{"id":6117,"date":"2025-11-22T17:13:41","date_gmt":"2025-11-22T16:13:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=6117"},"modified":"2025-11-22T17:13:41","modified_gmt":"2025-11-22T16:13:41","slug":"tra-vicoli-e-sapori-un-viaggio-nello-street-food-partenopeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/11\/22\/tra-vicoli-e-sapori-un-viaggio-nello-street-food-partenopeo\/","title":{"rendered":"Tra vicoli e sapori: un viaggio nello Street Food partenopeo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\u201cNapule \u00e8 mille culure\u201d cos\u00ec cantava l\u2019indimenticabile Pino Daniele. I vicoli di questa meravigliosa citt\u00e0 sono immensamente caratteristici. Il<strong> linguaggio musicale, le canzoni tradizionali<\/strong> si possono ascoltare\u00a0 in ogni angolo della strada accompagnate dall\u2019allegria e dalla simpatia della gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma Napoli \u00e8 anche e soprattutto<strong> cibo e tradizione fusi in maniera indissolubile<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Percorrere le pittoresche viuzze di Napoli diventa un\u2019esperienza ancora pi\u00f9 piacevole se condita da un buon cibo di strada. Un modo pratico, gradevole ed economico di scoprire le bellezze della citt\u00e0, proseguendo l\u2019itinerario senza soste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<strong>fenomeno del \u201ccibo da strada\u201d,<\/strong>\u00a0<strong>quello che si mangia all\u2019aperto, in piedi, senza posate<\/strong>, \u00e8 cos\u00ec radicato a Napoli e legato a doppio nodo a molta della tradizione gastronomica del nostro Paese. Soprattutto al Centro-Sud, il clima rende tutto pi\u00f9 vivibile, ma \u00e8 la storia, a Napoli in particolare, \u00a0a dare senso a ci\u00f2 che ieri era una semplice esigenza e\u00a0 che oggi invece diviene <strong>un vero e proprio cult.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, nonostante il nome filtri \u00a0modernit\u00e0, lo<em>\u00a0<strong>Street Food<\/strong><\/em>\u00a0riprende un concetto antico e rappresenta l\u2019interpretazione attuale di un<em>\u00a0<strong>modus vivendi<\/strong><\/em>\u00a0che ha sempre caratterizzato il popolo napoletano, <strong>l\u2019arte di arrangiarsi<\/strong>. Un tratto ormai radicato nella cultura e nella tradizione partenopea di un popolo storicamente attanagliato dalla fame che ha cercato sempre di risolvere le proprie difficolt\u00e0 con i pochi mezzi a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la <strong>Seconda Guerra Mondiale,<\/strong> il cibo di strada divenne un\u2019importante fonte di sostentamento: economico, calorico e facilmente trasportabile durante i bombardamenti. I <strong>chioschi ambulanti<\/strong> offrivano <strong>piatti semplici e popolari, preparati nelle case e condivisi per necessit\u00e0.<\/strong> Col tempo le norme igieniche sono cambiate, ma lo spirito resta lo stesso. Lo street food rimane simbolo di adattamento, solidariet\u00e0 e ingegno del popolo napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi, mentre a corte\u00a0<strong><em>i Monz\u00fa\u00a0<\/em><\/strong>si sbizzarrivano nel creare piatti sontuosi e a contaminare la nostra cucina con l\u2019impronta francese e spagnola, nei vicoli della citt\u00e0 germinava una cucina fatta di ingredienti semplici ed economici. Nel \u2018700, avere la <strong>cucina<\/strong> <strong>in casa<\/strong> era considerato un <strong>vero lusso<\/strong>, per cui si mangiava per strada ci\u00f2 che veniva preparato dagli <strong>ambulanti:<\/strong> personaggi specializzati nella vendita di un solo prodotto che si aggiravano per le stradine del centro storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La figura dell\u2019ambulante \u00e8 emblematica dell\u2019operosit\u00e0 che caratterizza il popolo napoletano<\/strong>: infatti, proprio in un contesto in cui miseria e povert\u00e0 