oltre alla volont\u00e0 del <strong>Ministro <\/strong>di intervenire sulle intercettazioni e soprattutto sulla loro pubblicazione illegale attraverso fughe di notizie, si mostra chiara la volont\u00e0 del centrodestra di puntare ad introdurre anche una nuova fattispecie di reato, <em>cio\u00e8 quella che mira alla impossibilit\u00e0 di pubblicare anche stralci di indagine sino all&#8217;udienza preliminare<\/em>. Infatti attualmente il codice di procedura penale fa divieto di pubblicazione degli atti d&#8217;indagine in forma integrale fino all&#8217;udienza preliminare e <em>la sua violazione prevede solo una contravvenzione<\/em>.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 assurge la volont\u00e0 del <strong>Centro destra<\/strong> di punire non solo la pubblicazione integrale <em>ma anche quella a stralcio<\/em>; e lo fa mediante la proposta di legge depositata da <strong>Annarita Patriarca <\/strong>e<strong> Tommaso Antonio Calderone<\/strong>, deputati di <strong>Forza Italia<\/strong> e a loro volta componenti della <strong>Commissione Giustizia<\/strong>: &#8220;<em>che introduce una fattispecie tipica di reato, punibile da due a cinque anni e quindi, una volta approvata la norma, nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 pubblicare con leggerezza atti di indagine fino all&#8217;udienza preliminare, cosi come prescritto. Il mostro non andr\u00e0 pi\u00f9 sbattuto in prima pagina a fronte di una semplice contravvenzione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Segue la problematica dei <strong>Semiliberi<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla vigilia <em>della protesta dei garanti<\/em> delle persone private della libert\u00e0 finita con lo sciopero della fame, interviene il <strong>Ministero della Giustizia<\/strong> sulla questione dei <strong>Semiliberi<\/strong>.<\/p>\n<p>Praticamente <strong>i garanti<\/strong> chiedevano attenzione sul fatto che, senza una proroga espressa\u00a0qualche centinaio di semiliberi da due anni e mezzo, <em>sarebbero dovuti rientrare la notte in carcere<\/em>. Questi condannati, infatti, avevano goduto di un regime particolare grazie <em>alle norme anti-covid<\/em>, secondo le quali potevano rimanere a dormire fuori dal carcere dopo il lavoro diurno, <em>per non rischiare di portare in cella il virus<\/em>.<\/p>\n<p>Il <strong>Ministero della Giustizia<\/strong> contrariamente alle richieste, ha ritenuto di non concedere la proroga a questa misura, <em>che era scaduta il 31 dicembre<\/em>; e lo fa spiegando le sue ragioni tramite il <strong>sottosegretario Andrea Ostellari<\/strong>: &#8220;<em>Superata la pandemia da coronavirus, la misura emergenziale che aveva concesso ad alcuni detenuti di scontare la pena al di fuori delle carceri non \u00e8 stata prolungata. Si tratta di circa 190 soggetti semiliberi che, avendo dimostrato una buona condotta, potranno usufruire dei benefici previsti dalla loro condizione. Sar\u00e0, quindi, la magistratura di sorveglianza a decidere, caso per caso, in base alla pena ancora da scontare e al ricorrere dei presupposti previsti dall&#8217;ordinamento. Le garanzie e i diritti restano uguali per tutti e si ritorna alla condizione di normalit\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Sullo sfondo la questione dei laici al Csm e le donne.<\/p>\n<p>E&#8217; oramai vicina la data del <em>17 gennaio<\/em>, dove il <strong>Parlamento<\/strong> in seduta comune elegger\u00e0 i <em>laici<\/em> del <strong>Consiglio Superiore della Magristratura<\/strong>. La procedura di trasparenza prevede che le candidature rimangano aperte fino al <em>9 gennaio<\/em>, con una proroga nel caso in cui i candidati del genere meno rappresentato non siano il <em>40%<\/em> e con un giorno ulteriore solo per le candidature avanzate da almeno <em>10 parlamentari di due gruppi diversi<\/em>.