{"id":4674,"date":"2025-09-29T08:30:39","date_gmt":"2025-09-29T06:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lacampania.org\/?p=4674"},"modified":"2025-09-29T08:30:39","modified_gmt":"2025-09-29T06:30:39","slug":"maddalena-carta-trascura-malore-per-curare-pazienti-muore-medico-38enne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/09\/29\/maddalena-carta-trascura-malore-per-curare-pazienti-muore-medico-38enne\/","title":{"rendered":"Maddalena Carta, trascura malore per curare pazienti: muore medico 38enne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Trascura il proprio malore per curare i propri pazienti: non ce l\u2019ha fatta, la dottoressa <strong>Maddalena Carta <\/strong>38enne di <strong>Dorgali<\/strong>, in Sardegna. Il <strong>medico di base<\/strong> ha perso la vita assistendo fino alla fine i suoi pazienti. Era l\u2019unico in servizio nel paese e ha trascurato un malore per continuare a lavorare, ma la situazione \u00e8 degenerata ed \u00e8 morta. La 38enne, stroncata da malore nel suo studio, aveva in carico <strong>5mila pazienti<\/strong>. Erano giorni che non si sentiva bene, ma ha continuato a lavorare per non abbandonare i pazienti. Maddalena ha ignorato per giorni il senso di malessere per non lasciare scoperti i propri assistiti. Maddalena \u00e8 morta di <strong>infarto <\/strong>dopo un <strong>malore in ambulatorio<\/strong>. \u201c<strong><em>Venite, non mi sento bene<\/em><\/strong>\u201d, sono state le sue ultime parole al 118 prima di crollare nello studio. Nonostante i segnali di malessere, la dottoressa di 38 anni non voleva lasciar soli i suoi 1800 pazienti in carico e gli altri tremila che stava seguendo per coprire i <strong>due colleghi in malattia<\/strong>. Una mole di lavoro enorme gi\u00e0 in condizioni normali, che si \u00e8 quasi triplicata negli ultimi tempi. Trasportata d\u2019urgenza all\u2019ospedale San Francesco di Nuoro e poi al Brotzu di Cagliari in elisoccorso, il suo cuore ha smesso di battere la sera di gioved\u00ec 25 settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto dura la reazione della Federazione nazionale degli <strong>Ordini dei Medici<\/strong>, che ha definito l\u2019accaduto \u201c<em>un\u2019<strong>inaccettabile morte sul lavoro<\/strong> di una nostra collega, che ha continuato ad assistere i suoi pazienti, nonostante un malore che invece avrebbe dovuto fermarla<\/em>\u201d. Il presidente <strong>Filippo Anelli<\/strong> ha dichiarato che: \u201c<em>la collega \u00e8 rimasta sola a presidiare una comunit\u00e0 di 5mila persone, nonostante fosse visibilmente debilitata. Alla sua salute ha anteposto la cura dei pazienti, e questo le \u00e8 costato la vita. Lo Stato deve intervenire: non possiamo pi\u00f9 tollerare che chi cura venga lasciato morire di lavoro<\/em>\u201d. Le condizioni del sistema dei medici di base in tutta Italia destano preoccupazioni: \u201c<em>In Sardegna sono centinaia e centinaia gli <strong>ambulatori vuoti<\/strong>, senza titolare, dei medici di famiglia. La situazione non \u00e8 migliore in altre regioni e in particolare in quei territori geograficamente pi\u00f9 isolati come le zone montane o rurali, ma anche nelle periferie e persino nelle grandi citt\u00e0, come Milano. Molti territori sono ormai sprovvisti dei pi\u00f9 elementari presidi di assistenza. Il medico di famiglia \u00e8 diventato un miraggio in molte aree d\u2019Italia<\/em>\u201d, ha scritto la Federazione dei medici. Secondo l\u2019Ordine dei medici, si tratta di \u201c<em>un\u2019emergenza che sconta carenze di decenni, a vari livelli: carenze di programmazione, organizzative, di supporto nell\u2019attivit\u00e0, di distribuzione dei carichi di lavoro, di sicurezza. Carenze delle quali a pagare il prezzo sono i medici e di conseguenza anche i cittadini<\/em>\u201d. Per l\u2019esecutivo nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (<strong>Fimmg<\/strong>) si tratta di \u201c<em>una morte che deve far riflettere sui carichi di lavoro richiesti ai medici di medicina generale, ancor pi\u00f9 in territori nei quali le carenze sono enormi e l\u2019assistenza ricade interamente sui medici di