Il genere biopic sembra essere particolarmente apprezzato dalla critica, e nonostante lo stereotipo lo veda come un genere particolarmente noioso, è innegabile che negli ultimi anni abbia fatto tendenza. In cosa consiste? Come si può intendere dal nome, tratta della vita più o meno romanzata di personaggi realmente esistiti. Spesso si può scegliere di considerare soltanto una parte della biografia, e non la sua interezza. Negli ultimi anni le uscite a riguardo sono state molteplici: Oppenheimer, Maestro, Elvis, A complete Unknown, Blonde, Gucci, Spencer, i biopic che hanno affollato le sale hanno lasciato il segno. Nonostante rappresenti personaggi piuttosto noti, esso continua ad appassionare. Perché?
Si potrebbe immaginare che si basi sullo stesso principio del remake o del sequel: storie e personaggi già visti e conosciuti, che riescono a stimolare la nostalgia dello spettatore. Spesso si sceglie di rappresentare un lato della vita del personaggio meno noto, più fragile, talvolta inventato. Scoprire che figure così note abbiano avuto difficoltà o debolezze li rende emotivamente più vicini allo spettatore. Quando il pubblico riesce ad identificarsi nel protagonista, il successo è assicurato, e questa operazione risulta probabilmente più semplice parlando di una biografia. Inoltre, aspetti meno noti di un personaggio pubblico stimolano la curiosità oltre che la nostalgia (stesso principio su cui si basa il gossip).
Anche gli espedienti registici usati nel genere, abbastanza ricorrenti, sono un motivo di attrazione. Flashback, distorsioni e accostamenti impropri sono tecniche frequentemente utilizzate, da quando Orson Welles le ha rese imprescindibili nel suo celeberrimo Citizen Kane. Lo scopo del regista, in questi casi, non è tanto esaltare una determinata figura, ma rendere qualsiasi storia interessante. È colta come una sfida, e chiunque sia il protagonista non è davvero rilevante. L’importante è dimostrare di poter rendere chiunque una leggenda.
Come si è già detto, negli ultimi anni il genere ha avuto molto successo grazie a dei film che si sono distinti, e che sono da approfondire.
Il primo titolo vincente è Oppenheimer di Christopher Nolan, che mescola il biopic con il thriller epico, esplorando la vita di J. Rober Oppenheimer, inventore della bomba atomica. Esso si è distinto non solo per la storia avvincente, ma anche per il modo in cui è stato girato: con 17 chilometri di 70 mm, sia in formato IMAX sia in 65 mm, per garantire un risultato più nitido, e il montaggio è stato effettuato manualmente. Inoltre, il regista ha preferito evitare l’uso della CGI, per cui tutti gli effetti speciali presenti nel film sono reali. Il film è diventato il re indiscusso agli Oscar 2024, portando a casa ben 13 statuette.
Nel 2022 è uscito nelle sale Elvis, dalla regia di Baz Luhrmann. Con protagonista Austin Butler nei panni di Elvis Presley, esso esplora in particolare un aspetto della vita del cantante, ovvero la sua relazione con il manager, il colonnello Tom Parker, interpretato dal premio oscar Tom Hanks. Dai primi albori della sua carriera al successo senza precedenti, il film prende in considerazione vent’anni della vita della pop-star, che passa dall’innocenza alla consapevolezza, e quindi all’uso di droghe. Una prova interessante di Luhrmann, che mostra come la fama possa divorare dall’interno.
Facendo un collegamento con Elvis si parla di Priscilla, diretto da Sofia Coppola. La regista si è sempre distinta per la sua attenzione verso le eroine femminili e la sensibilità fedele alle nuove generazioni, che anche in questo caso non manca. Esplora la crescita di questa ragazzina di quattordici anni, che è accompagnata dall’amore per Elvis, che è già una famosa pop star al momento del loro incontro. L’obiettivo è quello di mette in luce su una figura che è stata in ombra, proprio per la fama che ha accompagnato l’uomo che ha scelto per la vita.
Un’altra eroina che è stata scelta per un biopic è Lady Diana, in Spencer, uscito nel 2021. La regia di Pablo Larraín mostra un lato molto fragile della principessa inglese, che è da sempre è stata un grande esempio per la cultura pop ed è sempre come una donna forte e icona d’indipendenza. La corona britannica suscita molta curiosità, lasciano trapelare solo una piccola parte della loro vita, e questo ha sempre stimolato l’immaginazione. Il film cerca infatti di entrare nella mente della principessa, e indagare sui motivi che l’hanno spinta a rifiutare il ruolo di regina, mostrando il dolore che la sua condizione comporta.
Parlando di biopic non si può non nominare A Complete Unknown, uscito nel 2024. Il film vede il giovane Timothée Chalamet nei panni del premio Nobel Bob Dylan. L’attore si è spogliato completamente dei suoi panni per interpretare il ruolo di questa star, per cui si è preparato per ben cinque anni, studiandone l’accento e la gestualità. Ma Bob Dylan può davvero essere chiamato star? Come suggerisce il titolo, per il mondo e per le persone care, egli appare come uno sconosciuto. Non si sa da dove viene davvero, né le ragioni dei suoi comportamenti, ma è proprio questo a renderlo una leggenda.
Nonostante i personaggi presi in analisi siano figure universalmente note, questi film riescono a mettere in evidenza aspetti della loro vita sconosciuti e nuovi, e li portano sullo schermo in modi diversi, con cui non sono mai stati visti. Realtà o finzione, non è rilevante: la verità è che riescono ancora a stupire.
