{"id":6156,"date":"2024-04-29T16:48:45","date_gmt":"2024-04-29T14:48:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=6156"},"modified":"2024-04-29T16:48:45","modified_gmt":"2024-04-29T14:48:45","slug":"sfogliatella-fra-tradizione-e-novita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2024\/04\/29\/sfogliatella-fra-tradizione-e-novita\/","title":{"rendered":"Sfogliatella: fra tradizione e novit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Napoli ha una tradizione culinaria vastissima, e tra un\u2019infinit\u00e0 di prodotti ce n\u2019\u00e8 uno celeberrimo, un dolcetto dalla forma a conchiglia e dal profumo di limone: la <strong>sfogliatella<\/strong>. Oggi si pu\u00f2 trovare in tutte le pasticcerie della citt\u00e0, ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. La sua storia \u00e8 infatti lunga e travagliata, e non inizia proprio a Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comincia infatti circa 600 anni fa in <strong>Costiera Amalfitana<\/strong>, tra Furore e Conca dei Marini. All\u2019epoca c\u2019era un convento, quello di Santa Rosa (oggi diventato un albergo), abitato da monache di clausura. Le donne si intrattenevano lavorando la terra, pregando e cucinando, anche se il men\u00f9 non era molto vasto o particolarmente fantasioso. Un giorno una di loro, che qualcuno sostiene fosse la madre superiora, <strong>suor Clotilde<\/strong>, not\u00f2 degli avanzi di semola bagnata nel latte. Dato che sarebbe stato uno spreco buttarla, ad istinto cre\u00f2 una nuova ricetta: mescol\u00f2 la semola con la ricotta, la frutta secca e un liquore al limone, che oggi si chiamerebbe limoncello. Poi cre\u00f2 delle sfoglie con strutto e vino bianco, a cui diede la forma di un cappuccio di monaco, e inforn\u00f2 il tutto: nacque la <strong>Santarosa<\/strong>, antenata della nostra sfogliatella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il merito di portarla nel capoluogo fu per\u00f2 di <strong>Pasquale Pintauro<\/strong>, un uomo che aveva un\u2019osteria a via Toledo. Questo avvenne soltanto dopo circa 200 anni dalla sua invenzione, durante i quali il dolcetto rimase confinato in Costiera. Pintauro s\u2019innamor\u00f2 perdutamente della Santarosa, e decisa di iniziare a servirla ai suoi clienti. Egli per\u00f2 non ebbe soltanto il merito di farla conoscere ai napoletani: modific\u00f2 la ricetta, eliminando la crema pasticcera con l\u2019amarena e la punta di monaco. Cos\u00ec cre\u00f2 la <strong>sfoglietella riccia<\/strong>, e il successo fu tale che divenne pasticciere e questa delizia inizi\u00f2 ad essere prodotta in tutta Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il tempo sono state prodotte diverse varianti. La pi\u00f9 famosa \u00e8 sicuramente la <strong>frolla<\/strong>: a differenza del guscio croccante della sfogliatella riccia, questa ha un contorno di pasta frolla, che rende il tutto pi\u00f9 morbido e omogeneo. Un\u2019altra versione abbastanza celebre \u00e8 la <strong>coda d\u2019aragosta<\/strong>, che presenta una forma pi\u00f9 allungata e un ripieno di panna, cioccolato o crema pasticcera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I pasticcieri napoletani, per\u00f2, si sono davvero sbizzarriti, soprattutto con i ripieni. Oggi se ne possono trovare dai gusti pi\u00f9 disparati, dalla crema al cioccolato, al pistacchio, alla crema chantilly. Ma la novit\u00e0 pi\u00f9 particolare, che forse qualcuno considerer\u00e0 una blasfemia, \u00e8 la <strong>sfogliatella salata<\/strong>. In realt\u00e0 la combinazione risulta vincente: la croccantezza esterna si sposa positivamente anche con un interno sfizioso e particolare. Anche in questo caso si soddisfano i gusti di tutti. Una pasticceria celebre tra i napoletani, <strong>Cuori di Sfogliatella<\/strong>, la offre al pomodoro, alle noci, alla nerano (con zucchine fritte e Provolone del Monaco). Lo stesso <strong>Pintauro Dolce e Salato<\/strong> propone anche una confezione ordinabile online di sfogliatella con provola e zucchine, provola e melanzane, salsiccia e friarielli, ricotta e salame, provola e peperoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un caso particolare \u00e8 quello della pasticceria <strong>Lisita<\/strong>, sita a Mondragone, dove \u00e8 in attivit\u00e0 dal 1967. In occasione della Pasqua nel 2024, Alfredo e Salvatore Lisita hanno pensato bene di unire due della ricette pi\u00f9 celebri della tradizione campana: la sfogliatella e il casatiello. Hanno riempito la sfoglia croccante con salumi, formaggio, pepe\u2026 insomma, gli ingredienti che compongono il rustico pasquale. I pasticceri assicurano che tutti i sapori tradizionali sono stati conservati. Hanno creato anche altre due versioni particolari, ovvero la sfogliatella al gusto ricotta e pera e quella con ripieno al cioccolato, che ricorda un po\u2019 il pain au chocolat francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in questo caso, i napoletani hanno dimostrato di avere inventiva da vendere.\u00a0 Un solo dolcetto ha assunto un\u2019infinit\u00e0 di sfumature diverse, accogliendo i gusti di tutti i visitatori. Ogni tanto, la tradizione lascia spazio alla novit\u00e0, in modo che il vecchio possa evolversi, e talvolta diventare migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli ha una tradizione culinaria vastissima, e tra un\u2019infinit\u00e0 di prodotti ce n\u2019\u00e8 uno celeberrimo, un dolcetto dalla forma a conchiglia e dal profumo di limone: la sfogliatella. Oggi si pu\u00f2 trovare in tutte le pasticcerie della citt\u00e0, ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. 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