Raccontare la Formula 1 non significa solo seguire ciò che accade in pista, ma coglierne il senso, tra dettagli, scelte e istanti che cambiano tutto. Ogni Gran Premio è molto più di un risultato: è una storia da leggere, capire e, soprattutto, vivere.
Il Gran Premio della Florida si è svolto in condizioni più che incerte al momento della partenza: cielo grigio che non ha escluso la possibilità di temporali e rovesci, una temperatura che ha raggiunto i 28 °C e vento che ha soffiato ad una velocità media di 11 km/h. Le condizioni in gara si sono mantenute stabili per l’intera gara e questo ha permesso di poter continuare a contare sulle strategie iniziali, senza dover passare al piano B.
Gli appassionati di Formula 1 conoscono molto bene il circuito, il Miami International Autodrome: una lunghezza di 5412 metri, 19 curve di cui 7 a destra e 12 a sinistra, per un totale di 57 giri percorsi. L’asfalto è stato ricostruito nel 2023 e per questo è caratterizzato da un basso grado di rugosità e un alto grado di aderenza.
Griglia di partenza
Un’interessantissima griglia di partenza ha visto in pole un fenomenale Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) seguito da Max Verstappen (Red Bull), Charles Leclerc (Ferrari), Lando Norris (McLaren), George Russell (Mercedes), Lewis Hamilton (Ferrari), Oscar Piastri (McLaren), Franco Colapinto (Alpine), Pierre Gasly (Alpine), Nico Hulkenberg (Audi), Liam Lawson (Racing Bulls), Oliver Bearman (Haas), Carlos Sainz (Williams), Esteban Ocon (Haas), Alexander Albon (Williams), Arvid Lindblad (Racing Bulls), Fernando Alonso (Aston Martin), Lance Stroll (Aston Martin), Valtteri Bottas (Cadillac), Sergio Perez (Cadillac), Gabriel Bortoleto (Audi) e Isack Hadjar (Red Bull).
La gara
La partenza è stata fin da subito spettacolare, combattuta e ricca di azione, degna di un film. Leclerc ha sfruttato alla perfezione il bloccaggio delle ruote anteriori della Mercedes di Antonelli e della Red Bull di Verstappen e, già alla prima curva, si è preso la testa della gara. Un sorpasso netto, deciso, che ha dato immediatamente l’impressione di poter scavare il solco e tentare la fuga. I tifosi della Rossa hanno cominciato a credere che il passo fosse più che buono e che si potesse competere con le frecce d’argento. Nel frattempo è arrivato l’affondo di Hamilton su Colapinto: manovra aggressiva, spazio inesistente e contatto inevitabile tra le due monoposto. Il pilota Ferrari ha rischiato e solo dopo un secondo attacco si è conquistato la sesta posizione nonostante i problemi di temperatura del motore e i danni riportati all’ala anteriore.
La Mercedes del giovane italiano è rimasta sempre molto vicina alla Ferrari di Leclerc ad inizio gara, finché non è arrivato il sorpasso al giro 4. La lotta fra i due non si è conclusa perché Leclerc ha realizzato un controsorpasso che lo ha portato nuovamente in prima posizione.
A Verstappen gli errori commessi nelle prime curve durante il primo giro gli sono costati ben 9 posizioni, alcune recuperate già nel corso del secondo giro: quella su Albon e, in modo clamoroso, quella su Lawson che di fatto ha rallentato e si è spostato come se volesse agevolare il passaggio del pilota RedBull. Un episodio che accende subito il dibattito, riportando al centro le polemiche su un sistema percepito da molti come “sbilanciato”: Red Bull, infatti, sembra che possa contare su due team in griglia, dando l’impressione di avere quattro vetture in pista rispetto alle altre scuderie di Formula 1.
La gara è stata temporaneamente sospesa dal giro 7 al giro 11 a causa dell’intervento della Safety Car, necessaria per salvaguardare la sicurezza in pista da incidenti ravvicinati. Il primo è stato Hadjar che è finito contro il muretto in curva, dopo un’imprecisione che ha danneggiato irrimediabilmente l’anteriore sinistra rompendo il braccetto dello sterzo. Qualche istante dopo dopo è venuto il turno di Gasly, protagonista di un episodio ben più violento: nel tentativo di completare il sorpasso su Lawson, la sua monoposto si è ribaltata dopo un contatto che ha costretto entrambi al ritiro ma, per fortuna, nessun ferito. Successivamente si è accesa una battaglia a tre fra Leclerc, Norris e Antonelli per le prime tre posizioni, con il pilota inglese che è riuscito ad avere la meglio, seguito a ruota dall’italiano. Da quel momento, il monegasco ha iniziato a perdere progressivamente aderenza e potenza, scivolando via dal ritmo dei primi due pur riuscendo a mantenere la terza posizione.
Verstappen ha anticipato la sosta per montare le gomme bianche, nel tentativo di recuperare più posizioni possibili grazie a una mescola fresca, con la speranza di portarla fino al termine della gara. Inizialmente la strategia ha funzionato alla perfezione: al giro 29 il pilota olandese della Red Bull ha conquistato la prima posizione approfittando della sosta ai box delle altre vetture. Ma la leadership è durata poco, perché Antonelli ha risposto con decisione, dimostrando di meritare di stare davanti, non solo in classifica. Il campione del mondo in carica ha completato anch’egli il sorpasso su Verstappen, restando agganciato alla lotta per la vittoria con il giovane italiano. Ma ciò non è bastato perché il dominio Mercedes ha resistito fino allo sventolamento della bandiera a scacchi.
Nel finale Verstappen si è ritrovato a fare i conti con le sue stesse gomme, ormai al limite dopo una guida estremamente aggressiva. Il pilota olandese ha provato a difendere la terza posizione con tutte le energie rimaste, ma la progressiva perdita di prestazione lo ha esposto al sorpasso di Leclerc e poi degli altri inseguitori.
All’ultimo giro Leclerc, in lotta per il podio, ha preso una decisione di difficile interpretazione: far passare Oscar Piastri che aveva un passo migliore ma rinunciando, di fatto, a difendere la terza posizione. Il finale ha riservato ulteriori colpi di scena: il monegasco perde il controllo della vettura in una delle ultime curve, rischiando seriamente il muro dopo un testacoda ma con grande freddezza è riuscito a raddrizzare la situazione, evitando il peggio e riportando la monoposto in pista. Questo errore gli è costato altre 2 posizioni (dalla quarta alla sesta), regalando a Russel e Verstappen rispettivamente la quarta e la quinta posizione.
Il migliore
Dopo una gara straordinaria e ricca di azione, il titolo di miglior pilota della giornata non può che andare ad Andrea Kimi Antonelli.
Nonostante qualche imprecisione nelle fasi iniziali, il giovane pilota ha saputo reagire con maturità e determinazione, costruendo la sua prestazione giro dopo giro. Sempre incisivo nei momenti chiave, ha gestito ritmo, strategie e pressione con una lucidità impressionante, fino a trasformare una gara complessa in una vittoria pesantissima.
Un successo che non arriva per caso, ma che conferma un inizio di stagione da assoluto protagonista.




