Di cosa parla in breve il romanzo
Con gli occhi chiusi è uno dei romanzi più significativi di Federigo Tozzi che racconta la storia di Pietro, un ragazzo fragile ed insicuro, costretto a subire il carattere autoritario del padre e a vivere una condizione familiare e sociale opprimente. Il protagonista si innamora di Ghisola, una giovane contadina che verrà idealizzata da Pietro, motivo per cui si ritroverà a vivere in una spirale di illusioni che lo distolgono dalla realtà. Sarà questo il punto focale del romanzo: il percorso di Pietro che diventa una storia di crescita e disillusione, mettendo a nudo la dimensione complessa che abbraccia la costruzione della propria identità e riflettendo sulla difficoltà di crescere e affrontare la realtà.
Il profilo di un inetto: la storia di Pietro
Il romanzo Con gli occhi chiusi riprende luoghi ed esperienze autobiografici.
Percorre la storia di Pietro, prima bambino poi adolescente, che vive “con gli occhi chiusi”. Quest’espressione viene usata per indicare il rifiuto di guardare le cose per ciò che sono e scappare da una realtà considerata minacciosa. L’inettitudine che caratterizza Pietro emerge soprattutto nella difficoltà di rapportarsi con Ghisola, trasmettendo la costante paura di sentirsi inadeguato e deriso. Il protagonista si approprierà totalmente del suo disagio di esistere, trasformandolo in comportamenti compulsivi che somigliano agli atteggiamenti violenti usati dal padre Domenico. In questo modo, Pietro farà del male prima a sé stesso e poi agli altri.
Il rapporto con il padre Domenico
All’interno del romanzo, il personaggio del padre Domenico è senz’altro definito come un genitore violento che esercita un atteggiamento autoritario. Questo comportamento sarà evidente in tutta la linea narrativa del racconto ma c’è un episodio in particolare che lo rappresenta chiaramente, quello della partenza da Poggio a’ Meli, dove troviamo l’equivalenza cavallo-figlio. Il padre ordina a Pietro di salire sul calesse e non potendo esercitare sul giovane il suo fare violento in pubblico, lo fa sul cavallo, per indicare la lezione che avrebbe voluto dare a suo figlio. Il cavallo deve obbedirgli, così scende dalla sella e lo frusta.
Con gli occhi chiusi : perché può essere attuale?
All’interno di questo romanzo fa sfondo un mondo privo di logica razionale, dominato dalla violenza che prende parte attraverso il comportamento del padre Domenico – verso suo figlio – e tramite lo stesso Pietro che riversa su sé stesso e contro chi è più debole di lui la frustrazione accumulata. Il romanzo mostra emozioni e conflitti che non appartengono solo al Novecento ma che continuano a parlare ai lettori di oggi. Infatti, per comprendere il titolo Con gli occhi chiusi non basta attenersi al significato letterario ma è necessario dare un’interpretazione che colleghi la condizione esistenziale passata a quella dei giorni nostri. Vivere “con gli occhi chiusi” risponde al bisogno di sfuggire dalla realtà, preferendo atteggiamenti – talvolta illusori e moralmente violenti – che fanno da scudo pur di non affrontare la paura e il senso di inadeguatezza di fronte a dinamiche sociali che non sembrano familiarizzare con il nostro modo di essere.
Trovare il proprio posto nel mondo richiede forza, bisogna affrontare la brutalità che ci circonda senza lasciarci sopraffare.
Infatti, a più di un secolo dalla sua pubblicazione, è possibile attualizzare il romanzo di Federigo Tozzi: Con gli occhi chiusi ricorda che il vero ostacolo non è la realtà, ma il coraggio di guardarla per quello che è. Soltanto aprendo le porte alla verità, anche quando è scomoda, è possibile conoscere davvero sé stessi e gli altri.