famiglia<\/em>\u201d. Il sindaco di Dorgali, <strong>Angela Testone<\/strong>, ha proclamato il <strong>lutto cittadino<\/strong> per i funerali della dottoressa: \u201c<em>quale segno di vicinanza e rispetto verso una donna che ha donato tanto al paese\u201d<\/em>. \u201c<em>Questa tragedia ci costringe a riflettere sulle condizioni di lavoro dei nostri medici di base <\/em>\u2013 ha dichiarato il primo cittadino \u2013 <em>Maddalena seguiva oltre 1.800 pazienti. \u00c8 un carico inumano. Ma non si \u00e8 mai tirata indietro. Quanto \u00e8 accaduto alla dottoressa Carta ci fa pensare allo stress a cui i medici sono sottoposti quotidianamente. I medici dell\u2019ospedale ma soprattutto i medici di base che hanno anche 1.800 pazienti, come li aveva Maddalena<\/em>\u201d. Il <strong>Comune di Dorgali<\/strong> ricorda che \u201c<em>la perdita della dottoressa Maddalena Carta lascia una ferita profonda nella nostra comunit\u00e0. Con professionalit\u00e0, umanit\u00e0 e dedizione ha svolto il suo lavoro accompagnando tante vite con attenzione, cura e sensibilit\u00e0<\/em>\u201d. Questo fine settimana a Dorgali non si ferma la manifestazione &#8220;<em>Autunno in Barbagia<\/em>&#8220;, si va avanti \u201c<em>ma nel segno della sobriet\u00e0 che il lutto impone<\/em>\u201d. La sindaca e l\u2019amministrazione comunale hanno deciso di andare avanti e ricordare il medico di base che non ha lasciato i suoi pazienti. \u201c<em>L\u2019edizione di quest\u2019anno sar\u00e0 dedicata alla memoria della dottoressa Carta<\/em> &#8211; annunciano <em>-, che con generosit\u00e0 e spirito di servizio ha garantito negli anni la sua presenza nelle postazioni di pronto intervento durante le giornate di Cortes Apertas, offrendo sicurezza e serenit\u00e0 ai partecipanti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Maddalena Carta era rimasta l\u2019unico punto di riferimento sanitario per migliaia di cittadini, a Dorgali, Nuoro, in un contesto gi\u00e0 segnato da gravi carenze di personale<\/em> &#8211; spiega <strong>Luciano Congiu<\/strong>, segretario regionale per la Sardegna del Sindacato medici italiani (<strong>Smi<\/strong>) <em>-. Il suo sacrificio rappresenta, con realismo, l\u2019insostenibile peso che oggi grava sui medici di famiglia, spesso costretti a scegliere tra la propria salute e il dovere professionale. Le persone che lo conoscevano, raccontano, che la dottoressa avrebbe trascurato un malessere, probabilmente per non lasciare da soli i suoi assistiti e i cittadini, vista l\u2019assenza per malattia degli altri due medici di famiglia nell\u2019area territoriale<\/em>\u201d. \u201c<em>Quella di Maddalena \u00e8 una morte sul lavoro, inaccettabile in un Paese civile<\/em> &#8211; denunciano i camici bianchi &#8211;<em>. Non possiamo limitarci al cordoglio: occorre che le istituzioni regionali e nazionali assumano immediatamente decisioni concrete per tutelare la salute dei medici e garantire il diritto all\u2019assistenza dei cittadini. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 tollerare che si riconosca, ancora, ai medici di medicina generale le tutele previste per tutti gli altri lavoratori e professionisti. Sosteniamo da tempo che i medici di famiglia debbano poter usufruire del riconoscimento da parte dell\u2019INAIL dell\u2019infortunio sul lavoro e degli indennizzi economici adeguati nel caso di decesso dovuto a cause di lavoro. Per questo, in ambito nazionale, abbiamo presentato numerose proposte legislative<\/em>\u201d. Il sindacato Smi dopo la tragedia di Dorgali porta avanti una vertenza per tutelare i medici di famiglia: &#8220;<em>La scomparsa della collega Maddalena Carta non deve essere vana<\/em>&#8220;. Un pensiero commosso a Maddalena, alla sua famiglia e a tutto il personale sanitario in trincea in molte province italiane, reggendo sulle proprie spalle il peso della sanit\u00e0 italiana, spolpata giorno dopo giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascura il proprio malore per curare i propri pazienti: non ce l\u2019ha fatta, la dottoressa Maddalena Carta 38enne di Dorgali, in Sardegna. 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