{"id":6036,"date":"2025-11-08T17:13:09","date_gmt":"2025-11-08T16:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=6036"},"modified":"2025-11-08T17:13:09","modified_gmt":"2025-11-08T16:13:09","slug":"la-tradizione-del-torrone-dei-morti-storia-e-curiosita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/11\/08\/la-tradizione-del-torrone-dei-morti-storia-e-curiosita\/","title":{"rendered":"La tradizione del Torrone dei morti: storia e curiosit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Napoli<\/strong> \u00e8 nota in tutto il mondo per il suo folklore e le sue tradizioni, tra le tante si distinguono quelle legate all\u2019<strong>aldil\u00e0<\/strong>. Ce ne sono diverse, dalle \u201canime pezzentelle\u201d al \u201cmunaciello\u201d, ma in questo periodo dell\u2019anno si distingue una in particolare: il <strong>torrone dei morti<\/strong>, chiamato anche \u201c<strong>\u2019O Murticiell\u2019<\/strong>\u201d. E\u2019 un\u2019usanza particolarmente sentita, tanto che durante il periodo che va dal 31 di ottobre al 2 di novembre il centro storico si sommerge di bancarelle con torroni di tutti i gusti. Si presenta come un <strong>dolciume morbido<\/strong>, lungo circa 50 centimetri, dalla forma che ricorda quella di una <strong>bara<\/strong>, richiamo che viene ottenuto anche grazie al <strong>cioccolato<\/strong> <strong>fondente<\/strong> che lo riveste. All\u2019interno viene arricchito da <strong>frutta secca<\/strong>, solitamente mandorle e nocciole, che gli donano un tocco di croccantezza. La credenza \u00e8 che durante il giorno dei morti (<strong>2 novembre<\/strong>)\u00a0 questo dolcetto possa allietare la permanenza dei defunti nell\u2019aldil\u00e0. In un certo senso, la credenza potrebbe essere associata all\u2019Halloween americano, in una versione tutta napoletana.<\/p>\n<p>Ha una storia molto antica, risalente addirittura all\u2019epoca dei romani, che ha luogo nella citt\u00e0 di <strong>Benevento<\/strong>, in cui la prima testimonianza risale al 1544. All\u2019epoca era chiamato \u201cCupedia\u201d, traducibile come: \u2018sregolato desiderio di cibi delicati\u2019, che divenne \u201ccupeta\u201d con il passare del tempo.\u00a0 Il termine che conosciamo oggi, \u201cTorrone\u201d, risale al \u2018700 e deriva dal verbo latino torr\u00e9o, che significa abbrustolire, tostare, riferito alle mandorle e alle nocciole che sono messe all\u2019interno.<\/p>\n<p>Oggi ci si limita a consumarlo dopo il pasto del 2 novembre, ma in passato non era cos\u00ec. Era frequente in alcune citt\u00e0 vesuviane di trovare torroni <strong>appoggiati sulle tombe<\/strong>, offerta ai defunti con la speranza che potessero tornare per qualche ora sulla terra per far visita ai loro cari. Un\u2019ulteriore tradizione vedeva preparare un intero pasto per il parente passato a miglior vita: si sceglieva la stanza pi\u00f9 bella della casa, e la tavole veniva imbandita con due fette di pane, sale, limone e acqua, e ci si aspettava che il defunto venisse a consumare le pietanze preparate. Anche per le <strong>coppie di innamorati<\/strong> c\u2019\u00e8 un\u2019usanza legata a questo dolciume: una settimana prima del giorno dei morti era consuetudine regalare alle proprie fidanzate un vassoio di torrone.<\/p>\n<p>La <strong>ricetta<\/strong> originale prevede un interno di nocciole e cioccolato al latte rivestito di un guscio di cioccolato fondente. A differenza del torrone tradizionale, quello preparato dai napoletani risulta morbido e cremoso all\u2019interno. Ovviamente la ricetta \u00e8 variata molto con il passare del tempo, infatti oggi esistono torroni per tutti i gusti: pistacchio, cioccolato bianco, cassata, e chi pi\u00f9 ne ha ne metta.<\/p>\n<p>Di regione in regione cambiano le tradizioni culinarie legate ai morti: ad esempio in Sicilia si crede che siano i morti della famiglia a lasciare dolciumi e regali ai pi\u00f9 piccoli, ad esempio le cosiddette \u201cossa dei morti\u201d oppure la <strong>Frutta di Martorana<\/strong>. Anche in <strong>Abruzzo<\/strong> c\u2019\u00e8 una tradizione del genere, che \u00e8 quella pi\u00f9 simile alla celebrazione di Halloween: si scavano e intagliano delle zucche e si ripone una candela nell\u2019interno cavo. Infine in Toscana, nelle zone vicino <strong>Grosseto<\/strong> si mettevano delle scarpe sulle tombe dei bambini il 2 di novembre, proprio perch\u00e9 si pensava che tornassero a trovare i vivi quella notte.<\/p>\n<p>Il popolo napoletano \u00e8 famoso per la sua resilienza. Anche nei momenti difficili, trovano un modo per sorridere, cantare o mangiare in compagnia, e questa tradizione ne \u00e8 la perfetta dimostrazione. Anche nella perdita di una persona cara, sono riusciti a trovare il modo di mantenere viva la speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli \u00e8 nota in tutto il mondo per il suo folklore e le sue tradizioni, tra le tante si distinguono quelle legate all\u2019aldil\u00e0. Ce ne sono diverse, dalle \u201canime pezzentelle\u201d al \u201cmunaciello\u201d, ma in questo periodo dell\u2019anno si distingue una in particolare: il torrone dei morti, chiamato anche \u201c\u2019O Murticiell\u2019\u201d. 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