L’Etna continua a dare spettacolo, ma l’intensa attività eruttiva sta provocando pesanti ripercussioni sul traffico aereo della Sicilia. La situazione resta particolarmente delicata all’aeroporto internazionale di Catania-Fontanarossa, dove la presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera ha imposto nuove limitazioni allo spazio aereo e la sospensione di tutti i voli, sia in arrivo sia in partenza.
L’ultimo aggiornamento diffuso dalla società di gestione SAC, e riportato da ANSA il 12 agosto, stabilisce che le attività di volo nello scalo catanese resteranno sospese fino alle ore 16 di giovedì 13 agosto, salvo ulteriori modifiche legate all’evoluzione della nube di cenere e delle condizioni operative. La decisione è stata presa dopo il prolungamento della chiusura degli spazi aerei interessati dalla nube vulcanica, compresi i settori C1 e B3.
Il bilancio dei disagi è già pesante. Secondo i dati comunicati da SAC e riportati da ANSA, tra l’8 e l’11 agosto sono stati circa 700 i voli saltati a Catania, considerando cancellazioni, mancati arrivi e partenze. Circa 400 voli risultano cancellati in partenza e ulteriori 52 erano previsti come cancellati nella giornata del 12 agosto. Più di 250 collegamenti sono stati invece riprogrammati su altri aeroporti.
L’emergenza ha coinvolto soprattutto gli altri scali siciliani, chiamati a gestire parte del traffico dirottato da Catania. Oltre cento voli sono stati trasferiti su Comiso dall’inizio dell’emergenza, mentre circa cinquanta sono stati dirottati su Palermo nella sola giornata dell’11 agosto. Altri 22 collegamenti sono stati indirizzati verso Trapani. Lo scalo di Comiso, che aveva a sua volta subito una sospensione temporanea a causa della presenza di cenere vulcanica, è tornato pienamente operativo.
Alla base dello stop non c’è quindi soltanto l’eruzione in sé, ma soprattutto la presenza di materiale vulcanico nell’atmosfera. La cenere rappresenta infatti un serio pericolo per il traffico aereo e rende necessarie limitazioni o sospensioni delle operazioni quando la nube interessa le rotte o gli spazi utilizzati dagli aeromobili.
Sul fronte vulcanologico, il quadro resta in evoluzione. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo ha documentato negli ultimi aggiornamenti una fase eruttiva particolarmente articolata. L’11 agosto l’INGV ha segnalato la prosecuzione dell’attività effusiva da diverse bocche dell’Etna, con colate nella zona della Valle del Bove. I fronti più avanzati, nell’aggiornamento delle 17:54 UTC, si trovavano a quota 1.360 metri, nei pressi di Rocca Capra.
Particolarmente significativa è stata anche l’apertura di una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, individuata nella serata del 10 agosto a una quota stimata di circa 1.900 metri, nelle vicinanze di Monte Simone. Contestualmente, l’INGV aveva segnalato una forte attività esplosiva al cratere Voragine, accompagnata da emissioni di cenere disperse verso sud-sud-est. Il tremore vulcanico si manteneva su valori elevati.
L’attività non riguarda dunque un unico punto del vulcano: diverse bocche stanno alimentando colate laviche, mentre l’attività esplosiva ai crateri sommitali continua a produrre cenere. L’INGV ha inoltre rilevato, negli ultimi dati disponibili, attività infrasonica elevata e variazioni di modesta entità nei segnali di deformazione del suolo.
Per i passeggeri la situazione rimane particolarmente complicata, soprattutto nel pieno della stagione turistica. La SAC raccomanda a chi deve partire o arrivare a Catania di controllare direttamente con la compagnia aerea lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto, perché gli orari e gli aeroporti di arrivo o partenza possono essere modificati rapidamente in relazione all’evoluzione dell’attività vulcanica.
L’Etna, dunque, continua la sua fase eruttiva mentre la Sicilia affronta una nuova emergenza sul fronte dei trasporti. Al momento non è possibile stabilire con certezza quando il traffico aereo potrà tornare alla normalità: la riapertura dello spazio aereo dipenderà dalle condizioni della nube di cenere, dalla direzione dei venti e dalle valutazioni delle autorità aeronautiche e vulcanologiche. La situazione resta pertanto sotto costante monitoraggio.
