{"id":4131,"date":"2025-08-21T10:26:21","date_gmt":"2025-08-21T10:26:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredellacampania.it\/com\/?p=4131"},"modified":"2025-08-21T10:26:21","modified_gmt":"2025-08-21T10:26:21","slug":"mia-moglie-via-da-facebook-meta-rimuove-foto-intime-di-donne-ignare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/08\/21\/mia-moglie-via-da-facebook-meta-rimuove-foto-intime-di-donne-ignare\/","title":{"rendered":"Mia Moglie via da Facebook: Meta rimuove foto intime di donne ignare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Dopo centinaia, forse migliaia di segnalazioni il gruppo Facebook \u2018<strong>Mia Moglie<\/strong>\u2019 \u00e8 stato rimosso da Facebook per <strong>violazione delle sue policy<\/strong>. Meta \u00e8 intervenuto in merito al gruppo Facebook dove gli utenti, in prevalenza uomini, postavano immagini delle proprie mogli e compagne ignare (e non solo), molte delle quali sarebbero state inconsapevoli. Un portavoce di Meta ha affermato di aver \u201c<em>rimosso il Gruppo Facebook Mia Moglie per violazione delle nostre policy contro lo <strong>sfruttamento sessuale di adulti<\/strong>. Non consentiamo contenuti che minacciano o promuovono violenza sessuale, abusi sessuali o sfruttamento sessuale sulle nostre piattaforme. Se veniamo a conoscenza di contenuti che incitano o sostengono lo stupro, possiamo disabilitare i gruppi e gli account che li pubblicano e condividere queste informazioni con le forze dell\u2019ordine<\/em>\u201d. Il caso del gruppo Facebook \u2018Mia Moglie\u2019 assume anche una dimensione politica. Le parlamentari del Movimento 5 Stelle componenti della Commissione d\u2019inchiesta sul femminicidio (<strong>Anna Bilotti<\/strong>, <strong>Stefania Ascari<\/strong>, <strong>Alessandra Maiorino <\/strong>e <strong>Daniela Morfino<\/strong>), hanno annunciato la presentazione di un\u2019<strong>interrogazione parlamentare <\/strong>per sollecitare il governo a rafforzare il proprio impegno nella lotta contro la violenza sulle donne. Cresce intanto l\u2019indignazione per la comunit\u00e0 social, che condivideva e diffondeva senza consenso immagini intime di donne in contesti privati. Con oltre 31mila iscritti, il gruppo \u00e8 ora travolto da una bufera mediatica ed \u00e8 stato segnalato alla Polizia postale. Dal Pd ad Avs, passando per il Codacons, partiti e associazioni sono insorti contro il gruppo, poi rimosso da Meta per violazione della policy contro lo sfruttamento sessuale di adulti. Ma ora il M5S vuole portare il caso anche all\u2019attenzione del governo. &#8220;<em>Il gruppo Facebook \u2018Mia Moglie\u2019 doveva essere fermato molto prima, \u00e8 l\u2019aberrante sintesi di varie brutali forme di violenza perpetrate nei confronti delle donne. \u00c8 una fotografia perfetta dei gravissimi problemi che dobbiamo affrontare e debellare per estirpare una mentalit\u00e0 patriarcale inaccettabile che riduce la donna a oggetto e strumento di possesso<\/em>\u201d, affermano le parlamentari pentastellate, che aggiungono: \u201c<em>Ancora una volta abbiamo evidenza del fatto che sul piano educativo la strada da percorrere \u00e8 lunghissima. Di gruppi social di questo tenore purtroppo ne esistono molti ed \u00e8 palese che non si stia facendo abbastanza per prevenire questo scempio continuo. A tal proposito presenteremo presto una interrogazione per sollecitare il governo affinch\u00e9 faccia di pi\u00f9 sul piano del controllo, della repressione e della prevenzione<\/em>\u201d. \u201c<em>La vicenda del gruppo Facebook \u2018Mia Moglie\u2019, rimosso da Meta solo dopo la denuncia pubblica e le segnalazioni alle autorit\u00e0, per le quali ringraziamo in particolare le parlamentari Pd della commissione Femminicidio, non \u00e8 un episodio isolato. \u00c8 l\u2019ennesima prova di una violenza digitale strutturale che affonda le proprie radici nella stessa cultura patriarcale del dominio che ha consentito per dieci anni lo stupro di Gis\u00e8le P\u00e9licot, a partire proprio da un gruppo online simile a questo<\/em>\u201d, dichiara in una nota <strong>Roberta Mori<\/strong>, portavoce nazionale della Conferenza delle Donne democratiche. \u201c<em>Sono andata a vedere il gruppo Facebook (Mia Moglie) denunciato dalla scrittrice <strong>Carolina Capria<\/strong> e sono rimasta letteralmente inorridita<\/em> &#8211; dice in un video pubblicato su Facebook la co-portavoce di Europa Verde ed esponente di Avs, <strong>Fiorella Zabatta<\/strong> &#8211; <em>Migliaia di uomini che hanno postato foto e video delle loro mogli, fidanzate e compagne a insaputa