{"id":3313,"date":"2025-02-15T08:42:30","date_gmt":"2025-02-15T07:42:30","guid":{"rendered":"https:\/\/corrieredelmattino.com\/?p=3313"},"modified":"2025-02-15T08:42:30","modified_gmt":"2025-02-15T07:42:30","slug":"cancro-prostata-risultati-positivi-per-darolutamide-su-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/02\/15\/cancro-prostata-risultati-positivi-per-darolutamide-su-sopravvivenza\/","title":{"rendered":"Cancro prostata, speranze di sopravvivenza con darolutamide"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Il <strong>tumore della prostata<\/strong> \u00e8 il secondo pi\u00f9 comune negli uomini. Solo il 30% dei pazienti con diagnosi di mHspc sopravvive 5 anni e oltre dopo la diagnosi. La maggior parte dei pazienti presenta progressione al tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCrpc), una malattia con sopravvivenza a lungo termine limitata. &#8220;<em>Nel 2024, in Italia, sono state stimate circa 40.100 nuove diagnosi, che pongono il tumore della prostata come il pi\u00f9 frequente negli uomini nel nostro <\/em>Paese &#8211; spiega <strong>Orazio Caffo<\/strong>, direttore Oncologia all\u2019ospedale Santa Chiara di Trento &#8211;<em> Ogni persona colpita dalla malattia richiede un approccio terapeutico personalizzato<\/em>&#8220;. Nei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico (mHspc) ad alto e basso volume, darolutamide pi\u00f9 terapia di deprivazione androgenica (Adt) ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPfs) del 40% e del 70% rispettivamente, rispetto a placebo pi\u00f9 Adt. Sono i nuovi dati di sottogruppo dello studio di fase 3 Aranote presentati all\u2019Asco Gu Congress 2025, l\u2019American Society of Clinical Oncology Genitourinary Cancer Symposium in corso fino al 15 febbraio a San Francisco, California. I risultati dello studio Aranote presentati al Congresso Esmo 2024 hanno mostrato che <strong>darolutamide <\/strong>pi\u00f9 Adt ha ridotto significativamente il rischio di progressione radiologica o di morte del 46% rispetto a placebo pi\u00f9 Adt (HR 0,54; CI 95% 0,41-0,71; P&lt;0,0001), nei pazienti con mHspc. L\u2019incidenza globale degli eventi avversi \u00e8 risultata bassa e simile nei gruppi di trattamento e nei sottogruppi ad alto e basso volume e coerente con la popolazione globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;<em>I benefici di darolutamide, in associazione a terapia ormonale e a chemioterapia erano gi\u00e0 stati evidenziati nei pazienti con tumore della prostata metastatico ormonosensibile nello studio di fase 3 Arasens. Gli ulteriori risultati dello studio Aranote, presentati al Congresso Asco Gu di San Francisco, mostrano il grande valore di darolutamide associato alla sola terapia di deprivazione androgenica, indipendentemente dal volume di malattia (alto o basso che sia). La combinazione con darolutamide non solo migliora il controllo della malattia ritardandone la progressione, ma salvaguarda anche la qualit\u00e0 di vita con un profilo di tossicit\u00e0 molto limitato, aspetto fondamentale per i pazienti colpiti dalla neoplasia in fase metastatica. Ci auguriamo che l\u2019approvazione regolatoria della combinazione di darolutamide associata alla sola terapia di deprivazione androgenica sia rapida, in modo da poter avere a disposizione un\u2019arma in pi\u00f9, efficace e ben tollerata<\/em>&#8220;, ha aggiunto <strong>Orazio Caffo<\/strong>. Sul tema \u00e8 intervenuto anche <strong>Fred Saad<\/strong>, professore e presidente Surgery and Director of Genitourinary Oncology all\u2019University of Montreal Hospital Center (Chum), e investigatore principale dello studio Aranote: &#8220;<em>I risultati pi\u00f9 recenti dello studio Aranote, in aggiunta a quelli rilevati nello studio Arasens, forniscono un\u2019ulteriore prova della grande efficacia e del profilo consistente di sicurezza di darolutamide pi\u00f9 Adt nel tumore della prostata ormonosensibile metastatico ad alto e basso volume, sia con docetaxel che senza. Questi dati importanti rafforzano il potenziale di darolutamide come opzione terapeutica fondamentale per i clinici, offrendo, una volta approvato, la flessibilit\u00e0 nel personalizzare le cure con o senza chemioterapia, affrontando le diverse esigenze dei pazienti con tumore della prostata<\/em>&#8220;. Nello studio Aranote, gli eventi avversi legati al trattamento sono risultati bassi e simili nei sottogruppi ad alto e basso volume, coerenti con la popolazione globale. <em>&#8220;La nostra missione<\/em> &#8211; afferma la vicepresidente esecutivo, Global Product Strategy and Commercialization e Membro del Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer, <strong>Christine Roth<\/strong> &#8211; <em>\u00e8 focalizzata sulla trasformazione della cura del tumore della prostata e sul miglioramento dei risultati dei pazienti in tutti gli stadi della malattia. Le evidenze sempre pi\u00f9 corpose di darolutamide sottolineano il suo significativo potenziale nel rispondere alle diverse esigenze dei pazienti affetti da tumore della prostata. Questo comprende non solo il miglioramento della sopravvivenza e il significativo rallentamento della progressione della malattia, ma anche la sicurezza che i pazienti possano continuare le attivit\u00e0 di tutti i giorni con una minima interferenza di altri farmaci<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altri dati presentati ad Asco Gu 2025 riguardano un\u2019analisi di sottogruppo per et\u00e0 dello studio di fase 3 Arasens e un\u2019ulteriore analisi dei dati real-world, sia nei pazienti con mHspc con risposta positiva a darolutamide in combinazione con Adt che con docetaxel per i principali endpoint clinici rilevanti. I dati su 1.305 pazienti con et\u00e0 tra 41 e 89 anni hanno mostrato che quelli con mHspc hanno beneficiato di darolutamide in combinazione con Adt e docetaxel, indipendentemente dall\u2019et\u00e0 (&lt;75 anni e \u226575 anni). Miglioramenti consistenti sono stati osservati nella sopravvivenza globale, nel tempo allo sviluppo di Crpc e nel tempo all\u2019inizio della terapia successiva. Darolutamide \u00e8 stato ben tollerato. Inoltre, un\u2019analisi retrospettiva di coorte della triplice terapia con inibitori della via del recettore degli androgeni ha riscontrato che la terapia con darolutamide, Adt e docetaxel ha ridotto la probabilit\u00e0 di interruzione del trattamento, di progressione a mCrpc e a un maggior numero di pazienti con risposta Psa rispetto ad abiraterone pi\u00f9 Adt pi\u00f9 docetaxel. Darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni (ARi), e quindi della crescita delle cellule tumorali prostatiche, sviluppato congiuntamente da Bayer e Orion Corporation, un\u2019azienda farmaceutica finlandese, \u00e8 gi\u00e0 approvato nel\u2019mHspc, in combinazione con Adt e docetaxel, in pi\u00f9 di 80 Paesi nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tumore della prostata \u00e8 il secondo pi\u00f9 comune negli uomini. Solo il 30% dei pazienti con diagnosi di mHspc sopravvive 5 anni e oltre dopo la diagnosi. 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