{"id":4026,"date":"2025-06-23T06:41:49","date_gmt":"2025-06-23T06:41:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredellacampania.it\/com\/?p=4026"},"modified":"2025-06-23T06:41:49","modified_gmt":"2025-06-23T06:41:49","slug":"truffe-anziani-13-arresti-nel-napoletano-i-terribili-audio-dei-raggiri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/06\/23\/truffe-anziani-13-arresti-nel-napoletano-i-terribili-audio-dei-raggiri\/","title":{"rendered":"Truffe anziani, 13 arresti nel napoletano: i terribili audio dei raggiri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Tredici persone, accusate di appartenere a una banda specializzata in <strong>truffe agli anziani<\/strong>, sono state arrestate tra Napoli e provincia, dai carabinieri dei comandi provinciali di Genova e del capoluogo campano. L\u2019inchiesta giudiziaria ha permesso di individuare e sgominare un sodalizio criminale capeggiato da una coppia, <strong>Alessandro D\u2019Errico<\/strong> e <strong>Antonietta Mascitelli<\/strong>, con precedenti di polizia. La banda aveva messo in piedi un meccanismo studiato nei minimi particolari e ripetuto pi\u00f9 volte. Una componente logistica si occupava di fornire veicoli e telefoni cellulari nonch\u00e9 di mettere a disposizione dei locali (utilizzati come veri e propri call center) per l\u2019organizzazione. La <strong>truffa<\/strong> iniziava con \u201c<strong><em>chiamate filtro<\/em><\/strong>\u201d per individuare la vittima, poi interveniva il \u201c<strong><em>telefonista<\/em><\/strong>\u201d che si occupava di convincere l\u2019anziano preso di mira a consegnare il denaro, coordinando i complici presenti nei pressi dell\u2019abitazione del malcapitato. A quel punto entrata in azione la componente \u201coperativa\u201d, il \u201c<strong><em>trasfertista<\/em><\/strong>\u201d, che passava a riscuotere i soldi o l\u2019oro. Il sodalizio criminale, con base nel napoletano, agiva in tutta Italia: ha sottratto <strong>330mila euro<\/strong> a decine di vittime. Al termine delle indagini, i carabinieri hanno eseguito un\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Genova su richiesta della Procura, nei confronti di 13 soggetti, tutti originari del napoletano, per <strong>associazione per delinquere<\/strong> finalizzata alle truffe in danno di anziani. L\u2019indagine denominata \u201c<strong><em>Pomelia<\/em><\/strong>\u201d \u00e8 stata effettuata dal Nucleo Operativo della Compagnia di Genova San Martino, coordinata dalla Procura della Repubblica genovese. Sono stati contestati agli indagati complessivamente <strong>43 episodi di truffe pluriaggravate<\/strong> (28 consumate, 15 tentate) perpetrate sull\u2019intero territorio nazionale nel periodo <strong>settembre 2023 \u2013 marzo 2024<\/strong>, per un conseguito profitto illecito complessivo superiore a 330mila euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La banda era strutturata con una <strong>componente logistica<\/strong> che si occupava di fornire veicoli e telefoni cellulari nonch\u00e9 di mettere a disposizione dei locali (utilizzati come veri e propri call center) per l\u2019organizzazione; i cosiddetti \u201ctelefonisti\u201d che si occupavano di individuare e contattare le vittime, coordinando i complici presenti nei pressi dell\u2019abitazione degli anziani; una componente \u201coperativa\u201d che si occupava di recarsi presso l\u2019abitazione della vittima per farsi consegnare denaro o monili in oro. Il modus operandi ha seguito <strong>due schemi<\/strong> ricorrenti, alternando due tecniche. La prima \u00e8 quella del <strong>finto maresciallo dei Carabinieri e\/o avvocato<\/strong>, che riferisce telefonicamente che un prossimo congiunto dell\u2019anziano (generalmente figlio, nipote o coniuge) ha provocato un incidente stradale in cui \u00e8 rimasta gravemente ferita la controparte, paventando la necessit\u00e0 del versamento di una somma di denaro per evitare serie ripercussioni giudiziarie al parente. La seconda \u00e8 quella del finto parente (figlio o nipote), che riferisce della necessit\u00e0 di versare una somma di denaro per definire la <strong>vincita di un concorso pubblico<\/strong> (anche nelle Poste Italiane) o la consegna di un pacco, paventando in caso contrario il rischio di esclusione dal concorso o la mancata consegna del plico. Dopo essere entrato in contatto con la vittima, il telefonista paventata la necessit\u00e0 di denaro, convincendo l\u2019anziano preso di mira a recuperare tutto <strong>il contante e l\u2019oro<\/strong> in suo possesso che devono essere versati nel minor tempo possibile, a un complice presentato come amico o conoscente del parente dell\u2019anziano. Per evitare che la vittima potesse mettersi in contatto con le forze dell\u2019ordine o con parenti, il telefonista, fino a quando il \u201ccorriere\u201d non avr\u00e0 ritirato il denaro, continua ininterrottamente a intrattenere al telefono l\u2019anziano, rimarcando la gravit\u00e0 dei fatti e il poco tempo disponibile per risolvere la situazione. In questo modo riesce ad avere un controllo totale del truffato dal punto di vista psicologico e delle azioni da lui compiute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il collegamento tra i \u201ctelefonisti\u201d che chiamano da Napoli e i \u201ctrasfertisti\u201d avveniva attraverso