{"id":5997,"date":"2025-11-01T17:10:33","date_gmt":"2025-11-01T16:10:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=5997"},"modified":"2025-11-01T17:10:33","modified_gmt":"2025-11-01T16:10:33","slug":"napoli-e-la-cucina-povera-la-storia-della-pasta-e-patate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/11\/01\/napoli-e-la-cucina-povera-la-storia-della-pasta-e-patate\/","title":{"rendered":"Napoli e la cucina \u201cpovera\u201d: la storia della pasta e patate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">La storia dei <strong>piatti poveri napoletani<\/strong> \u00e8 legata alla necessit\u00e0 di utilizzare ingredienti semplici, spesso di scarto, per creare pasti sostanziosi e economici, ma non per questo meno gustosi e saporiti, anzi, spesso sono proprio quelli pi\u00f9 buoni, pi\u00f9 amati e anche pi\u00f9 popolari a Napoli e non solo.<br \/>\nInfatti, piatti come la pasta e patate, la pasta con l&#8217;uovo e la pizza sono nati dall&#8217;ingegno popolare, che trasformava ingredienti economici come patate, uova, pasta e farina in ricette complete e nutrienti. Lo stesso discorso vale anche per gli <strong>\u201cscarti\u201d<\/strong> che sono stati valorizzati per creare piatti storici, come nel caso della<strong> \u201czuppa di rammasuglia\u201d<\/strong> con zucchine secche e cotiche di maiale.<br \/>\nLa cucina pi\u00f9 povera, inoltre, abbinava (e ancora abbina) spesso <strong>la pasta ai legumi<\/strong>, come l\u2019amatissima <strong>pasta e fagioli<\/strong> (in lingua napoletana pasta e fasule) , ma anche la pasta con i ceci o le lenticchie. Tutti piatti in cui la pasta va cotta nello stesso tegame dei legumi, affinch\u00e9 ne assorba appieno il sapore e il risultato sia denso e cremoso.<br \/>\nTra i piatti da citare ci sono anche i tradizionalissimi <strong>spaghetti alla puttanesca<\/strong>, conditi con pomodori, olive e capperi. Oppure il celebre primo che fa il verso a quello pi\u00f9 &#8220;ricco&#8221; a base di frutti mare: gli spaghetti <strong>&#8220;alle vongole fujute&#8221;<\/strong>, dove le vongole sono presenti solo nella fantasia dei commensali e il sugo \u00e8 a base di pomodorini, aglio, olio e prezzemolo oppure nella versione bianca, senza pomodorini, dalla quale ha avuto poi origine il classico piatto di <strong>spaghetti aglio e olio<\/strong>.<br \/>\nNoto e povero \u00e8 anche &#8220;lo <strong>scarpariello&#8221;,<\/strong> un primo semplice ma dal sapore intenso, con un sugo gustoso a base di pomodoro.<br \/>\nE infine altro must della tradizione dei piatti &#8220;poveri&#8221; \u00e8 la <strong>pasta e patate<\/strong>. Un abbinamento ottimo, anche nella sua variante pi\u00f9 &#8220;moderna&#8221; e un po\u2019 meno economica, cio\u00e8 al forno con l&#8217;aggiunta di provola.<br \/>\nLa pasta patate e provola rappresenta una delle ricette pi\u00f9 antiche e allo stesso tempo pi\u00f9 attuali della buona cucina partenopea, si tratta di un piatto ricco, completo e alquanto calorico, al quale nessun napoletano sa rinunciare.<br \/>\nLe sue origini sono molto antiche, risalgono al <strong>XVII secolo<\/strong>, in Campania, quando le <strong>patate, importate dall\u2019America nel Cinquecento<\/strong>, iniziano a diffondersi come alimento economico e accessibile. La fortuna volle che questi tuberi si adattassero perfettamente al clima meridionale e, di conseguenza, furono coltivati in grande quantit\u00e0.<br \/>\nLa <strong>pasta<\/strong> utilizzata poi, disponibile in varie forme nelle botteghe e nei mercati locali, si combinava con le patate in un connubio perfetto di sapidit\u00e0 e cremosit\u00e0, ideale per reintegrare le forze dopo una giornata di lavoro nei campi.<br \/>\nLa prima testimonianza scritta di questo piatto per\u00f2 risale al <strong>1773,<\/strong> grazie al cuoco<strong> Vincenzo Corrado<\/strong> nel suo celebre libro \u201cIl Cuoco Galante\u201d. In questo periodo le patate, ma anche i pomodori, essendo prodotti poco costosi, erano gli ingredienti prediletti dalle massaie che li utilizzavano nelle loro ricette semplici e nutrienti e tra queste c&#8217;era la pasta e patate. Questa pietanza, infatti, nascendo dall\u2019unione di due carboidrati era ottima sia per suo il potere saziante che per la sua bont\u00e0.<br \/>\nInizialmente questo piatto non prevedeva l\u2019aggiunta della provola, cos\u00ec come quella della pancetta, questi altri due ingredienti compariranno nel decennio successivo, arricchendo ancora di pi\u00f9 la ricetta originaria napoletana della pasta patate e provola. Anticamente, venivano utilizzati anche gli avanzi, come la scorza di parmigiano e i diversi tipi di pasta rimasti dalla preparazione di pasti precedenti. Con il tempo, questa abitudine ha dato vita ad un vero e proprio formato oggi conosciuto come <strong>\u201cpasta mista\u201d<\/strong>. La somma dei &#8220;resti&#8221; raccolti nei porti, negli opifici che lavoravano la pasta, nei cassoni delle botteghe e nelle dispense delle varie case dei pi\u00f9 fortunati, erano la base per fare dell&#8217;ottima pasta e patate, un piatto molto semplice per far fronte alla miseria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia dei piatti poveri napoletani \u00e8 legata alla necessit\u00e0 di utilizzare ingredienti semplici, spesso di scarto, per creare pasti sostanziosi e economici, ma non per questo meno gustosi e saporiti, anzi, spesso sono proprio quelli pi\u00f9 buoni, pi\u00f9 amati e anche pi\u00f9 popolari a Napoli e non solo. 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