di queste povere donne e in atteggiamenti anche intimi. Con commenti terribili del tipo, \u2018io me la farei\u2019, \u2018io la stuprerei\u2019, \u2018so io cosa le farei\u2019. Questa non \u00e8 goliardia, questo \u00e8 stupro virtuale, un reato punito dal nostro codice penale. Ma il problema \u00e8 anche culturale. Queste piattaforme vanno combattute, questa idea tossica di mascolinit\u00e0 va combattuta, e noi dobbiamo muoverci tutti quanti: la societ\u00e0 civile e anche la politica<\/em>. <em>Questo \u00e8 il motivo per il quale io andr\u00f2 a sporgere oggi denuncia alla Procura della Repubblica e mi auguro che la politica tutta intervenga in maniera trasversale<\/em>\u201d, conclude.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Beatrice Petrella<\/strong>, giornalista, podcaster e autrice, esperta di temi legati all\u2019odio online e autrice di \u2018Still Online, spiega: \u201c<em>L\u2019online lascia spazio all\u2019impunit\u00e0. Questi gruppi sono spesso anonimi, se si fa un giro non solo su \u2018Mia moglie\u2019 <\/em>-ora bannato- <em>ma anche su altri gruppi, sembra che ci si senta in diritto di dire tutto, anche cose tremende che nella vita vera con il proprio nome e la propria faccia non si rivendicherebbero. Internet d\u00e0 da un lato libert\u00e0 totale\u2026 E dall\u2019altra libert\u00e0 totale, sembra paradossale ma \u00e8 cos\u00ec. Quando si parla di moderare questi contenuti esiste un limite da bilanciare tra questa libert\u00e0 (di espressione) e contenere questi movimenti<\/em>. <em>Le piattaforme non hanno un vero interesse a farlo, al netto dei diritti fondamentali alla piattaforma interessa che ci sia traffico. Facebook ha interesse che le piattaforme passino tempo sulla piattaforma. Le aziende come Meta non sono no profit, hanno degli obiettivi economici<\/em>\u201d. La vicenda del gruppo \u2018Mia Moglie\u2019 ha diversi punti di contatto con il tragico caso francese di <strong>Gis\u00e8le Pelicot<\/strong>: il marito della donna, condannato, per anni e anni la ha drogata cercando online uomini pronti a stuprarla mentre lui ritraeva lei e loro, il tutto senza il suo consenso e senza che lei ne fosse consapevole per anni \u2013 anzi decenni. La donna ha scelto di comparire in video e che il suo nome venisse diffuso (era suo diritto restare anonima vista la tipologia di reati) per dare un \u2018segnale\u2019 alle altre vittime di violenza, diventando cos\u00ec un simbolo della lotta contro la violenza maschile sulle donne. Al momento si sta indagando su violenze simili anche nei confronti della figlia. I punti di contatto con il caso, secondo <strong>Petrella<\/strong>, sono sostanzialmente tre: \u201c<em>Il primo \u00e8 l\u2019idea di potere illimitato sulla propria compagna. In comune c\u2019\u00e8 l\u2019idea di poter disporre del corpo della propria moglie. Io ho il diritto di postare la tua foto anche se non lo sai, nel momento in cui stai con me sei mia, l\u2019idea che le donne sono un oggetto di propriet\u00e0 dei mariti e prima dei padri. Poi c\u2019\u00e8 un altro elemento: gli uomini che prendono parte a questi gruppi e che partecipano non si sentono stupratori, non sentono di aver commesso violenza. Un\u2019altra cosa agghiacciante nel caso Pelicot sono le giustificazioni degli uomini che la hanno stuprata e dicevano \u2018pensavo fosse consenziente\u2019, \u2018mi aveva dato il permesso il marito\u2019, \u2018io sono una persona rispettabile<\/em>. <em>Anche facendosi un giro su quel gruppo ora chiuso, quando il caso stava scoppiando, si diceva \u2018che male c\u2019\u00e8\u2019, \u2018\u00e8 un gioco erotico\u2019, \u2018sono consenzienti\u2019. Le foto erano invece chiaramente state scattate di nascosto e in molti casi c\u2019era anche scritto. Di cosa stiamo parlando? Terzo elemento, non viene per nulla considerato il consenso della donna. Non esiste proprio il concetto che se io e te abbiamo una relazione io devo darti il consenso e posso ritirarlo in qualsiasi momento. Le donne sono oggetto di soddisfazione che gli uomini offrono ad altri uomini per vantarsi, come un\u2019auto di lusso o qualsiasi altro bene<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo centinaia, forse migliaia di segnalazioni il gruppo Facebook \u2018Mia Moglie\u2019 \u00e8 stato rimosso da Facebook per violazione delle sue policy. Meta \u00e8 intervenuto in merito al gruppo Facebook dove gli utenti, in prevalenza uomini, postavano immagini delle proprie mogli e compagne ignare (e non solo), molte delle quali sarebbero state inconsapevoli. 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