Domenica mattina, la vittoria al cardiopalma, l’ennesimo infortunio e la corsa ancora aperta. Ecco le nostre dieci opinioni sul match di ieri di Marassi.
- IL CAMPIONATO. Fuori dalla Champions, il Napoli ora deve solo pensare a difendere (e onorare) lo scudetto. Sei punti dall’Inter capolista sembrano tanti ma il campionato ci ha dimostrato di poter regalare delle inaspettate emozioni. Magari si potrebbe tornare a giocare alla pari, magari…
- CONTE. La reazione e l’esaltazione nelle difficoltà…la sintesi delle parole nel pre-partita del tecnico leccese a confermare quel manifesto e quel modus operandi degli azzurri degli ultimi mesi. Antonio si affida interamente e integralmente ai suoi giocatori chiedendo i sacrifici visti fino ad ora. Bisognava vincere anche per il capitano…e lo hanno fatto.
- LA FORMAZIONE. Schema confermato come i 10/11 dei giocatori che hanno vinto contro la Fiorentina, ad eccezione del solo Rrahmani in luogo di Di Lorenzo infortunato. Gutierrez a piede invertito sulla destra. All’ inizio del secondo tempo, fuori lo scozzese e dentro Giovane che poi esce per fare spazio a Olivera dopo il rosso a Juan Jesus.
- I RITORNI (E I PRESUNTI). Dopo il belga, ecco il ritorno di Rrahmani. La sua assenza, nel reparto difensivo, si è fatta sentire e soprattutto, sarà un toccasana per fare riposare (e riprendere mentalmente) Buongiorno, colpevole su entrambe le reti dei padroni di casa.
- IL GENOA. Esonerato Viera, la presidenza rossoblù si è affidata a Daniele De Rossi e la cura dell’ex capitano giallorosso ha iniziato a dare i suoi frutti. Il Genoa è una squadra volenterosa, senza nomi altisonanti ma con un buono spirito di sacrificio. A guidare la difesa dei grifoni, l’ex azzurro Ostigaard mentre in attacco, il giovane Colombo in cerca della consacrazione. In ottica mercato: occhio a Norton – Cuffy e Vitinha.
- LA PARTITA. Pronti via, e Genoa subito in vantaggio su rigore dopo un’ingenuità di Buongiorno. Il Napoli comincia a giocare e nel giro di 5 minuti la ribalta con Hojlund e McTominay. Nel secondo tempo, De Rossi alza i suoi e Colombo sfrutta il secondo errore di giornata di Buongiorno. Gli azzurri restano anche in dieci ma al 95esimo, Hojlund la risolve su calcio di rigore.
- IL RISULTATO. 2 – 3 con il Napoli che insegue, va avanti, subisce e poi la vince nel finale. Risultato giusto? Si, soprattutto per il morale. Una grande iniezione di fiducia per il proseguo del campionato. Chest è, capo.
- IL CALCIOMERCATO. Il saldo zero…il vero problema di questo Napoli nella sessione invernale. Fuori Lang e Lucca, dentro una coppia di giovani brasiliani pronti (si spera) a dare quella rapidità che è mancata nei tempi recenti, causa infortuni.
- L’UOMO PARTITA. Uno per tempo. Nel primo è sempre e solo lui, lo scozzese, l’highlander, quello che fa l’assist per il pareggio, si fa male e con il ghiaccio, segna il momentaneo 2 a 1 con una botta da fuori area. Nel secondo tempo, invece, il danese, quello ancora a secco nel 2026 e che torna ad aggiornare il proprio score personale con una doppietta al 95esimo si prende la responsabilità di segnare il rigore della vittoria. Il ghiaccio e la freddezza degli uomini venuti da Manchester.
- OPINIONE FINALE. Alcun uomo conosce ciò che il destino riserva, né alcuno ardisce volgere il pensiero all’incognita del compimento finale. Eppure, una certezza permane incrollabile: nelle ore più fosche e nelle avversità più aspre, il Napoli ha saputo dar prova di una tempra indomita e di quella sfrontata audacia che è retaggio antico di chi, per nascita o per adozione, è figlio della terra del vulcano. E quale sarà il monito di noi tifosi? A costo di apparire finanche ridondanti, il nostro sentire non muta: chiunque vacilli nel coraggio o senta gravoso l’impegno, si tragga in disparte. Lasciate a noi l’ardore della gioia e il brivido dell’esultanza. Nella gloria come nel tormento, ancora una volta…
