{"id":4654,"date":"2025-09-27T17:16:02","date_gmt":"2025-09-27T15:16:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lacampania.org\/?p=4654"},"modified":"2025-09-27T17:16:02","modified_gmt":"2025-09-27T15:16:02","slug":"neapolis-2500-la-citta-si-racconta-anche-attraverso-il-cibo-excursus-sulla-nascita-della-pizza-e-la-sua-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/09\/27\/neapolis-2500-la-citta-si-racconta-anche-attraverso-il-cibo-excursus-sulla-nascita-della-pizza-e-la-sua-storia\/","title":{"rendered":"Neapolis 2500, la citt\u00e0 si racconta anche attraverso il cibo:  excursus sulla nascita della pizza e la sua storia"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"236\" data-end=\"823\">Oggi Napoli \u00e8 il capoluogo della Campania e la capitale del Mezzogiorno d\u2019Italia. Proprio quest\u2019anno la citt\u00e0 celebra i suoi 2.500 anni, un compleanno importante che si intreccia ad altri anniversari legati ad artisti come <strong>Roberto De Simone<\/strong> e <strong>Pino Daniele<\/strong>, che hanno lasciato un segno indelebile con il loro talento, e a ricorrenze dal richiamo internazionale come il Giubileo. Le celebrazioni principali sono racchiuse nel grande evento <strong data-start=\"674\" data-end=\"695\">Napoli Millenaria<\/strong>, ispirato alla celebre opera teatrale <em data-start=\"734\" data-end=\"753\">Napoli Milionaria<\/em> di <strong>Eduardo De Filippo<\/strong>, che ha segnato l\u2019avvio delle manifestazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019iniziativa, promossa dal <strong>Comune di Napoli<\/strong>, prevede oltre 2500 tra eventi, artisti, luoghi, gemellaggi, partnership istituzionali e collaborazioni internazionali, grazie a una programmazione aperta, partecipata e dinamica pensata per coinvolgere attivamente la citt\u00e0. Napoli Millenaria sar\u00e0 un viaggio attraverso i secoli che toccher\u00e0 tutto il territorio cittadino e metropolitano, trasformando Napoli in un palcoscenico a cielo aperto. Questo progetto sar\u00e0 un\u2019occasione irripetibile per la citt\u00e0 poich\u00e9 racchiude l\u2019essenza di un luogo capace di tenere insieme <strong>cultura<\/strong> e <strong>identit\u00e0<\/strong>, <strong>innovazione<\/strong> e <strong>contemporaneit\u00e0<\/strong>: un modo unico per festeggiare i 2.500 anni della citt\u00e0 di Napoli con un viaggio nel tempo tra ricerca e studio delle <strong>pietanze<\/strong>, delle tecniche utilizzate per prepararle e infine degustarle. \u00c8 stato presentato cos\u00ec, da Annamaria Colao, cattedra Unesco dell&#8217;Universit\u00e0 degli studi di Napoli Federico II, con un&#8217;iniziativa intitolata &#8220;<strong>Gusto e meraviglia dei primi 2500 anni di Napoli<\/strong>&#8220;. Il 20 giugno \u00e8 stata presentata la prima serata di debutto presso il monastero della Regina Coeli di Napoli, durante un convegno internazionale della Federico II, in collaborazione con l&#8217;Universit\u00e0 di Yale. La cucina napoletana affonda le sue radici nella storia stessa di Napoli, dalle tradizioni del periodo <strong>greco-romano<\/strong> alle influenze portate, nei secoli successivi, dalle diverse dinastie che hanno governato la citt\u00e0 e il suo territorio. Napoli fu sede stabile di una corte fin dal XIII secolo e la sua tradizione gastronomica si \u00e8 sviluppata lungo due linee ben definite: una cucina <strong>aristocratica<\/strong> e una <strong>popolare<\/strong>. Il progetto, sviluppato in collaborazione con storici, archeologi e scuole di cucina, si propone di organizzare diversi eventi dedicati ai 2.500 anni di storia della cucina napoletana in luoghi simbolo della citt\u00e0 e ogni piatto offerto sar\u00e0 presentato con la sua &#8220;carta d&#8217;identit\u00e0&#8221; storica. Gli eventi dedicati a &#8220;Gusto e meraviglia dei primi 2500 anni di Napoli&#8221; proporranno men\u00f9 in cui le pietanze antiche saranno presentate insieme alle versioni pi\u00f9 moderne, per apprezzarne le differenze e i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo. Ma i men\u00f9 proposti terranno conto anche della stagionalit\u00e0 dei prodotti, della loro provenienza e dell\u2019impatto sulla salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra gli eventi pi\u00f9 noti ci sono il Bufala Fest e il Pizza Village, che celebrano uno dei cibi pi\u00f9 amati e storici al mondo: la pizza. Un piatto che racconta la storia di una citt\u00e0 ma che mostra, soprattutto, l\u2019identit\u00e0 