Francia 2-0 Marocco: vittoria di netta superiorità nel segno di Mbappe
Il primo quarto di finale di questo Mondiale si gioca al Gillette Stadium e vede in scena la supersfida tra la superpotenza Francia, la favorita sulla carta dell’intera competizione, e il Marocco che non vuole smettere di sognare, per confermare il suo ruolo importante nel calcio mondiale. Francia che parte fortissimo: al 28’Mbappe atterrato in area dal difensore del Manchester United Mazraoui. Rigore confermato dopo 3 minuti d’attesa, ma dal dischetto Bono ipnotizza Mbappe e salva il risultato. Ma il fuoriclasse del Real sale in cattedra al 60′ e sblocca la gara: dal limite salta Diop e con un tiro a giro sontuoso non lascia scampo a Bono. Poco dopo è ancora Mbappe a creare pericolo col suo movimento, favorendo l’inserimento del pallone d’oro Dembélé che con un rasoterra imprendibile abbatte definitivamente le speranze marocchine. Finale di gara in cui la Francia ha cercato in tutti i modi di far segnare l’esordiente Mateta, a certificare la netta superiorità della nazionale di Deschamps. Per il Marocco di capitan Hakimi il viaggio si conclude con questa sconfitta, ma il percorso resta assolutamente positivo e da ricordare. Per la Francia sarà una semifinale dal sapore di finale anticipata contro la grande rivale Spagna: l’unica in grado di fermare la Francia nelle competizioni che contano, e ancora una volta sarà il duello Mbappe contro Yamal a tenere il fiato sospeso del mondo intero.
Spagna 2-1 Belgio: ancora una volta la decide Merino
Al Sofi Stadium il secondo quarto di finale regala una sfida altamente equilibrata, con tanta intensità, agonismo e col risultato in bilico fino alla fine. Eppure la Spagna era la favorita assoluta del match, ed in cerca della prima semifinale dopo il Mondiale vinto nel 2010, è partita subito forte con i tentativi di capitan Rodri e di un Yamal costantemente triplicato in marcatura. Belgio estremamente compatto e stretto tra le linee, che accetta di lasciare il possesso palla ai maestri spagnoli, ma pronto a sfruttare le qualità di De Bruyne e la velocità di Doku sulla corsia. La gara si sblocca dopo il break: cross di Porro con Olmo che conclude e trova la respinta di Courtois, ma Fabian Ruiz, preferito a Pedri nell’11 iniziale, respinge in rete facendo esplodere il pubblico di fede spagnola. Sembrava in discesa per la nazionale di De La Fuente da quel momento in poi, ma il Belgio trova la forza di reagire e soprattutto di alzare il baricentro in fase offensiva: al 41′ infatti l’asse tra l’ex calciatore dell’Atalanta, Timothy Castagne, e l’attuale calciatore bergamasco De Ketelaere porta la Spagna a subire la prima rete nella competizione, ristabilendo così la parità. Secondo tempo dominato dagli spagnoli, col Belgio pericoloso in contropiede solo con De Cuyper, ma incapace di fermare il possesso palla della Spagna, che è andata vicino al gol più volte con Yamal. L’episodio decisivo arriva all’88’: Lammens, entrato in campo al posto dell’infortunato Courtois, non trattiene la sfera sulla botta di Cubarsi da lontano, favorendo il tocco vincente del neo-entrato Merino, che come col Portogallo segna dopo pochi minuti il suo ingresso in campo e regala il passaggio del turno alla sua Nazionale. Al fischio finale lacrime per Witsel, Lukaku e De Bruyne, probabilmente al loro ultimo Mondiale col Belgio, e ultimi superstiti della generazione d’oro belga. Per la Spagna sarà supersfida contro la Francia, col sogno di vincere il secondo mondiale della propria storia.
Norvegia 1-2 Inghilterra: è Bellingham l’uomo in più degli inglesi
Al Hard Rock Stadium sia Norvegia che Inghilterra cercano di scrivere una pagina indelebile della propria storia, con i norvegesi al loro primo storico quarto di finale mondiale, mentre inglesi a caccia della prima semifinale di Coppa del Mondo fuori dai confini europei. Gara bloccata dalla tensione e anche dal clima di Miami, ma che si sblocca al 36′: tiro cross di Schjelderup che scavalca Pickford e finisce in rete. La reazione dell’Inghilterra è quasi immediata: asse tra il neo acquisto del Barcellona Anthony Gordon e Bellingham, col fuoriclasse del Real Madrid che entra in area e supera Nyland. Secondo tempo che vede la Norvegia sfiorare la rete con Sorloth prima e con un colpo di testa di Haaland poi. Norvegia che era passata in vantaggio con Heggem da angolo, ma rete annullata per fallo di Haaland su Anderson. Gara che scivola ai supplementari, e che si sblocca quasi subito dopo: Nyland respinge male una conclusione debole di Rogers, palla sui piedi di Bellingham che sigla il suo 6 gol nella competizione. Successivamente il VAR annulla un rigore per l’Inghilterra, che soffre fino alla fine ma che conquista la sua quarta semifinale di sempre. E il mondo intero si fermerà per assistere a una delle sfide più affascinanti che ci siano: Inghilterra contro Argentina, e nel ricordo di Maradona, sarà sfida tra Kane da una parte e Messi dall’altra, entrambi pronti a trascinare la loro nazionale fino alla finale.
Argentina 3-1 Svizzera: ancora una volta gli argentini vincono nei supplementari e passano il turno
Al Arrowhead Stadium è un quarto finale che sembra di facile lettura con l’Argentina nettamente favorita, e che passa in vantaggio dopo neanche 10′ di gioco: Messi disegna un corner a rientrare perfetto per Mac Allister che tocca e trasforma in rete. Match che vede da quel momento in poi una Argentina compatta ma decisamente troppa bassa come baricentro, disposta ad accontentarsi solo di possibili contropiedi, e al contrario una Svizzera a gestire il pallone e nella ricerca costante della giocata giusta in fase offensiva. E al minuto 67′ la Svizzera trova il meritato pareggio: scambio tra ex calciatori di Serie A, con Rodriguez che serva Ndoye, conclusione perfetta dell’ex Bologna a superare Martinez e a firmare l’1-1. Poco dopo però arriva il cartellino rosso per Embolo: simulazione a centrocampo davvero inspiegabile e secondo cartellino giallo con conseguente espulsione. Gara che va ai supplementari, con l’Argentina adesso padrona del campo e che produce tante occasioni da rete, e al 112′ arriva la giocata meravigliosa di Julian Alvarez: dai 25 metri e dalla parte sinistra del campo lascia partire un tiro a girare che supera Kobel e che porta in vantaggio la squadra di Scaloni. Poco dopo arriva anche la terza rete per l’Argentina, con Lautaro Martinez che ribatte in rete dopo una deviazione. La Svizzera esce a testa alta e dopo un ottimo torneo, per l’Argentina ancora una volta tanta sofferenza ma soprattutto tanto cuore e quella capacità di non morire mai, di ribaltare le gare e trasformare l’impossibile in possibile, grazie ovviamente al suo capitano e leader Lionel Messi, miglior assistman e marcatore di sempre della competizione, che continua a regalare prestazioni divine e ad salvare i suoi nel momento del bisogno. Sarà proprio Messi a guidare l’Argentina contro l’Inghilterra in semifinale, per scrivere una nuova pagina di storia mondiale.
