{"id":6551,"date":"2026-07-11T16:21:36","date_gmt":"2026-07-11T14:21:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.corrieredelmattino.com\/?p=6551"},"modified":"2026-07-11T16:21:36","modified_gmt":"2026-07-11T14:21:36","slug":"la-divulgazione-scientifica-al-tempo-dei-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.timescampania.it\/napoli\/2026\/07\/11\/la-divulgazione-scientifica-al-tempo-dei-social\/","title":{"rendered":"La divulgazione scientifica al tempo dei social"},"content":{"rendered":"<p>In passato il <strong>sapere scientifico<\/strong> era rinchiuso tra aule universitarie, libri e laboratori. Erano pochi gli eletti che potevano dire di essere davvero informati sulle novit\u00e0, poich\u00e9 i mezzi di comunicazione non erano sufficienti e coglievano uno spicchio di popolazione pi\u00f9 di nicchia. Con l\u2019avvento dei <strong>social<\/strong> e della comunicazione digitale, questo aspetto \u00e8 nettamente cambiato. Oggi la scienza \u00e8 accessibile a tutti, ed \u00e8 sempre pi\u00f9 facile trovare persone che rispondano in modo adeguato a domande di carattere scientifico. Quando si parla di internet, per\u00f2, \u00e8 sempre opportuno parlare di pro e di contro, e ponderare bene il flusso di notizie.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le opportunit\u00e0 che i nuovi mezzi offrono, \u00e8 certo che siano nettamente aumentate. E\u2019 possibile accedere alle notizie da qualsiasi luogo e in qualsiasi forma: <strong>podcast<\/strong>, <strong>video<\/strong> <strong>YouTube<\/strong>, <strong>tablet<\/strong> e <strong>cellulari<\/strong>, sono tutti strumenti utilizzabili. Questo ha cambiato anche l\u2019accessibilit\u00e0 delle informazioni, che sono passate dall\u2019essere riservate ad una classe sociale medio-alta all\u2019essere alla portata di tutti.<\/p>\n<p>Questo punto presenta per\u00f2 delle criticit\u00e0: un\u2019informazione accessibile dovrebbe presupporre anche un pubblico disposto ad approfondire, aspetto che stesso manca. A causa di <strong>algoritmi<\/strong> come TikTok e flash news, le persone risultano sempre meno disposte a verificare la qualit\u00e0 dell\u2019informazione, e leggere un titolo non \u00e8 abbastanza. Gli approfondimenti o le riviste a pagamento stanno quindi perdendo visibilit\u00e0, mentre prendono piede brevi video al di sotto del minuto.<\/p>\n<p>La <strong>qualit\u00e0<\/strong> \u00e8 il fattore pi\u00f9 complesso, in quanto spesso a pubblicare contenuti scientifici non sono pagine di ricerca apposite, ma <strong>aziende<\/strong> a scopo di intrattenimento. Le <strong>fake news<\/strong> sono all\u2019ordine del giorno, e non sempre il lettore \u00e8 disposto a verificare l\u2019affidabilit\u00e0 delle notizie. Mentre i media precedenti, tra cui la stampa e la televisione, hanno dei vincoli ben precisi per la diffusione, i social sono senza freni: chiunque pu\u00f2 decidere di pubblicare una notizia falsa. Talvolta questo fattore porta anche ad una svalutazione delle informazioni trovate in rete, soprattutto in casi estremi, come \u00e8 avvenuto nel 2020, durante la pandemia da Covid19, quando sono circolati numerosi complottismi del tutto infondati.<\/p>\n<p>Le <strong>nuove modalit\u00e0 di fruizione<\/strong> hanno sicuramente molto potenziale. E\u2019 stato dimostrato che \u00e8 effettivamente possibile utilizzare i social per diffondere il sapere scientifico di qualit\u00e0, ma ci sono varie accortezze che dovrebbero essere tenute in considerazione. Gli account di diffusione dovrebbero essere gestiti da studiosi o esperti del settore, e non da aziende private. Inoltre, \u00e8 risultato che l\u2019uso di immagini e di uno stile comunicativo chiaro pu\u00f2 aiutare nella comprensione, anche i non addetti ai lavori. E\u2019 anche da dire che ogni piattaforma pu\u00f2 avere un utilizzo diverso, come YouTube, utile per documentari o notizie difficili da sintetizzare, o Twitter (il moderno X), efficace per le menzioni e le immagini, Facebook e Instagram per l\u2019impatto sociale.<\/p>\n<p>In sostanza, se studiosi e professionisti si impegnassero collettivamente per contribuire a una diffusione scientifica efficace, l\u2019accessibilit\u00e0 odierna risulterebbe essere soltanto un vantaggio. Questo porterebbe sicuramente a dei cambiamenti per il mestiere dello scienziato, che dedicherebbe pi\u00f9 tempo alla creazione di contenuti e meno alla ricerca, ma il potersi interfacciare con il pubblico e raccogliere feedback potrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0. Anche un\u2019attenzione maggiore sull\u2019educazione digitale nelle scuole potrebbe portare effetti positivi a lungo termine, come l\u2019uso di piattaforme affidabili per la verifica delle fonti. La scienza rappresenta il futuro, cos\u00ec come una popolazione istruita adeguatamente alla sua ricezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In passato il sapere scientifico era rinchiuso tra aule universitarie, libri e laboratori. Erano pochi gli eletti che potevano dire di essere davvero informati sulle novit\u00e0, poich\u00e9 i mezzi di comunicazione non erano sufficienti e coglievano uno spicchio di popolazione pi\u00f9 di nicchia. 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