dilagavano, sono nati i pi\u00f9 stravaganti e ingegnosi mestieri, che garantivano la sopravvivenza alla gente del popolo e rappresentavano e venivano visti come una vera e propria forma d\u2019arte dai visitatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Uno degli ambulanti pi\u00f9 gettonati era il <strong>\u201cFriggitore\u201d<\/strong> che sfrigolava prodotti caldi tra donne affaccendate ed il fragore della citt\u00e0 in movimento, urlando a squarciagola \u201c<strong><em>Fritti nella tiella<\/em>\u201d<\/strong>. Il\u00a0<strong>servizio dei friggitori<\/strong>\u00a0era scenico e veloce, e qui nasce il famoso detto napoletano:\u00a0<strong><em>\u201cFrijenno e Magnanno\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Lo street food napoletano, gode di innumerevoli prelibatezze da gustare al volo \u00a0e ci sono dei <strong><em>\u201cmust\u201d<\/em><\/strong> che non possono non essere menzionati; non possiamo non partire dall\u2019immancabile <strong>Pizza a Portafoglio<\/strong> che chiusa in 4 parti, diventa pratica e veloce da mangiare: un modo per godere sempre della bont\u00e0 di questo prodotto magico che rappresenta non solo Napoli ma l\u2019Italia intera. Inoltre si pu\u00f2 optare per la\u00a0versione fritta, la <strong>pizza fritta<\/strong>, infatti, \u00e8 la perfetta testimonianza di come si possano creare dei prodotti meravigliosi in contesti difficili e con ingredienti semplici. Infatti, questa prelibatezza nasce dopo la seconda guerra mondiale, quando i forni a legna furono distrutti durante gli scontri e, non sapendo come cuocere la pasta della pizza, il popolo, pens\u00f2 bene di utilizzare l\u2019olio bollente. La farcitura era composta dai prodotti disponibili in casa, solitamente venivano utilizzati la <strong>ricotta<\/strong> e i <strong>\u201cciccioli\u201d<\/strong> (pezzi di grasso di maiale avanzati dai pezzi pi\u00f9 pregiati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Altro <em>must<\/em> poi \u00e8 il\u00a0 <strong>\u201ccuoppo\u201d,<\/strong> un cartoccio (che una volta era in carta di giornale, come il fish &amp; chips inglese) a forma di cono, riempito di frittura. Il cuoppo pu\u00f2 essere <strong>\u201cdi terra\u201d<\/strong> \u2013 e in questo caso contiene arancini, zeppoline di \u201cpasta cresciuta\u201d (simile all\u2019impasto della pizza), crocch\u00e8 di patate, mozzarelline fritte, fiori di zucca; oppure <strong>\u201cdi mare\u201d<\/strong> \u2013 con pesciolini, seppie, gamberi. Come non citare il famoso \u201c<strong>o\u2019 cuzzetiello<\/strong>\u201d che non \u00e8 altro che la parte pi\u00f9 sfiziosa del pane cafone, l\u2019estremit\u00e0 dalla consistenza croccante e dalla forma tondeggiante farcito secondo tradizione secolare con sugo di<strong> rag\u00f9 e polpette<\/strong>. Col passare del tempo sono nate numerose varianti realizzate con gli ingredienti pi\u00f9 disparati: zucchine, peperoni, melanzane, funghi, friarielli, patate al forno. E infine, tra queste prelibatezze, ha una certa fama anche la<strong> frittatina di maccheroni<\/strong> nata dall\u2019esigenza di non sprecare la pasta avanzata dal giorno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo<strong> street food napoletano<\/strong> quindi non \u00e8 solo cibo: <strong>\u00e8 storia, identit\u00e0 e ingegno popolare che si tramandano di generazione in generazione<\/strong>. <strong>Ogni cibo racconta un passato<\/strong> fatto di creativit\u00e0 e resilienza, trasformato oggi in un patrimonio gastronomico unico e assaporarlo per le strade di Napoli significa vivere la citt\u00e0 nella sua essenza pi\u00f9 autentica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNapule \u00e8 mille culure\u201d cos\u00ec cantava l\u2019indimenticabile Pino Daniele. I vicoli di questa meravigliosa citt\u00e0 sono immensamente caratteristici. 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