Il Gran Premio d’Austria 2026 si è disputato sullo spettacolare RedBull Ring, un tracciato di 4318 metri e caratterizzato da 10 curve (3 a sinistra e 7 a destra), sviluppato ad un’altitudine compresa tra i 660 e i 700 metri sul livello del mare, un fattore che incide sia sull’aerodinamica delle monoposto sia sul raffreddamento delle power unit. Le pendenze raggiungono il 12% nei tratti in salita e i 71 giri in programma hanno messo a dura prova piloti e vetture.
L’anticiclone africano non ha certamente risparmiato Spielberg: infatti il cielo sereno e l’assenza di pioggia hanno fatto alzare la temperatura dell’aria fino a 35°C, mentre quella dell’asfalto fino a 53°C. L’umidità relativamente bassa, intorno al 30-35%, non ha impedito l’elevato stress termico, con un indice di calore superiore ai 31°C durante la gara. Il vento, debole e con raffiche fino a 25 km/h, ha avuto un impatto limitato.
La griglia
La pole position è stata conquistata da George Russell (Mercedes) con più di qualche polemica di fondo poiché convalidata dalla direzione di gara proprio nel corso dell’incidente di Verstappen all’ultimo giro del Q3. Una prima posizione in griglia che pesa considerando la lotta per il titolo tra Antonelli, Lewis Hamilton, che prima della gara si trovava a -41 punti dal leader di classifica, e lo stesso pilota inglese che si trovava invece a -50. Per questo motivo la Ferrari è partita seconda con Charles Leclerc e terza con Lewis Hamilton. A seguire sono partiti in ordine, dietro la Mercedes e le due Ferrari, Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), Max Verstappen (RedBull), Lando Norris (McLaren), Oscar Piastri (McLaren), Isack Hadjar (RedBull), Liam Lawson (Racing Bulls), Arvid Lindblad (Racing Bulls), Pierre Gasly (Alpine), Gabriel Bortoleto (Audi), Oliver Bearman (Haas), Nico Hulkenberg (Audi), Esteban Ocon (Haas), Franco Colapinto (Alpine), Carlos Sainz (Williams), Alexander Albon (Williams), Sergio Perez (Cadillac), Valtteri Bottas (Cadillac), Fernando Alonso (Aston Martin), Lance Stroll (Aston Martin).
La gara
La partenza della trentesima edizione del Gran Premio di Austria si è infiammata subito: il caldo torrido non ha fermato George Russell che ha spinto fin da subito per cercare di crearsi il vantaggio sulle vetture che lo seguivano. Non ha avuto vita facile perché Lewis Hamilton ha sorpassato quasi subito Charles Leclerc e ha tentato il colpo anche su di lui.
Leclerc ha subìto il sorpasso anche da Max Verstappen dopo pochi giri, vivendo un inizio di gara da incubo. Il sette volte campione del mondo della Ferrari è invece riuscito a rimanere incollato al suo rivale nella prima parte della corsa. Antonelli, invece, si è fatto notare già al secondo giro, dopo essere uscito di pista per ben tre volte. Valtteri Bottas si è ritirato al terzo giro a causa dell’elevata temperatura dei freni. La squadra è stata costretta a intervenire con gli estintori per evitare danni o situazioni pericolose. Lo stesso problema ha riguardato anche Sergio Perez e addirittura Liam Lawson che ha visto del fuoco provenire dall’impianto frenante. Cause dettate in primis dall’elevate temperature dell’aria ed in secundis dalla temperature dei freni che sono stati messi alla prova dalle curve post rettilinei da cui è costituito il circuito di Spielberg.
All’ottavo giro Antonelli ha superato Leclerc, che non ha potuto fare nulla davanti all’evidente differenza di prestazione tra le due monoposto. Le difficoltà hanno coinvolto anche Lewis Hamilton, che intorno al decimo giro ha dovuto difendersi dagli attacchi di Verstappen. Il duello è entrato nel vivo un giro più tardi: l’olandese ha superato il ferrarista in curva 3, ma Hamilton ha risposto immediatamente riprendendosi la posizione e inducendo Verstappen all’errore, con un bloccaggio dell’anteriore sinistra in curva 4. Il campione della Red Bull ha poi tentato un sorpasso impossibile all’esterno di curva 5, ma è finito leggermente in ghiaia.
Le Ferrari di Hamilton è entrata ai box molto presto, al giro 13, montando gomme hard. La scelta ha permesso di sfruttare pneumatici freschi, ma il pilota britannico si è ritrovato ad affrontare un traffico non indifferente dopo essere rientrato in undicesima posizione. Poco dopo si è fermato anche Verstappen, anch’egli per montare gomme hard, ma al rientro ha subìto l’undercut di Hamilton. A seguire sono rientrati anche Hadjar, Lindblad, il leader della gara, Oscar Piastri e Lawson.
