Da una londinese ad all’altra: scatta l’avventura europea del Napoli, pronto a sfidare l’Arsenal al Maradona per la prima giornata della League Phase di Champions League. Complice l’assenza di Anguissa e di Lang (non convocati), Allegri ritocca l’undici titolare rispetto alla gara di sabato, optando per una sorta di 4-2-3-1. Le grandi novità sono a centrocampo, con il debutto dal 1′ in questa stagione per Gilmour (in coppia con Lobotka) e De Bruyne. In avanti spazio a Politano–Hojlund–Alisson, mentre Neres parte inizialmente dalla panchina. Arbitra lo svedese Nyberg.
Nella calda serata di Fuorigrotta, la partita diventa il manifesto delle due filosofie tattiche in campo: se l’Arsenal pressa e difende con quasi tutti gli uomini di movimento, prediligendo gli scambi nello stretto, il Napoli gioca di rimessa, affidandosi alla velocità di Alisson o alle verticalizzazioni rapide dei suoi centrocampisti. Superata la prima fase di studio, il match vive di fiammate improvvise. La prima è di De Bruyne, che chiama Raya al grande intervento; la risposta dell’Arsenal è affidata al colpo di testa in area piccola di Merino, disinnescato in corner da un attento Meret. Nel finale della prima frazione, il Napoli si schiaccia e soffre il forcing dei Gunners. La retroguardia azzurra regge e, graziata dall’errore di Saka, va al riposo sullo 0 a 0.
Comincia la ripresa e il Napoli è costretto al primo cambio obbligato: fuori Meret per problemi muscolari e dentro Milinkovic – Savic, all’esordio stagionale. È comunque l’Arsenal a partire forte, mettendo subito alle strette un Napoli costretto ad andare in affanno sotto i colpi di un possesso palla asfissiante durato quasi dieci minuti. Tra le difficoltà tattiche e la stanchezza affiorata sotto forma di crampi, Allegri sceglie di rimescolare le carte: dentro Vergara e il giovane Favasuli, al suo debutto con gli azzurri. Assorbito l’urto iniziale dei Gunners, il Napoli prova a riorganizzarsi con ordine, ma la manovra è troppo lenta per scardinare il fortino difensivo dell’Arsenal. Con il match bloccato, Arteta cala gli assi Havertz e Madueke, anche se il lampo che spacca la partita porta la firma di Ødegaard: una conclusione d’autore dal limite su cui Milinković-Savić avrebbe potuto fare qualcosa in più. La reazione di Allegri è un all-in offensivo con Lucca e Neres; il Napoli si sbilancia a caccia del pari, ma finisce per prestare il fianco alle letali ripartenze dei londinesi. Va vicino al pareggio ma De Bruyne pecca di altruismo vanificando così una buona occasione per gli azzurri. Quattro minuti di recupero ma nonostante l’assalto finale, il risultato non cambia e al fischio finale, l’Arsenal conquista i tre punti.
Il Napoli banna l’esordio europeo con una sconfitta che non rende giustizia a una prestazione giocata senza timori reverenziali contro i vicecampioni d’Europa. Se la cerniera Lobotka-Gilmour offre ampie garanzie a centrocampo, il lavoro di Allegri dovrà concentrarsi sugli errori nell’ultimo passaggio. Nota stonata De Bruyne: dal suo carisma e dal suo talento ci si aspetta una guida ben diversa per queste serate ad alta tensione, come dimostra anche l’occasione capitata sui suoi piedi. Testa ora al campionato.
