{"id":6200,"date":"2025-12-06T12:13:42","date_gmt":"2025-12-06T11:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=6200"},"modified":"2025-12-06T12:13:42","modified_gmt":"2025-12-06T11:13:42","slug":"napoli-a-colori-un-viaggio-tra-storia-quartieri-e-street-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/12\/06\/napoli-a-colori-un-viaggio-tra-storia-quartieri-e-street-art\/","title":{"rendered":"Napoli a colori: un viaggio tra storia, quartieri e street art"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\nLa <strong>street art<\/strong>, genere artistico trasversale e dalle molte declinazioni, <strong>nasce negli anni Settanta in America come forma di ribellione<\/strong>, veicolando il proprio messaggio sui muri, o pi\u00f9 in generale in luoghi della citt\u00e0 visibili a tutti. In <strong>Italia<\/strong> questo linguaggio artistico si \u00e8 affermato negli <strong>anni Novanta e Duemila e fino a poco tempo fa questo tipo di arte veniva considerata come una forma di vandalismo<\/strong> e di conseguenza veniva repressa e punita poich\u00e9 venivano imbrattate illegalmente, propriet\u00e0 pubbliche e private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi la <strong>sua reputazione \u00e8 totalmente cambiata<\/strong>, venendo riconosciuta come <strong>uno strumento di riqualificazione urbana, in particolare nei quartieri periferici, favorendo il turismo anche in quelle zone della citt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nDa segno di protesta a strumento di intervento locale e veicolo di rigenerazione urbana, la street art da qualche anno quindi ha cambiato i connotati e l\u2019atmosfera di molte citt\u00e0. Nata come <strong>corrente \u201canti-sistema\u201d<\/strong> e mettendosi oggi al servizio delle istituzioni ha forse perduto un po\u2019 della sua natura underground, ma di certo \u00e8 servita a riqualificare aree abbandonate, e a renderle meta di itinerari inediti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nUn esempio lampante di questo risultato \u00e8 proprio <strong>Napoli,<\/strong> dove i <strong>murales<\/strong> sono moltissimi. Dal centro storico ai quartieri periferici opere d\u2019arte maestose o pi\u00f9 piccole, ma sempre ricche di significato, colorano i muri di palazzi popolari, le pareti scrostate di palazzi storici o quelle di chiese secolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nOgni opera offre un nuovo punto di vista su una citt\u00e0 fatta di contrasti, dove storia e modernit\u00e0 convivono in continuo dialogo. <strong>L\u2019itinerario parte dai Quartieri Spagnoli, attraversa il centro storico fino a Forcella e si conclude tra le strade vive e profonde del Rione Sanit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nI <strong>Quartieri Spagnoli<\/strong> rappresentano una zona molto caratteristica di Napoli ed \u00e8 proprio tra questi stretti e lunghi vicoli che si respira la veracit\u00e0 napoletana. Passeggiando tra le stradine, infatti, i turisti vivono una vera e propria esperienza sensoriale, l\u2019odore della pizza appena sfornata, del caff\u00e8 caldo, i fritti e i dolci, mentre i venditori richiamano i passanti e accanto al cibo \u00e8 possibile fermarsi ad ammirare anche pitture murali, stencil e graffiti. Ci sono quelli di <strong>Roxy in the Box<\/strong>, con le icone pop di <strong>Frida Khalo, Rita Levi Montalcini, Amy Winehouse, Andy Warhol, Basquiat e Marina Abramovi\u0107.<\/strong> E poi le 250 opere di tono futurista di <strong>Cyop&amp;Kaf<\/strong>, che poco pi\u00f9 di dieci anni fa ha messo in piedi il progetto di <strong>Quore Spinato<\/strong>, facendo dei Quartieri Spagnoli un museo a cielo aperto e restituendo al mondo l\u2019immagine di una Napoli energica e stimolante. Anche se il murales pi\u00f9 noto e visitato dei Quartieri Spagnoli \u00e8 quello di <strong>Maradona,<\/strong> in via Emanuele De Deo. Era il 1990, il Napoli vinceva lo scudetto e un artista chiamato <strong>Mario Filardi<\/strong>, in due notti e tre giorni, dipinse sulla facciata di un palazzo il campione argentino. Negli anni l\u2019opera \u00e8 stata restaurata e oggi \u00e8 presa d\u2019assalto dai turisti. Proprio di fianco al \u201cPibe de Oro\u201d, l\u2019argentino <strong>Francisco Bosoletti ha dipinto Iside, replicando la Pudicizia, opera scultorea di Antonio Corradini conservata nella Cappella Sansevero.