La sfida tra Hamilton e Verstappen si è riaccesa al giro 22. I due si sono superati più volte, finché Verstappen, forte di pneumatici più freschi, ha completato il sorpasso definitivo e ha iniziato ad allungare sulla Ferrari. Antonelli è rimasto forse troppo a lungo in pista con le gomme medie con cui era partito e ha accusato problemi ai freni, perdendo tempo prezioso anche per il degrado degli pneumatici.
Il colpo di scena è arrivato al giro 25, quando la Williams di Carlos Sainz si è fermata in pista, provocando una Virtual Safety Car di breve durata, poiché il guasto è avvenuto sul rettilineo principale. Hamilton ne ha approfittato per fermarsi immediatamente e montare gomme soft, una scelta particolare in quel momento della gara. Anche Antonelli ha colto l’occasione per passare però alle gomme hard. Successivamente il pilota italiano ha superato nuovamente Leclerc, mentre Hamilton ha passato Hadjar conquistando la sesta posizione.
Al giro 36 Verstappen ha recuperato terreno su George Russell, portandosi a 2,3 secondi dal britannico. Contemporaneamente Oscar Piastri ha attaccato Leclerc, mentre alle sue spalle Hamilton lo ha seguito da vicino. L’australiano ha superato il monegasco e Hamilton si è accodato immediatamente. Verstappen ha ulteriormente ridotto il distacco da Russell fino a 1,1 secondi, facendo registrare anche il giro più veloce in quel momento.
Hamilton e Piastri sono poi rientrati nuovamente ai box, tornando in pista rispettivamente in settima e sesta posizione, ancora alle spalle di Leclerc. Il ferrarista ha spinto al massimo, riuscendo clamorosamente a riprendersi la posizione su entrambi e firmando anche il nuovo giro record della gara. Hamilton non è riuscito ad attaccare la McLaren e ha preferito gestire gli pneumatici in vista dello sprint finale. Anche Russell è tornato ai box per montare un nuovo set di gomme hard. Poco dopo Lance Stroll, diciannovesimo, è stato richiamato ai box per ritirare la vettura.
Nel frattempo Verstappen, salito al comando della corsa, ha effettuato il suo terzo pit stop, scegliendo ancora una volta gomme hard. Solo al giro 52 Antonelli ha completato la sua ultima sosta ed è rientrato in pista in terza posizione. Hamilton ha poi conquistato il quinto posto ai danni del compagno di squadra seguito da Hadjar che si è preso la sesta posizione.
Tra il giro 58 e il 59 Leclerc ha discusso via radio con il proprio team, lamentandosi delle prestazioni delle gomme hard montate durante il precedente pit stop. Il monegasco ha sottolineato che non ci sarebbe stato nulla da perdere anticipando la sosta, considerando il margine di oltre 40 secondi su Lawson. La Ferrari ha però deciso di lasciarlo in pista e, al giro 58, Leclerc ha perso anche la posizione nei confronti di Lando Norris. Soltanto al giro 60 è rientrato ai box per montare gomme soft, perdendo molto tempo e ritrovandosi a oltre 20 secondi da Norris, ma riuscendo almeno a raccogliere dati utili da gara con la mescola rossa.
Nel finale, a cinque giri dalla bandiera a scacchi, Russell, Verstappen e Antonelli si sono ritrovati racchiusi in pochi secondi, ma le posizioni non sono più cambiate. Russell ha conquistato la vittoria davanti a Verstappen e Antonelli. Alle loro spalle hanno chiuso Piastri, Hamilton, Hadjar, Norris, Leclerc, Lawson e Lindblad, che hanno completato la top ten.
In termini di classifica, Russell accorcia le distanze e recupera portandosi a 131 punti rispetto ai 171 di Antonelli e i 125 di Lewis Hamilton. Sul fronte costruttori, Mercedes mantiene il vantaggio su Ferrari, McLaren e RedBull: sono 302 i punti della scuderia tedesca rispetto ai 204 del cavallino rampante, i 159 color papaya e i 115 RedBull.
Il migliore
Il britannico è stato il grande protagonista del weekend austriaco, costruendo il successo fin dalle prime sessioni e confermandosi impeccabile in gara. Oltre alla velocità mostrata per tutto il fine settimana, George Russell ha saputo gestire con lucidità anche i momenti più delicati della corsa, mantenendo il controllo sotto pressione e amministrando alla perfezione gomme, ritmo e strategia. Una prestazione completa, matura e che gli vale meritatamente il riconoscimento di pilota di gara.