telefoni cellulari dedicati di vecchia generazione, con utenze intestate a cittadini extracomunitari irreperibili, oppure utilizzando smartphone in abbinamento ad utenze intestate a \u201cteste di legno\u201d, comunicando solo mediante social network e chat varie. La truffa iniziava con \u201c<strong><em>chiamate filtro<\/em><\/strong>\u201d, ovvero telefonate di brevissima durata ad utenze fisse della localit\u00e0, che i promotori decidevano di prendere di mira per quella giornata. Tali telefonate, avevano l\u2019unico scopo di individuare preventivamente le utenze in uso ad anziani o quelle ancora attive tra le innumerevoli utenze a disposizione. Queste telefonate sono di brevissima durata, il tempo necessario al truffatore per capire se la voce appartenga a una persona anziana. Fatta questa scrematura tra le innumerevoli utenze prese come bersaglio, viene valutato se sia opportuno proseguire nell\u2019esecuzione della truffa, dando il numero ad uno dei due promotori che gestiscono la fase successiva. Un ulteriore complice fa da connettore tra i \u201ctelefonisti\u201d ed il \u201ctrasfertista\u201d che gi\u00e0 si trova nelle citt\u00e0 scelta quale obiettivo. I due a capo della banda venivano chiamati rispettivamente \u201c<strong><em>zio<\/em><\/strong>\u201d e \u201c<strong><em>zia<\/em><\/strong>\u201d. Gli organizzatori si occupavano di tutti gli aspetti di dettaglio: prima di tutto veniva decisa la zona da colpire, individuando B&amp;B dove far soggiornare i \u2018trasfertisti\u2018, che partivano da Napoli gi\u00e0 nel pomeriggio\/sera della domenica per poi rimanere fuori citt\u00e0 generalmente fino al sabato. In secondo luogo, venivano individuate le modalit\u00e0 di spostamento prevedendo l\u2019utilizzo, oltre treni e taxi, anche di auto a noleggio per facilitare gli spostamenti nella zona d\u2019azione e raggiungere nel minor tempo possibile l\u2019abitazione della vittima. Sono audio terribili quelli che registrano le truffe della banda. Voci di anziani soli e spaventati, finiti nella rete di truffatori, ma pronti a tutto per evitare che i loro figli possano finire in galera. \u201c<strong><em>Come le posso dare una mano? Io ora non capisco proprio niente, io voglio aiutare mio figlio<\/em><\/strong>\u201d: \u00e8 una donna che piange al telefono, mentre il malvivente le d\u00e0 indicazioni e le chiede la somma di \u201c<strong>8.500 euro<\/strong>\u201d perch\u00e9 \u201c<strong><em>il giudice sta premendo per l\u2019arresto: dobbiamo fare presto<\/em><\/strong>\u201d. A un\u2019altra anziana, una donna spiega che deve pagare in contanti, ma che dopo quei soldi le saranno restituiti. \u201c<strong><em>Signora, lei non ha fatto il bonifico, deve pagare in contanti alla consegna, i soldi le verranno restituiti<\/em><\/strong>\u201d, dice la donna alla vittima. \u201c<strong><em>Spero che sia cos\u00ec <\/em><\/strong>\u2013 la risposta dell\u2019anziana \u2013 <strong><em>Senn\u00f2 io mi devo uccidere<\/em><\/strong>\u201d. A un\u2019altra vittima, uno dei truffatori raccomanda di \u201c<strong><em>togliersi pure la catenina d\u2019oro che ha al collo<\/em><\/strong>\u201d. Poi le domanda: \u201c<strong><em>Ha preso tutti gli oggetti in oro? Il peso quanto \u00e8 in totale?<\/em><\/strong>\u201d. \u201c<strong><em>\u00c8 215 grammi<\/em><\/strong>\u201d, risponde la vittima. \u201c<strong><em>Ma lei ha altri oggetti? Deve prendere tutto, aggiunga tutto quello che ha<\/em><\/strong>\u201d. A un\u2019altra vittima che chiede se pu\u00f2 sentire l\u2019altro figlio per farsi dare una mano, uno dei malviventi risponde che \u201c<strong><em>Non abbiamo tempo, ora le mando una mia collaboratrice<\/em><\/strong>\u201d. Nel corso delle indagini, i militari dell\u2019Arma hanno intercettato anche una conversazione tra due truffatori. Un uomo, parlando al telefono, spiega che all\u2019anziano preso di mira \u201c<strong><em>ci devi cambiare pure il pannolino mo\u2019 che arrivi, sta pieno di soldi, vediamo di fare una cosa veloce<\/em><\/strong>\u201d. E l\u2019altra risponde: \u201c<strong><em>Sono a 2.5 km, semafori e macchine. Mi mancano 12 minuti, voi tenetelo al telefono<\/em><\/strong>\u201d, cos\u00ec agiva la banda sulle vittime spaventate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tredici persone, accusate di appartenere a una banda specializzata in truffe agli anziani, sono state arrestate tra Napoli e provincia, dai carabinieri dei comandi provinciali di Genova e del capoluogo campano. L\u2019inchiesta giudiziaria ha permesso di individuare e sgominare un sodalizio criminale capeggiato da una coppia, Alessandro D\u2019Errico e Antonietta Mascitelli, con precedenti di polizia.<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":4027,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pmpro_default_level":"","footnotes":""},"categories":[63],"tags":[495,496,497,498,499,500,501,502,503],"class_list":["post-4026","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","tag-alessandro-derrico","tag-antonietta-mascitelli","tag-associazione-a-delinquere","tag-associazione-per-delinquere","tag-chiamate-filtro","tag-pomelia","tag-truffa","tag-truffe-agli-anziani","tag-truffe-anziani","pmpro-has-access"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4026\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}