{"id":3729,"date":"2025-05-06T12:07:17","date_gmt":"2025-05-06T10:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/com.corrieredellacampania.it\/?p=3729"},"modified":"2025-05-06T12:07:17","modified_gmt":"2025-05-06T10:07:17","slug":"referendum-cittadinanza-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/05\/06\/referendum-cittadinanza-2025\/","title":{"rendered":"Referendum cittadinanza 2025"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">L\u20198 e 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari. Il primo, promosso da +Europa e da numerose associazioni civiche, punta a modificare in modo significativo una delle leggi pi\u00f9 discusse del nostro ordinamento: quella sulla cittadinanza. Oggi ottenere la cittadinanza italiana \u00e8 un percorso lungo e complesso, anche per chi vive e lavora regolarmente in Italia da anni. Il referendum propone di ridurre da 10 a 5 anni il requisito minimo di residenza legale per potervi accedere, aprendo una riflessione profonda sull\u2019identit\u00e0 nazionale, sull\u2019integrazione e sul ruolo dello Stato di diritto in una societ\u00e0 in evoluzione.<br \/>Cosa prevede il referendum: la proposta concreta.<br \/>Il quesito referendario propone l\u2019abrogazione parziale dell\u2019articolo 9, comma 1, lettera f) della legge 91\/1992. Attualmente, per uno straniero extracomunitario, servono 10 anni di residenza legale e continuativa in Italia per poter presentare domanda di cittadinanza. La norma \u00e8 stata pensata per garantire un lungo periodo di \u201cprova\u201d prima di riconoscere i diritti pieni di cittadinanza.<br \/>Il referendum mira a ridurre questo periodo da 10 a 5 anni, riconoscendo che una permanenza pi\u00f9 breve pu\u00f2 gi\u00e0 costituire un radicamento sufficiente nella societ\u00e0 italiana. Inoltre, la cittadinanza ottenuta si estenderebbe anche ai figli minorenni.<br \/>Si tratta di una modifica che, se approvata, non introdurr\u00e0 automaticamente una nuova legge (il referendum \u00e8 abrogativo, non propositivo), ma canceller\u00e0 un vincolo normativo, lasciando al Parlamento il compito di ridefinire il quadro legislativo. Tuttavia, l\u2019effetto politico sarebbe immediato e di forte impatto.<br \/>Perch\u00e9 nasce questa proposta? Le motivazioni del S\u00cc<br \/>L\u2019iniziativa \u00e8 frutto di anni di battaglie civili e politiche, portate avanti da chi ritiene che la legge attuale sia inadeguata ai cambiamenti sociali. Secondo i promotori, 10 anni sono un periodo eccessivamente lungo, che penalizza soprattutto giovani, famiglie e lavoratori stranieri che vivono in Italia da tempo, parlano la lingua, pagano le tasse e partecipano attivamente alla vita del paese.<br \/>La proposta ha una valenza inclusiva e democratica: riconoscere come cittadini chi \u00e8 gi\u00e0 parte integrante del tessuto sociale, pur senza ancora disporre dei pieni diritti civili e politici. Per molti bambini e ragazzi nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri, la cittadinanza non \u00e8 oggi automatica, neppure dopo il compimento della maggiore et\u00e0, e ci\u00f2 li espone a discriminazioni e limiti nei percorsi scolastici, lavorativi e professionali.<br \/>Tra i principali sostenitori ci sono +Europa, Radicali Italiani, il Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, Possibile e una rete ampia di associazioni come Italiani Senza Cittadinanza, l\u2019ASGI (Associazione Studi Giuridici sull\u2019Immigrazione) e diverse realt\u00e0 impegnate nell\u2019inclusione sociale.<br \/>Sul fronte politico, il Partito Democratico si \u00e8 detto favorevole al principio, pur mantenendo un atteggiamento prudente sul quesito referendario. Il Movimento 5 Stelle e AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) sostengono la necessit\u00e0 di una riforma organica della legge sulla cittadinanza e vedono il referendum come un\u2019occasione utile per forzare il dibattito parlamentare.<br \/>Contrari al quesito sono i principali partiti di centrodestra: Fratelli d\u2019Italia, Lega e Forza Italia. Le critiche si basano principalmente su due argomenti:<br \/>1. Timore di \u201cfacilitazioni eccessive\u201d: secondo i detrattori, 5 anni sarebbero troppo pochi per garantire un vero processo di integrazione, aprendo alla possibilit\u00e0 che lo status di cittadino venga concesso a chi non ha ancora dimostrato un effettivo legame con il Paese.<br \/>2. Preoccupazioni sulla \u201ctenuta sociale\u201d: si teme che un allargamento massiccio della platea dei cittadini possa alimentare tensioni, soprattutto nelle periferie urbane dove la pressione sociale \u00e8 maggiore.<br \/>Alcuni critici sostengono inoltre che una modifica cos\u00ec profonda debba avvenire in Parlamento attraverso una riforma organica, e non tramite referendum abrogativo.<br \/>Secondo stime dell\u2019ISTAT e del Centro Studi IDOS, in Italia risiedono regolarmente oltre 5 milioni di cittadini stranieri, pari a circa l\u20198,5% della popolazione. Di questi, circa 1,3 milioni potrebbero essere interessati dalla modifica in oggetto, in quanto presenti da almeno 5 anni ma ancora privi della cittadinanza.<br \/>Oltre 800.000 minori nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri sarebbero indirettamente coinvolti dal quesito, poich\u00e9 la cittadinanza riconosciuta ai genitori si estenderebbe a loro.<br \/>Il limite di 10 anni per la richiesta di cittadinanza \u00e8 uno dei pi\u00f9 rigidi in Europa. In Francia, Spagna e Belgio sono richiesti 5 anni, in Germania 8 (ridotti a 6 in caso di integrazione particolarmente riuscita). Anche la Grecia ha recentemente abbassato i tempi a 7 anni.<br \/>Questo rafforza l\u2019argomento secondo cui l\u2019Italia \u00e8 oggi un\u2019eccezione negativa, e la riduzione proposta dal referendum la renderebbe invece in linea con gli standard europei.<br \/>L\u2019esito del referendum resta molto incerto. Una delle principali incognite \u00e8 il quorum, ovvero la soglia del 50% + 1 degli elettori, che se non raggiunta renderebbe il risultato nullo. Negli ultimi decenni, solo pochi referendum abrogativi hanno superato tale soglia.<br \/>Se approvato, il referendum aprirebbe comunque una fase di transizione legislativa: spetterebbe al Parlamento colmare il vuoto normativo e stabilire nuove modalit\u00e0 procedurali.<br \/>Il quesito sulla cittadinanza \u00e8 molto pi\u00f9 di una questione burocratica: \u00e8 un passaggio simbolico e politico che tocca l\u2019identit\u00e0 collettiva, l\u2019inclusione sociale e la visione futura del Paese.<br \/>Votare consapevolmente su questo tema richiede informazione, responsabilit\u00e0 e una riflessione onesta su cosa significa oggi \u201cessere italiani\u201d in un contesto globalizzato. Per alcuni, si tratta di rendere pi\u00f9 giusto e umano un sistema obsoleto; per altri, di proteggere l\u2019integrit\u00e0 di un\u2019idea di cittadinanza legata alla tradizione. In ogni caso, \u00e8 una scelta che lascer\u00e0 il segno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u20198 e 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari. Il primo, promosso da +Europa e da numerose associazioni civiche, punta a modificare in modo significativo una delle leggi pi\u00f9 discusse del nostro ordinamento: quella sulla cittadinanza. 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