{"id":3546,"date":"2025-04-01T19:39:50","date_gmt":"2025-04-01T17:39:50","guid":{"rendered":"https:\/\/com.corrieredellacampania.it\/?p=3546"},"modified":"2025-04-01T19:39:50","modified_gmt":"2025-04-01T17:39:50","slug":"problema-denatalita-in-italia-fecondita-ai-minimi-storici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/04\/01\/problema-denatalita-in-italia-fecondita-ai-minimi-storici\/","title":{"rendered":"Problema denatalit\u00e0 in Italia: fecondit\u00e0 ai minimi storici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Il 2024 si conferma un anno di svolta per la demografia italiana. I segnali di allarme sono molteplici: una natalit\u00e0 ai minimi, una popolazione sempre pi\u00f9 anziana, un tessuto familiare che cambia e una mobilit\u00e0 che accentua le disuguaglianze territoriali. Il quadro demografico italiano tracciato dall\u2019Istat nel report Indicatori demografici 2024 conferma un\u2019Italia in profonda trasformazione: meno nascite, pi\u00f9 emigrazioni, invecchiamento marcato della popolazione e strutture familiari sempre pi\u00f9 ristrette. Un lento ma costante declino che incide sul tessuto sociale ed economico del Paese.\u00a0Fecondit\u00e0 mai cos\u00ec bassa: solo <strong>1,18 figli per donna<\/strong>. Nel 2024 la fecondit\u00e0 ha toccato il minimo storico: 1,18 figli per donna, superando al ribasso il precedente record negativo del 1995 (1,19). I nuovi nati sono stati solo 370mila, 10mila in meno rispetto al 2023 e ben 156mila in meno rispetto al 1995. A pesare \u00e8 anche l\u2019et\u00e0 media delle madri, salita a 32,6 anni, segno di una maternit\u00e0 sempre pi\u00f9 posticipata. Popolazione in calo, ma con divari territoriali. La popolazione residente al 31 dicembre 2024 \u00e8 di 58 milioni e 934mila unit\u00e0, in calo di 37mila (-0,6 per mille). Tuttavia, il decremento non \u00e8 omogeneo: mentre il Nord cresce (+1,6 per mille), il Mezzogiorno continua a perdere abitanti (-3,8 per mille), con punte critiche in Basilicata (-6,3) e Sardegna (-5,8). Cresce la speranza di vita: superati i livelli pre-Covid Segnale positivo sul fronte della salute: la speranza di vita torna a crescere, raggiungendo gli 83,4 anni, con un guadagno di 5 mesi rispetto al 2023. Gli uomini possono ora aspettarsi 81,4 anni di vita, le donne 85,5. Si tratta di valori superiori anche al periodo pre-pandemico, confermando il superamento dell\u2019emergenza sanitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Boom di emigrazioni italiane, ma anche di acquisizioni di cittadinanza. Le emigrazioni verso l\u2019estero hanno raggiunto quota 191mila (+20,5%), spinte dall\u2019esodo di cittadini italiani (156mila, +36,5%). I Paesi preferiti sono Germania, Spagna e Regno Unito. Al tempo stesso, sono aumentate le acquisizioni di cittadinanza italiana: 217mila nel 2024, nuovo record assoluto. In testa gli albanesi (31mila), seguiti da marocchini e rumeni. Famiglie sempre pi\u00f9 piccole e sole. Il numero medio di componenti per famiglia \u00e8 sceso a 2,2, rispetto ai 2,6 di venti anni fa. Oggi oltre un terzo delle famiglie italiane (36,2%) \u00e8 costituito da una sola persona. Le coppie con figli rappresentano meno del 30%, mentre aumentano le famiglie monogenitoriali (10,8%) e quelle senza figli (20,2%). Italia che invecchia: 1 su 4 ha pi\u00f9 di 65 anni. L\u2019et\u00e0 media della popolazione ha raggiunto i 46,8 anni. I residenti over 65 sono 14,6 milioni (24,7% della popolazione), in crescita. Particolarmente significativa la crescita degli ultra85enni (2,4 milioni) e degli ultracentenari (oltre 23.500, l\u201983% donne). Solo l\u201911,9% della popolazione ha meno di 14 anni. Nord attrattivo, Sud in fuga. Il saldo migratorio interno penalizza il Mezzogiorno (-52mila), mentre il Nord guadagna 47mila residenti grazie ai trasferimenti da altre aree del Paese. L\u2019Emilia-Romagna \u00e8 la regione pi\u00f9 attrattiva (+2,7 per mille), seguita da Piemonte e Valle d\u2019Aosta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2024 si conferma un anno di svolta per la demografia italiana. I segnali di allarme sono molteplici: una natalit\u00e0 ai minimi, una popolazione sempre pi\u00f9 anziana, un tessuto familiare che cambia e una mobilit\u00e0 che accentua le disuguaglianze territoriali. 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