Al MadRing di Madrid è andato in scena il GP di Spagna di Formula 1. Il tracciato, lungo 5,4 chilometri, ha messo i piloti di fronte a una sfida di 57 giri e 22 curve, alternando sezioni tecniche e rettilinei capaci di esaltare la velocità delle monoposto.
Una giornata soleggiata e condizioni meteo ideali hanno fatto da cornice a questa grande giornata di motorsport, con temperature dell’aria comprese tra i 28 e i 30°C.
La griglia
Lando Norris ha conquistato la pole position durante le qualifiche di questo weekend spagnolo, seguito da Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), Max Verstappen (Red Bull), Lewis Hamilton (Ferrari), Charles Leclerc (Ferrari), George Russell (Mercedes), Oscar Piastri (McLaren), Liam Lawson (Red Bull), Franco Colapinto (Alpine), Arvid Lindblad (Racing Bulls), Nico Hulkenberg (Audi), Gabriel Bortoleto (Audi), Esteban Ocon (Haas), Pierre Gasly (Alpine), Yuki Tsunoda (Racing Bulls), Alexander Albon (Williams), Fernando Alonso (Aston Martin), Sergio Perez (Cadillac), Valtteri Bottas (Cadillac), Carlos Sainz (Williams), Lance Stroll (Aston Martin) e Oliver Bearman (Haas).
La gara
La gara del MadRing si è accesa immediatamente: Hamilton ha attaccato Verstappen, costringendolo a tagliare la prima curva per non perdere il contatto con il gruppo di testa. La manovra, però, è stata giudicata irregolare dai direttori di gara, che hanno imposto all’olandese di restituire la posizione al pilota Ferrari. Nel frattempo, Verstappen aveva anche superato Antonelli, motivo per cui è stato costretto a cedere due posizioni, ritrovandosi così alle spalle di entrambi. Oltre al danno, però, è arrivata anche la beffa: proprio mentre veniva comunicata la decisione dei commissari, Hamilton aveva iniziato ad accusare problemi ai freni, finendo fuori pista. Verstappen è stato così costretto ad attendere il rientro del pilota Ferrari prima di restituirgli la posizione, perdendo nel frattempo il contatto con i primi due e vedendo sfumare il vantaggio costruito nei primi metri di gara.
Sir Lewis ha provato a risolvere il problema in pista ma al giro 7 è stato costretto al ritiro.
Nel frattempo, Franco Colapinto, autore di una partenza fenomenale, è riuscito a portarsi in settima posizione, trasformata poi in sesta al giro 8 grazie al ritiro di Hamilton. Al contrario Oscar Piastri ha portato erroneamente la sua ala anteriore sinistra a toccare la gomma posteriore destra di Russell: lo pneumatico della Mercedes non ha subito alcuna foratura ma l’ala del pilota australiano McLaren si è danneggiata.
Al giro 14 è arrivata la svolta della gara: è stata chiamata in causa la virtual safety car per il ritiro di Lance Stroll in curva 20.
Per i piloti che transitavano nelle curve antecedenti alla pit lane si è aperta una finestra strategica fondamentale: Lando Norris era già transitato mentre Antonelli, Verstappen e Russell hanno approfittato e hanno montato gomme dure fresche. La gestione della situazione ha inoltre scatenato numerose polemiche, con diversi addetti ai lavori che hanno criticato la direzione di gara, accusandola di non aver garantito a tutti i piloti lo stesso vantaggio durante la VSC.
Molti si sono trovati, dunque, ad effettuare la sosta al giro 15: Norris, Colapinto, Lindblad, Ocon, Hulkenberg, Albon. La Ferrari ha inspiegabilmente deciso di far rimanere in pista Charles Leclerc senza sfruttare la situazione. Una scelta discutibile è arrivata anche dal muretto McLaren, che ha richiamato Lando Norris ai box proprio nel momento in cui la VSC stava per terminare. Una tempistica tutt’altro che ideale per il britannico, costretto a rientrare in pista in quarta posizione, alle spalle di Verstappen, perdendo così terreno prezioso nella lotta al vertice.
Al giro 16, la classifica ha assunto una fisionomia completamente diversa: in testa Leclerc, ancora senza pit stop, seguito da Antonelli, Verstappen, Russell e Norris forti di gomme fresche, quindi Lawson, Piastri e Gasly, Bortoleto con 0 soste e Colapinto, che ha invece montato un nuovo treno di gomme dure, a chiudere le prime dieci posizioni.
Con il passare dei giri, la corsa si è trasformata in una vera sfida sul ritmo e sulla gestione degli pneumatici per Leclerc. In casa Mercedes, invece, il muretto ha ordinato ad Antonelli di mantenere una certa distanza dal monegasco, convinto che Leclerc sarebbe stato prima o poi costretto a fermarsi ai box. Nel frattempo, la gara ha perso altri due protagonisti: Sainz e Perez si sono ritirati.
Il Madring consegna dunque un altro verdetto pesantissimo in ottica Mondiale: Andrea Kimi Antonelli allunga ulteriormente in vetta alla classifica piloti, portandosi a 292 punti, ben 81 in più di George Russell (211). Alle loro spalle Lewis Hamilton (191), Lando Norris (186), Charles Leclerc (167), Max Verstappen (145) e Oscar Piastri (120) completano le prime sette posizioni.
Nel Mondiale Costruttori, invece, è sempre la Mercedes a comandare con 503 punti, davanti alla Ferrari (358) e alla McLaren (306). Più staccata la Red Bull, ferma a 230 punti.
Il migliore
Nonostante la vittoria di Andrea Kimi Antonelli, è Charles Leclerc ad aver disputato la gara migliore. Il monegasco è stato infatti meno fortunato del pilota italiano, non avendo avuto l’opportunità di sfruttare la virtual safety car di inizio gara per effettuare il pit stop che gli avrebbe potuto permettere di lottare concretamente per la vittoria.
La gara di Leclerc è stato un esercizio di costanza e velocità: il pilota Ferrari ha mantenuto per tutta la corsa un ritmo straordinario, riuscendo a gestire pneumatici più usurati rispetto agli altri protagonisti del quartetto di testa, rimasto nelle prime posizioni per l’intera gara. Una prestazione di grande solidità che, considerando le circostanze, rende quella di Charles una delle prove più convincenti dell’intero campionato.
