Lunedì di Carnevale e il Napoli che la riprende due volte mantenendo il record di imbattibilità a Fuorigrotta. E puntuali, arrivano le nostre dieci opinioni sul match di ieri del Maradona.
- IL CAMPIONATO. Dopo l’ultima giornata, per quanto ci riguarda, il campionato finisce qui. Non ha più senso perdere tempo a seguirlo: sapevamo di essere alla deriva, ma ora abbiamo ufficialmente toccato il fondo. Consegnate pure lo scudetto agli ‘ingiocabili’. Dalla prossima settimana, la domenica ci troverete tra i corridoi dell’IKEA o Leroy Merlin, fate voi.
- CONTE. Le ombre, quelle della fine. Secondo i più acclamati quotidiani nazionali, Antonio sarebbe ormai in rottura con la società e per fine anno, mediterebbe di lasciare la panchina azzurra. Verità? Reazione alle numerose critiche in materia di infortuni? Rassegnazione ai torti arbitrali? Quel che sarà, lo sapremo a maggio ma per ora, mister, hai uno scudetto da onorare.
- LA FORMAZIONE. Fuori lo scozzese per precauzione, Conte nel 3-4-2-1 retrocede Elmas a centrocampo e ritorna Politano dal primo minuto, in coppia con Vergara dietro l’instancabile Hojlund. Nel secondo tempo dentro Alisson, Olivera, Mazzocchi, Giovane, Gilmour (che si rivede in campo dopo 4 mesi per un problema di pubalgia)
- LA ROSA. Rosa corta? La risposta non è scontata. Con un mercato a saldo zero e un’infermeria piena, la sessione invernale è stata di fatto un percorso obbligato. Va però fatta una distinzione: Alisson non è Lang. L’ex Sporting sta pagando lo scarto di esperienza e il passaggio a un campionato più tecnico, nonostante i segnali incoraggianti mostrati contro il Como. E per quanto riguarda Giovane? Serve pazienza: l’ex Verona ha le qualità per rivelarsi determinante in questo finale di stagione.
- LA ROMA. Una squadra alla ricerca della propria identità. Se il mercato ha accontentato le richieste di Gasperini, il gioco di certo non è quello tra i più belli da vedere: tanta legna in mezzo al campo con qualche inesattezza nella fase di possesso palla. L’arrivo di Malen e Zaragoza hanno portato una ventata di freschezza e nuove soluzioni in attacco, aspettando il ritorno di Dybala e il totale recupero di Soulé.
- IL RISULTATO. Un 2 a 2 giusto per quello fatto vedere nel match. A punti, l’avrebbe magari vinta il Napoli perché più pericoloso, soprattutto nella parte finale della partita ma per come era cominciata, non poteva andare meglio.
- LA PARTITA. Dieci minuti e la Roma subito in vantaggio con Malen. Nonostante ciò, il Napoli è confuso e i giallorossi danno l’impressione di far male in velocità. Poi un lampo di Spinazzola al 40esimo. Nel secondo tempo, parte meglio il Napoli ma la Roma ritorna avanti su rigore. I cambi rivoluzionano le due squadre ma ad approfittarne è il Napoli che la pareggia con Alisson.
- LE SPALLE. La corsa Champions entra nel vivo: con l’Inter ormai inafferrabile (nonostante qualche episodio dubbio) e il Milan lanciato in fuga, la vera battaglia si consuma dal terzo posto in giù. Tre squadre si contendono l’Europa in una manciata di punti ma, compensando la sfortuna degli ultimi mesi, il Napoli vanta un jolly prezioso rispetto alla Roma: giocherà gli scontri diretti decisivi tra le mura amiche.
- L’UOMO PARTITA. Alisson Santos, l’innesto brasiliano di gennaio, è un diamante ancora grezzo per la nostra Serie A. Tuttavia, ha già messo in mostra numeri importanti e una sfrontatezza tecnico-tattica fuori dal comune, mandando in tilt i diretti avversari grazie alla sua velocità fulminea. Proprio nel momento più critico del match, ha estratto dal cilindro il gol del pareggio.
- OPINIONE FINALE. Febbraio, il mese dell’amore. Come la rosa che la persona amata stringe tra le mani, noi continuiamo a stringere forte quel tricolore cucito sul petto, consapevoli che il tempo sta per scadere. Non c’è più spazio per le scuse o per il rimpianto di ciò che potevamo essere e non siamo stati. Ma se è vero che ogni domenica mi innamoro un po’ di più, allora avanti Napoli, fino alla fine. Perché chi nun tene curaggio, nun se cocche cu ‘e femmene belle… e noi non abbiamo mai avuto paura di nessuno.
