{"id":5912,"date":"2026-07-11T16:21:39","date_gmt":"2026-07-11T14:21:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=5912"},"modified":"2026-07-11T16:21:39","modified_gmt":"2026-07-11T14:21:39","slug":"dal-laboratorio-al-feed-la-rivoluzione-della-scienza-pop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2026\/07\/11\/dal-laboratorio-al-feed-la-rivoluzione-della-scienza-pop\/","title":{"rendered":"Dal laboratorio al feed: la rivoluzione della Scienza Pop"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">I <strong>social<\/strong> sono uno strumento potentissimo per la divulgazione di contenuti: si passa dal make up alle recensioni di ristoranti fino ad arrivare alla <strong>scienza<\/strong>. Quest\u2019ultima \u00e8 una materia che da sempre \u00e8 stata confinata alle mura dei laboratori ma che oggi supera quei limiti: un video su TikTok di contenuto scientifico riesce a raggiungere pi\u00f9 facilmente il pubblico rispetto ad una conferenza universitaria o ai famosi festival.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo nuovo fenomeno che rinfresca un campo da sempre cos\u00ec criptico \u00e8 definito <strong>Scienza Pop<\/strong>, abbreviazione di Popular Science; \u00e8 una vera e propria <strong>divulgazione scientifica<\/strong> che utilizza un linguaggio semplice ed esempi d\u2019uso comune per rivolgersi ad un pubblico variegato, usufruendo dei <strong>nuovi mezzi comunicativi<\/strong> che la rete offre: podcast, reels di social, video e spettacoli. La Scienza Pop ha permesso di creare sul network una <strong>community<\/strong> <strong>di appassionati<\/strong> e di curiosi grazie all\u2019accessibilit\u00e0 di concetti complessi attraverso un linguaggio che mette in secondo piano termini tecnici per focalizzarsi su esempi concreti, facilmente comprensibili anche a chi non ha grandi basi nella materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad avvicinarsi sempre di pi\u00f9 alla scienza sono stati i <strong>giovani<\/strong>, quest\u2019ultimi sono attratti dalla nuova forma di divulgazione perch\u00e9 non viene vista come una lezione ma come un dialogo che si spoglia dagli aspetti corposi, che si alleggerisce senza per\u00f2 perdere il focus dell\u2019argomento. Importanti sono i temi trattati: i giovani sono sempre pi\u00f9 alla ricerca di spiegazioni di argomenti che sentono propri come il cambiamento climatico o la salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In <strong>Italia<\/strong>, il panorama scientifico sui social si espande sempre di pi\u00f9: divulgatori dividono la scena attraverso i diversi social come TikTok, Instagram e YouTube. <strong>Barbascura X<\/strong>, pseudonimo di Andrea Lorenzon \u00e8 uno dei pionieri del fenomeno Scienza Pop: grazie alla sua ironia, quasi teatrale, riesce ad intrattenere il pubblico con le sue \u201c<strong>Pillole di Scienza<\/strong>\u201d, essendo informale ma provvedendo sempre ad argomentare in maniera esaustiva. Un altro nome a spiccare \u00e8 <strong>Andrea Moccia<\/strong>, geologo e fondatore di <strong>Geopop<\/strong> noto soprattutto per il suo stile educativo: non si limita a raccontare di eventi scientifici in pochi minuti ma insegna al suo pubblico come comportarsi in caso di emergenze naturali, spiegandone i rischi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una delle vere innovazioni che hanno permesso alla scienza di diventare un argomento pop sono le riviste online e i progetti collettivi. Una delle piattaforme pi\u00f9 virali in Italia \u00e8<strong> Geopop<\/strong>, precedentemente nominata. Il progetto unisce il lavoro di scienziati, grafici, comunicatori nella realizzazione di <strong>video pillole<\/strong>, <strong>articoli<\/strong>, <strong>grafiche<\/strong> che accende l\u2019interesse dei giovani. Grazie all\u2019integrazione di strumenti comunicativi rimane una delle piattaforme pi\u00f9 stabili di divulgazione scientifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I social per\u00f2 sono un\u2019arma a doppio taglio, se sono la scelta migliore per una divulgazione rapida e accessibile, allo stesso tempo \u00e8 la causa di <strong>fake news<\/strong> o notizie sempre meno accurate. Ci\u00f2 \u00e8 causato da diversi fattori: il primo \u00e8 l\u2019algoritmo delle piattaforme che genera una bolla di notizie dove l\u2019utente non riesce ad interfacciarsi con punti di vista diversi, riducendo le probabilit\u00e0 di quest\u2019ultimo ad informarsi a 360 gradi. Un secondo problema sono invece i divulgatori sui social: se \u00e8 vero che a parlare sono spesso scienziati o persone che svolgono quotidianamente un lavoro legato al mondo della scienza, dall\u2019altro lato sta diventando sempre pi\u00f9 facile trovare \u00a0anche video divulgati da appassionati o da semplici <strong>influencer<\/strong>, che potrebbero riportare informazioni errate. Questo andrebbe a generare non solo un circolo di fake news ma alimenterebbe il fenomeno di <strong>infodemia<\/strong>: un\u2019epidemia di informazioni. Quest\u2019ultima nasce dalla diffusione rapida e massiccia di notizie che si intrecciano a quelle non verificate o fuorvianti andando a rendere pi\u00f9 difficile l\u2019esperienza dell\u2019utente e il suo approccio alla scienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante gli aspetti negativi non c\u2019\u00e8 dubbio, la <strong>Scienza Pop<\/strong> \u00e8 una vera <strong>opportunit\u00e0<\/strong> perch\u00e9 infonda nelle persone una curiosit\u00e0 critica e vengono stimolate nell\u2019avvicinarsi sempre di pi\u00f9 a quel mondo rendendolo protagonista della vita quotidiana delle persone. Per\u00f2 rimane una <strong>responsabilit\u00e0<\/strong> da parte <strong>dell\u2019utente<\/strong> nel distinguere tra le informazioni affidabili e le fake news, questo per preservare la scienza e rendere i social educativi, mantenendo viva la divulgazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I social sono uno strumento potentissimo per la divulgazione di contenuti: si passa dal make up alle recensioni di ristoranti fino ad arrivare alla scienza. 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