<\/p>\n<p>Attualmente il numero di candidati \u00e8 <em>136<\/em>, tra questi si leggono i nomi di avvocati pi\u00f9 o meno noti e di professori universitari. Il numero delle donne contrariamente a quanto ci si aspettava \u00e8 molto ridotto; <em>infatti non arrivano a quaranta<\/em>. Per questo motivo per loro i termini rimarranno aperti fino al <em>16 gennaio<\/em>, anche se il voto non verr\u00e0 rimandato e la quota del <em>40%<\/em> di candidate non verr\u00e0 raggiunto. Inoltre non esistono vincoli di genere sul voto, infatti i <em>10 laici<\/em> da nominare potranno essere anche tutti uomini come sono del resto gli <em>8 uscenti<\/em>. Le quote attese dovrebbero essere cos\u00ec ripartite: &#8220;<em>3 eletti da FdI, 2 Lega, 2 FI e tre alle opposizioni (Pd, M5S e terzo polo)<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla questione nomina dei laici \u00e8 intervenuto anche <strong>Angelo Ciancarella<\/strong>, giornalista ed\u00a0ex portavoce dell&#8217;ex ministro <strong>Giovanni Maria Flick<\/strong> : &#8220;<em>Non succeder\u00e0 mai, ma se ad esempio Giuliano Amato, ex presidente della Corte Costituzionale, dovesse presentare la domanda sarebbe difficile per il Parlamento non votarlo: dieci, venti, trenta personalit\u00e0 di questo spessore renderebbero per i partiti difficile designare figure mediocri o sconosciute, oppure conosciute solo per essere state dei parlamentari. Se succedesse, sarebbe positivo sia per la qualit\u00e0 dei laici e quindi di tutto il Csm, ma anche ad allontanare sospetti di ingerenze politiche nell\u2019organo di governo autonomo<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>Sul finire la questione dei Ricorsi al Consiglio Nazionale Forense.<\/p>\n<p>Una volta terminato il voto in tutti i distretti di <strong>Corte di Appello<\/strong>, per scegliere i nuovi <strong>Consiglieri Nazionali<\/strong> del <strong>Cnf<\/strong>, <em>potrebbe aprirsi la stagione dei ricorsi<\/em>. Per esempio a <strong>Napoli<\/strong>, distretto che per ultimo ha votato prolungando le operazioni fino al <em>30 dicembre<\/em>, ci sono due candidate che al pari rivendicano l\u2019elezione. A dirimere la vicenda dovr\u00e0 essere la <strong>Commissione Ministeriale<\/strong> a cui vengono inviati i risultati delle elezioni nei vari distretti. Prevarr\u00e0 la candidata con maggiore anzianit\u00e0 di iscrizione all\u2019albo ordinario\u00a0o con maggiore anzianit\u00e0 <em>all\u2019albo cassazionisti<\/em>; sempre secondo il giudizio della commissione. Nel distretto di <strong>Napoli<\/strong> si pone anche la questione del mancato voto del consiglio dell\u2019ordine di <strong>Napoli Nord<\/strong>, in quanto <em>commissariato<\/em>.<\/p>\n<p>Di un altro\u00a0ricorso gi\u00e0 \u00e8 notizia nota. Quello del\u00a0consigliere uscente <strong>Giuseppe Sacco<\/strong>, che chiede\u00a0l&#8217;annullamento delle elezioni del<strong> Cnf<\/strong> che si sono appena svolte, <em>sulla base dell\u2019argomento che si sarebbero dovute indire in marzo 2023<\/em>, quale data di effettiva scadenza della consiliatura. Nel merito il<strong> Tar <\/strong>del<strong> Lazio<\/strong> ha disposto con decreto che il <strong>Cnf <\/strong>nella nuova costituzione non possa essere convocato <em>prima della camera di consiglio del 10 gennaio<\/em>; si attende nel frattempo la decisione dei giudici amministrativi.<\/p>\n<p>Al momento nel ricorso, si sono costituiti i <em>coa <\/em>di <strong>Roma<\/strong>, <strong>Venezia<\/strong>, <strong>Brindisi<\/strong> e <strong>Lagonegro<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2023 \u00e8 stato un anno foriero di novit\u00e0 sul tema Giustizia, caratterizzato appunto dall&#8217;entrata in vigore della riforma del Processo Penale, che gi\u00e0 sta suscitando qualche problema tecnico, e dai preparativi per l&#8217;entrata in vigore della riforma Civile. 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