La prima in casa, la vittoria al 94esimo e uno strano dejà – vu. Ecco le nostre Dieci Opinioni del match di ieri sera a Fuorigrotta.
LA PRIMA IN CASA. Il grande giorno è arrivato: la prima partita in casa! E il destino ha voluto che fosse un perfetto ciclo cinematografico, un copione alla Woody Allen. Il campionato scorso si è chiuso contro i sardi, e ora, come un film che ricomincia, la prima in casa è proprio contro i rossoblù. E, come tocco finale, ad allenarli c’è un nostro conterraneo.
FORMAZIONE. Senza pretattica (e con il forfait di Neres dell’ ultimo momento) Conte conferma i 10/11 della formazione vittoriosa a Reggio Emilia con il solo Spinazzola in luogo di Olivera. Confermato dunque questo nuovo 4-1-4-1 con McTominay e Politano larghi sulle fasce ma pronti a rientrare per appoggiare l’unica punta Lucca. Nella ripresa, debutti stagionali per Buongiorno (al posto di Juan Jesus ammonito) e per Ambrosino mentre come contromossa allo schieramento di Pisacane, entrano anche Olivera e Lang.
LUCCA. Al di là del cartellino, forse giudicato eccessivamente oneroso, la critica principale riguarda il suo impiego come vice Lukaku. Sebbene ci sia da tenere in conto che il suo utilizzo risponde a una necessità di squadra, è chiaro che le sue caratteristiche non sembrano adattarsi (almeno per ora) al gioco di Conte con l’allenatore che predilige un attaccante centrale forte fisicamente, il quale possa fare da riferimento. Lorenzo ha bisogno di un partner d’attacco che giri intorno a lui, permettendogli di svariare e trovare lo spazio per esprimere il proprio talento. Forse, per ora, il tandem vincente deve ancora essere individuato, cambio di assetto tattico permettendo.
POLITANO. L’unico che si è dannato su quella fascia e in campo. Matteo è ormai un punto fisso per Conte e il suo essere imprevedibile ha creato più di un grattacapo alla difesa sarda. Gli manca, però, la presenza di un terminale offensivo in aria di rigore che possa spizzare sui suoi cross da destra.
LA PAUSA. Dopo due partite intense, la pausa per le Nazionali è un toccasana. I giocatori sono visibilmente stanchi, con le gambe che non girano come dovrebbero, quasi bloccate dalla pesantezza della preparazione atletica. L’aria umida di Napoli e il terreno di gioco non proprio in condizioni ottimali non hanno fatto altro che rendere le cose ancora più difficili. Per i prossimi 15 giorni, l’obiettivo sarà recuperare energie e smaltire tutte le tossine accumulate. Al ritorno, potremo finalmente (si spera) vedere la squadra che tutti ci aspettiamo, con la forma fisica al top e pronta a lottare su ogni pallone.
LA TIFOSERIA. La passione divampa, il San Paolo è una bolgia! Napoli risponde presente all’appello della squadra, riempiendo lo stadio in ogni ordine di posto per la prima a Fuorigrotta. È più di una partita: si rinnova il patto d’amore tra la città e i suoi eroi. Per i prossimi nove mesi, la promessa è una sola: (re)stare spalla a spalla, uniti nel sostegno, pronti a vivere ogni emozione di questa nuova stagione.
LA PARTITA. Primo tempo a tinte azzurre (o quasi) con i padroni di casa che toccano il 72% di possesso di palla ma i giocatori di Conte non sono mai del tutto pericolosi dalle parti di Caprile e non a caso, la prima e vera occasione arriva solamente al 40esimo con un tiro di De Bruyne. Timida reazione cagliaritana nel finale della prima frazione. Secondo tempo sulla scia del primo con il Napoli perennemente nella metà campo avversaria ma mai del tutto pericoloso con un fraseggio però sterile. Solo la freddezza e la lucidità di Frank evitano una settimana di critiche.
IL RISULTATO. Vittoria al 94 esimo, come l’anno scorso in casa, alla seconda, contro il Parma. Massimo sforzo e massima resa perché l’importante era portare a casa i tre punti. Uno strano déjà-vu in una notte di fine estate.
IL CAGLIARI. Il Cagliari si presenta in campo con un’identità ben precisa: ordinato e aggressivo al punto giusto. La squadra è stata costruita per fare bene, unendo la solidità dell’esperienza, rappresentata da giocatori come Mina e Luperto, al talento cristallino dei giovani italiani. Nomi come Caprile ed Esposito sono pronti a esplodere e a fare il salto di qualità, con un occhio di riguardo anche alla Nazionale. Le premesse (dopo i 90 minuti di ieri sera) sono ottime, ma la domanda resta: riuscirà la rosa a reggere la pressione e a mantenere le promesse?
OPINIONE FINALE. Questo Napoli è come un libro dell’800 inglese, quelli con una trama di difficile comprensione e dove il lettore finisce per fare il tifo per l’antagonista e non per il protagonista. E l’antagonista del Napoli è proprio il Napoli stesso che si complica la vita contro avversari compatti. La squadra ha ricordato i versi e i romanzi delle sorelle Brontë: se da un lato Frank si è trasformato nel moderno Heathcliff dall’altro abbiamo (ritrovato) la convinzione che chi non osa afferrare le spine non dovrebbe mai desiderare la rosa. Un promemoria per ricordare a tutti che bisogna osare per vincere.
