DALLAS – Sedici anni dopo la magica notte di Johannesburg, la Spagna torna in finale della Coppa del Mondo. A Dallas, la nazionale guidata da Luis de la Fuente impartisce una vera e propria lezione di calcio tattico e personalità ai favoriti della Francia, staccando il pass per la finalissima di New York con un netto e meritato 2-0. La vigilia dipingeva la Francia come la corazzata da battere, grazie a un tridente stellare composto da Mbappé, Dembélé e Olise. Tuttavia, il piano tattico di Deschamps si sgretola quasi subito sotto i colpi del palleggio ipnotico della Roja.
La svolta arriva al 22′ ed è propiziata dal solito, infinito Lamine Yamal. All’indomani del suo diciannovesimo compleanno, il gioiello del Barcellona anticipa di puro tempismo Lucas Digne su un pallone vagante in area di rigore; il difensore francese lo stende ingenuamente. Barton fischia il rigore e dal dischetto Mikel Oyarzabal, glaciale come sempre, batte Maignan.
La Francia accusa il colpo, faticando a trovare linee di passaggio pulite a causa della pressione asfissiante di Rodri e Fabián Ruiz a centrocampo. Kylian Mbappé, stretto nella morsa della retroguardia spagnola, finisce isolato e nervoso.
Nella ripresa, la Spagna mette in ghiaccio la qualificazione. Al 58′, Pedro Porro scambia meravigliosamente al limite dell’area con Dani Olmo e scaglia un destro potente e preciso che fulmina l’estremo difensore francese per il definitivo 2-0. Pochi minuti dopo, Yamal sfiora addirittura il tris (annullato dal VAR per un fuorigioco millimetrico), mentre la reazione transalpina si spegne contro la difesa dalla Roja.
ATLANTA – Una delle rivalità più accese e storiche del calcio mondiale regala l’ennesimo capitolo leggendario. Al Mercedes-Benz Stadium, l’Argentina piega l’Inghilterra per 2-1 in una delle partite più belle di questa edizione. I campioni del mondo in carica, sotto di una rete fino all’85’, ribaltano i Tre Leoni e conquistano l’accesso alla finalissima di New York contro la Spagna.
La prima frazione rispecchia la tensione e il peso specifico della gara. Tuchel disegna un’Inghilterra compatta ed estremamente fisica, capace di imbrigliare le fonti di gioco dell’Albiceleste. Ne nasce un primo tempo spigoloso, fatto di scontri durissimi a metà campo (ben 19 falli complessivi nei primi 45′) e pochissime occasioni da rete.
La ripresa si apre con un piglio decisamente diverso. Al 55′ l’Inghilterra colpisce alla prima vera occasione: Declan Rice serve Morgan Rogers sulla destra, il cui cross vellutato scavalca la difesa argentina trovando il perfetto inserimento di Anthony Gordon che insacca alle spalle del Dibu Martinez.
Da quel momento, però, il piano di Thomas Tuchel si trasforma in un arroccamento difensivo forse troppo prematuro e la resistenza inglese capitola all’85’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto corto, Lionel Messi scarica al limite per Enzo Fernández: il centrocampista del Chelsea scaglia un destro meraviglioso che si insacca alle spalle di Jordan Pickford per il meritato 1-1. L’Inghilterra accusa il colpo, barcolla e al 92′ crolla definitivamente. Dopo un palo clamoroso colpito da Mac Allister, Messi inventa una traiettoria telecomandata con il suo magico sinistro; a centro area, Lautaro Martínez salta più in alto di tutti tra Stones e James, fulminando Pickford con un colpo di testa imperioso. È il gol del 2-1 che manda l’Argentina in finale, per la seconda volta consecutiva.