del popolo napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La storia della pizza, infatti, \u00e8 molto antica e le sue origini sono incerte. Si ritiene che sia stata inventata in Italia nel IX secolo proprio nel capoluogo partenopeo. All&#8217;epoca, era considerata un cibo povero e veniva preparata con ingredienti semplici come olio, sale e formaggio. Con il passare del tempo \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 popolare e oggi ne esistono innumerevoli variet\u00e0, ognuna con i suoi ingredienti e\u00a0 caratteristiche uniche. Oggi i pizzaioli si divertono a sperimentare nuove tipologie di pizza, utilizzando ingredienti insoliti e accostamenti originali, spesso in dialogo con la cucina tradizionale. La pizza resta\u00a0 un vanto partenopeo e uno dei piatti pi\u00f9 amati e iconici nonostante rivisitazioni e innovazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In pochi, per\u00f2, conoscono davvero la sua storia ultracentenaria. Si tratta di una storia fatta di povert\u00e0 e ricchezza, nata alle pendici del Vesuvio e capace di conquistare il mondo, fino a diventare un autentico marchio di fabbrica della cucina napoletana e Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le prime embrionali forme di pizza risalgono addirittura al Neolitico. Naturalmente non avevano nulla a che vedere con la versione che conosciamo oggi ma fu proprio in quel periodo, con la nascita dell\u2019agricoltura, che si inizi\u00f2 a cuocere sulla pietra impasti di cereali tostati o pane azzimo, privi di lievitazione. Con il passare dei secoli sono tante le testimonianze, pi\u00f9 o meno attendibili, che potrebbero essere riconducibili alla ricetta che tutti conosciamo. Dalle pite degli antichi greci al pane piatto farcito con formaggio e datteri del re persiano Dario il Grande, fino ad arrivare alla versione che pi\u00f9 di altre si avvina all\u2019originale. Nel corso del XIV secolo, infatti, si narra che a Napoli si fosse diffusa la \u201cmastunicola\u201d, una vera e propria antenata della pizza odierna: una pizza <em>ante litteram<\/em> preparata con strutto, pepe, formaggio e foglie di basilico. Grazie all&#8217;uso di formaggio di pecora stagionato per oltre sei mesi, era adatta anche a chi non tollerava il lattosio. Una variante che pochi secoli dopo si evolse grazie all\u2019arrivo dalle Americhe del pomodoro. In questo caso si trattava di un impasto a base di farina condita con il pomodoro che gli abitanti del Regno di Napoli avevano l\u2019abitudine di consumare per le strade della citt\u00e0. La pizza al pomodoro, infatti, comparve effettivamente nel Settecento, e l\u2019abbinamento con la mozzarella sarebbe poi ancora successivo poich\u00e9 pare risalga alla seconda met\u00e0 del 1800, precisamente al 1889, anno in cui ci fu a Napoli una visita degli allora sovrani d\u2019Italia Re Umberto I e la Regina Margherita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le tante storie su chi fosse l\u2019inventore della pizza, ce n\u2019\u00e8 una che \u00e8 riuscita a mettere d\u2019accordo tutti. La tradizione vuole che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell\u2019epoca, realizz\u00f2 per i sovrani ben tre pizze ma ad avere particolare successo fu proprio l\u2019ultima, una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico le cui tonalit\u00e0 richiamavano volutamente il tricolore italiano. La sovrana apprezz\u00f2 cos\u00ec tanto quella pizza da voler ringraziare ed elogiare il pizzaiolo per iscritto. Sentendosi onorato dal gesto Raffaele Esposito diede il nome della Regina al suo capolavoro culinario, che da allora si \u00e8 diffuso in tutto il mondo con il nome di Pizza Margherita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Napoli \u00e8 indiscutibilmente la culla di questo piatto tanto semplice quanto gustoso e preparato con la maestria di intere generazioni di pizzaioli che ne hanno tramandato i segreti dell\u2019impasto fino ai giorni nostri. Grazie agli innumerevoli migranti italiani, che dal Sud Italia si mossero per cercare fortuna altrove, la ricetta di Raffaele Esposito ci mise poco a fare il giro del mondo conquistando i palati in ogni angolo del pianeta e ancora oggi rimane in testa alla classifica dei cibi pi\u00f9 amati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi Napoli \u00e8 il capoluogo della Campania e la capitale del Mezzogiorno d\u2019Italia. 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