<\/strong><br \/>\nInoltre, negli stessi giorni in cui <strong>Geolier<\/strong> calcava il palco di Sanremo 2024, l\u2019artista <strong>Salvatore Iodice<\/strong> ha firmato un murales dedicato al rapper partenopeo nel largo conosciuto ormai da tutti come \u201cLargo Maradona\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dai Quartieri Spagnoli si raggiunge il meraviglioso complesso monumentale di <strong>Santa Chiara<\/strong>, con l\u2019austera chiesa gotica, il museo dell\u2019Opera con vestigia romane e opere marmoree, e il chiostro trecentesco e rifatto nel 700 e riccamente decorato da maioliche e dagli affreschi nei corridoi che raccontano storie francescane.<br \/>\nTra Spaccanapoli, via dei Tribunali e San Gregorio Armeno si possono scovare le 40 opere del progetto<strong> L\u2019Arte sa nuotare di Blub<\/strong> con personaggi notissimi, da <strong>Ges\u00f9 a Tot\u00f2, dalla Ragazza con l\u2019orecchino di perla a Amy Winehouse<\/strong>. Un omaggio a chi riesce a galleggiare in un mare di difficolt\u00e0.<br \/>\nIn vico dei Zuroli, il volto tatuato di <strong>Sophia Loren<\/strong>, di un artista ignoto. Dopo la visita del Duomo, si cammina fino a Forcella, altro rione storico e vivace di Napoli, e giunti all\u2019ingresso del quartiere si resta estasiati dalla <strong>gigantografia di San Gennaro<\/strong>, il patronomo della citt\u00e0, firmata <strong>Jorit,<\/strong> artista prolifico nella citt\u00e0 partenopea. Le sue opere (Pier Paolo Pasolini, Ilaria Cucchi, Maradona, e tanti altri) sono sparse un po\u2019 per tutta Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <strong>Rione Sanit\u00e0<\/strong> \u00e8 quel quartiere che dietro e sotto la facciata popolare e l\u2019atmosfera chiassosa nasconde tesori dal valore inestimabile.<br \/>\nFino a una ventina d\u2019anni fa la Sanit\u00e0 era un ghetto, tagliato fuori dal resto di Napoli dal ponte omonimo.<br \/>\nNel 2004, <strong>Padre Antonio Loffredo<\/strong>, parroco della Basilica di Santa Maria della Sanit\u00e0, coinvolge gli abitanti del quartiere, fa nascere cooperative e associazioni trasformando gradualmente la zona in un centro di fermento culturale e sociale. Arrivano le grandi firme della street art, come A<strong>ntonio Cotecchia, in via Mario Pagano, un omaggio alla napoletanit\u00e0, con i volti di Eduardo De Filippo e Massimo Troisi<\/strong> a fare da guardia a tradizione e cultura locale, rappresentate da tante icone della citt\u00e0 Alex Senna con i suoi personaggi in bianco e nero. E ancora <strong>Tono Cruz<\/strong> con le opere <strong>Luce in piazza Sanit\u00e0<\/strong> &#8211; che riproduce i volti dei bambini del quartiere dentro un fascio di luce a occhio di bue, un faro di speranza e cambiamento futuro &#8211; e quella che ritrae <strong>Tot\u00f2 e Peppino<\/strong> ne La banda degli onesti in vico Arena della Sanit\u00e0. L\u2019argentino <strong>Francisco Bosoletti<\/strong> ha messo mano (e pennelli) sulla parete della basilica di Santa Maria della Sanit\u00e0 su cui spicca l\u2019opera <strong>ResisTiAmo<\/strong>, storia d\u2019amore e resilienza di due giovani del quartiere. Mentre il filippino <strong>Jerico Cabrera<\/strong> ha dipinto l\u2019ascensore del ponte della Sanit\u00e0 con il murale <strong>Teneme ca te tengo<\/strong>, che rappresenta due giovani che si stringono in un forte abbraccio.<br \/>\nInfine, sulla parete che affianca la facciata della basilica di San Severo, il variopinto <strong>Totem della Perseveranza di Matu<\/strong>, un inno alla musica e alla perseveranza dei giovani del quartiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo itinerario fatto di colori, storie e trasformazioni, <strong>la street art<\/strong> diventa il filo conduttore che unisce i quartieri di Napoli e ne rivela l\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 autentica. Ogni <strong>murales<\/strong> racconta un pezzo di citt\u00e0, tra memoria, denuncia e rinascita. L\u2019<strong>arte urbana<\/strong>, oggi riconosciuta e valorizzata, ha saputo restituire dignit\u00e0 e speranza a luoghi un tempo dimenticati. Proprio per questo motivo, Napoli si conferma cos\u00ec oggi un vero e proprio <strong>museo a cielo aperto<\/strong>, dove passato e contemporaneit\u00e0 convivono con forza sorprendente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La street art, genere artistico trasversale e dalle molte declinazioni, nasce negli anni Settanta in America come forma di ribellione, veicolando il proprio messaggio sui muri, o pi\u00f9 in generale in luoghi della citt\u00e0 visibili a tutti. 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