{"id":3781,"date":"2025-05-19T12:09:39","date_gmt":"2025-05-19T10:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/com.corrieredellacampania.it\/?p=3781"},"modified":"2025-05-19T12:09:39","modified_gmt":"2025-05-19T10:09:39","slug":"referendum-2025-il-secondo-quesito-sulle-tutele-dei-lavoratori-nelle-piccole-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/05\/19\/referendum-2025-il-secondo-quesito-sulle-tutele-dei-lavoratori-nelle-piccole-imprese\/","title":{"rendered":"Referendum 2025: Il Secondo Quesito sulle Tutele dei Lavoratori nelle Piccole Imprese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">L&#8217;8 e 9 giugno 2025, i cittadini italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari, quattro dei quali riguardano il lavoro e uno la cittadinanza. Il secondo quesito si concentra sulla tutela dei lavoratori nelle piccole imprese, proponendo l&#8217;abrogazione del limite massimo di sei mensilit\u00e0 per l&#8217;indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato.<br \/>Attualmente, nelle aziende con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo, il lavoratore ha diritto a un&#8217;indennit\u00e0 economica compresa tra un minimo e un massimo di sei mensilit\u00e0. Questo limite \u00e8 stato stabilito per bilanciare le esigenze di flessibilit\u00e0 delle piccole imprese con la necessit\u00e0 di garantire una forma di tutela ai lavoratori.<br \/>Il secondo quesito referendario propone di abrogare parzialmente l&#8217;articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, eliminando il tetto massimo di sei mensilit\u00e0 per l&#8217;indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato nelle piccole imprese. L&#8217;obiettivo \u00e8 permettere al giudice di determinare l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;indennizzo caso per caso, senza un limite prestabilito, considerando fattori come l&#8217;et\u00e0 del lavoratore, l&#8217;anzianit\u00e0 di servizio, i carichi familiari e le condizioni economiche dell&#8217;azienda.<br \/>Se il referendum dovesse avere esito positivo, i giudici avrebbero la possibilit\u00e0 di stabilire l&#8217;indennit\u00e0 in base a diversi fattori, come l&#8217;anzianit\u00e0 di servizio, l&#8217;et\u00e0 del lavoratore, le condizioni del mercato del lavoro e le circostanze specifiche del licenziamento. Questo potrebbe portare a un aumento delle indennit\u00e0 riconosciute ai lavoratori licenziati ingiustamente nelle piccole imprese, garantendo una maggiore equit\u00e0 e giustizia.<br \/>Favorevoli al S\u00ec:<br \/>CGIL e altre organizzazioni sindacali: Sostengono che l&#8217;eliminazione del tetto massimo di indennizzo consentirebbe una maggiore equit\u00e0, permettendo ai giudici di valutare caso per caso l&#8217;entit\u00e0 del risarcimento, tenendo conto delle specifiche circostanze del lavoratore e dell&#8217;azienda.<br \/>Favorevoli al No:<br \/>Associazioni di categoria delle piccole imprese: Temono che l&#8217;eliminazione del limite possa comportare un aumento dei costi per le aziende, con possibili ripercussioni sull&#8217;occupazione e sulla stabilit\u00e0 economica delle imprese di piccole dimensioni. <br \/>Il secondo quesito referendario del 2025 rappresenta un&#8217;importante occasione per riflettere sulle tutele dei lavoratori nelle piccole imprese e sull&#8217;equilibrio tra diritti dei lavoratori e sostenibilit\u00e0 economica delle aziende. La decisione degli elettori avr\u00e0 un impatto significativo sul futuro del mercato del lavoro italiano, in particolare per i circa 3,7 milioni di lavoratori impiegati in aziende con meno di 16 dipendenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;8 e 9 giugno 2025, i cittadini italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari, quattro dei quali riguardano il lavoro e uno la cittadinanza. 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