{"id":6204,"date":"2025-12-06T17:01:10","date_gmt":"2025-12-06T16:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=6204"},"modified":"2025-12-06T17:01:10","modified_gmt":"2025-12-06T16:01:10","slug":"il-risotto-un-viaggio-nelle-radici-della-tradizione-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2025\/12\/06\/il-risotto-un-viaggio-nelle-radici-della-tradizione-italiana\/","title":{"rendered":"Il risotto: un viaggio nelle radici della tradizione italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">In ogni casa italiana sulla tavola non pu\u00f2 mai mancare un piatto fondamentale della tradizione, il <strong>risotto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma da dove trae origine il simbolo della cucina del nostro paese? Sembra che il riso affondi le sue origini nel <strong>Medioevo<\/strong>, quando nella penisola italiana i mercanti arabi introdussero la <strong>coltivazione di riso<\/strong>. Nonostante la presenza di un terreno fertile, il cereale riusc\u00ec a raggiungere una certa popolarit\u00e0 solamente nel XV secolo, a Milano e in altre citt\u00e0 come Verona e Ferrara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu per\u00f2 nella <strong>regione lombarda<\/strong> che divenne rivoluzionario in cucina. L\u2019idea di risotto era ancora ben lontana, all\u2019epoca infatti i milanesi cuocevano il riso nella minestra; si univa il riso fin da subito all\u2019acqua e veniva poi cotto secondo la<strong> tecnica di assorbimento<\/strong>. In realt\u00e0, questa preparazione era ben pi\u00f9 difficile perch\u00e9 vi era il rischio di avere un piatto troppo brodoso o ,al contrario, troppo asciutto; bisognava quindi essere attenti fin dall\u2019inizio delle quantit\u00e0 d\u2019acqua da aggiungere al piatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio per la sua difficolt\u00e0, la tecnica di assorbimento venne accantonata poco dopo; ad oggi esiste anche una ricetta simile, il <em>riso mantovano<\/em> che prende nello specifico il nome di \u201c<strong>riso alla pilota<\/strong>\u201d, un riso cotto in acqua che vede l\u2019aggiunta di condimenti, come il burro, solo in seguito alla cottura, a parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso del tempo vi furono diverse innovazioni per la cottura del riso, la prima fu la <strong>tecnica della tostatura<\/strong> che prevedeva di riscaldare il riso in un tegame con una parte grassa, si preferiva il burro o il midollo, per ottenere un riso sgranato ma ancora ricco di amido. Si pass\u00f2 poi alla <strong>tecnica di sfumatura<\/strong> con il vino bianco, presa in prestito dalla cucina francese, dava acidit\u00e0 al piatto. Quest\u2019ultimo tipo di cottura venne ultimato con l\u2019aggiunta del <strong>brodo a caldo,<\/strong> versato poco per volta e mescolato di continuo, portando alla nascita della <strong>mantecatura<\/strong>, procedimento che richiedeva anche l\u2019uso del formaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo a partire dalla met\u00e0 del XIX secolo venne diffuso quello che noi oggi chiamiamo risotto. Fu la regione della <strong>Lombardia <\/strong>ad aprire le danze in tutto il nord dell\u2019Italia. Vi erano due versioni, la povera, il <strong>risotto alla certosina<\/strong>, che prendeva il nome dai <em>monaci della Certosa di Pavia<\/em>, prevedeva il condimento con ci\u00f2 che era disponibile in casa; e la versione aristocratica, il <strong>risotto alla milanese<\/strong>, che chiamava a s\u00e9 l\u2019uso dello zafferano, spezia ricercatissima, rinominata l\u2019oro\u00a0della\u00a0cucina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i tanti ammiratori del risotto milanese vi era anche il compositore <strong>Giuseppe Verdi<\/strong>, noto all\u2019epoca anche come imprenditore agricolo. Verdi era noto cucinare nella sua <em>villa di Sant\u2019Agata<\/em> diversi piatti, tra cui il famoso risotto; per lui i piatti a tavola erano considerati vere e proprie opere d\u2019arte. \u00a0La <strong>moglie Giuseppina<\/strong> scrisse anche una ricetta dettagliata del compositore in una delle sue lettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad oggi il risotto rappresenta un simbolo dell\u2019Italia e in particolar modo della regione Lombardia, \u00e8 un <strong>piatto identitario<\/strong> che arricchisce la storia delle citt\u00e0 settentrionali, sia nella sua forma tradizionale, con lo zafferano, fino ad arrivare a versioni pi\u00f9 moderne come fragole e champagne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il <strong>riso<\/strong> nella sua forma base \u00e8 il <strong>caposaldo <\/strong>anche di altre cucine, dalla romana con il suo <em>suppl\u00ec<\/em>, alla napoletana con la sua <em>palla di riso<\/em>, fino ad arrivare in Sicilia con la guerra tra <em>arancini<\/em> e <em>arancine<\/em>. Insomma, il riso \u00e8 presente in ogni tavola italiana, anche in estate condito con prodotti freschi per comporre le ricche insalate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attraverso il viaggio tra le regioni italiane \u00e8 stato dimostrato come un cereale povero importato secoli fa, nato come accompagnamento delle minestre, sia riuscito a diventare non solo un piatto identitario ma <strong>anche una sfida<\/strong>; il risotto rimane ad oggi difficile da cucinare, mettendo alla prova anche i pi\u00f9 grandi chef ma \u00e8 certo che la sua esecuzione finale ne varr\u00e0 assolutamente la pena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In ogni casa italiana sulla tavola non pu\u00f2 mai mancare un piatto fondamentale della tradizione, il risotto. Ma da dove trae origine il simbolo della cucina del nostro paese? Sembra che il riso affondi le sue origini nel Medioevo, quando nella penisola italiana i mercanti arabi introdussero la coltivazione di riso. 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