Il Gran Premio di Silverstone è stato disputato in condizioni meteorologiche più che favorevoli. Le temperature dell’aria hanno avuto una massima di circa 26°C data la presenza di nuvole che ha caratterizzato l’intera giornata, mentre la temperatura dell’asfalto ha raggiunto i 40°C. La non presenza di precipitazioni ha favorito la visibilità dei piloti e il feeling con le gomme montate nel corso della gara su un circuito tra i più rapidi del calendario. Il tracciato, lungo 5891 metri, ha dato tanta soddisfazione al pubblico che ha assistito ad uno spettacolo costruito su 18 curve e la celebre sequenza Maggotts-Becketts-Chapel che viene affrontata ad altissima velocità e sottopone vettura e pneumatici a carichi laterali molto elevati.
Griglia di partenza
Questa volta il duello lo vince Mercedes con Andrea Kimi Antonelli che si è confermato in ottima forma davanti a tutti. Le Ferrari si sono qualificate entrambe alle spalle della Freccia d’Argento del diciannovenne italiano che sarà chiamato a difendersi dagli attacchi delle Rosse. Dunque Charles Leclerc é partito in seconda posizione e Lewis Hamilton ha chiuso il podio seguito da George Russell (Mercedes), Isak Hadjar (Red Bull), Lando Norris (McLaren), Max Verstappen (Red Bull), Oscar Piastri (McLaren), Arvid Lindblad (Racing Bulls), Liam Lawson (Racing Bulls), Gabriel Bortoleto (Audi), Nico Hulkenberg (Audi), Oliver Bearman (Haas), Carlos Sainz (Williams), Pierre Gasly (Alpine), Alexander Albon (Williams), Esteban Ocon (Haas), Valtteri Bottas (Cadillac), Franco Colapinto (Alpine), Sergio Perez (Cadillac), Alonso (Aston Martin) e Lance Stroll (Aston Martin).
La gara
Leclerc é partito benissimo e ha sorpassato, insieme al compagno di scuderia, Antonelli ed è stato subito 1-2 Ferrari. Nel frattempo Hadjar ha provato l’attacco su Russell tra curva 4 e curva 5 ma il pilota inglese non ha permesso alla Red Bull di sorpassarlo e ha capito che se non avesse spinto al massimo non avrebbe mai potuto puntare alla vittoria. Così ha raggiunto Antonelli fino ad affiancarlo ma inaspettatamente é arrivata una bandiera gialla a causa di un contatto tra Albon e Bearman. La gara é ricominciata subito perché entrambi i piloti sono rientrati in pista.
Hadjar ha poi perso potenza ed é stato superato da Max Verstappen che si é messo subito a caccia di Russell. Intanto un incidente ha costretto Oscar Piastri a cambiare il muso della monoposto. E’ rientrato in gara in ventunesima posizione. I primi giri sono stati molto frustranti anche per Russell che ha chiesto informazioni e feedback via radio riguardo la poca potenza erogata dalla propria vettura.
Durante il giro 6 Hamilton é stato investigato per falsa partenza. E’ stato infatti confermato un micromovimento da parte della 44 all’accensione della quinta luce di partenza. Il regolamento é molto chiaro in casi come questi: i micromovimenti, da parte delle vetture, sono consentiti fino all’accensione della terza luce di partenza. Dunque Hamilton é stato giustamente penalizzato per cinque secondi.
La Ferrari ha deciso di non avvisare sul momento il pilota britannico per cercare di non distrarlo poiché impegnato nell’inseguimento di Leclerc, che verso il nono giro ha guadagnato quasi tre secondi di vantaggio sul compagno, e nella battaglia con Antonelli che d’altra parte era visibile negli specchietti da più giri. All’undicesimo giro é giunto il sorpasso del bolognese sul rettilineo che precede Copse, e da lì si é messo subito alla ricerca del leader di gara.
Una nuova lotta si è scatenata durante il diciassettesimo giro: Max Verstappen ha approfittato delle difficoltà riscontrate da Russell sulla sua Mercedes e lo ha passato poco prima del cambio gomme. In questo modo l’olandese ha fatto perdere tempo a Russell, che già era in difficoltà, e ha montato delle gomme hard fresche da poter sfruttare in corsa. Dopo tre giri è rientrato ai box anche Hadjar, montando a sua volta gomme dure. Il francese è rientrato alle spalle di Lindblad, trovando un avversario tutt’altro che arrendevole nonostante fosse ancora sulle gomme di partenza. Hadjar ha infatti dovuto attendere il ventiquattresimo giro, dopo quattro tornate di pressione, per riuscire a prendersi l’ottava posizione.
Qualche momento più tardi è arrivato il turno di Hamilton, che è rientrato ai box pur avendo ancora pneumatici in ottime condizioni. Contestualmente, anche Russell ha effettuato la sosta, passando davanti la Ferrari del Sir per pochi decimi di secondo. Leclerc ha ceduto la leadership al talento bolognese della Mercedes per effettuare la sua sosta ai box, montando un set di gomme dure. E’ riuscito comunque a rientrare in gara davanti a Norris che, invece, ha effettuato la sosta al giro 29.
Al trentesimo e al trentunesimo giro Hamilton e Russell si sono scambiati più volte la posizione nella lotta per il quarto posto, che valeva virtualmente il podio in attesa della sosta di Kimi Antonelli. Al trentaquattresimo giro i due sono riusciti addirittura a ricongiungersi a Verstappen. Russell, che nel frattempo aveva avuto la meglio nel duello con il connazionale, inizia ad attaccare l’olandese, ma proprio in quel momento si accorge di avere una microforatura a uno degli pneumatici posteriori ed é stato costretto ad effettuare una sosta nel giro successivo. Al 35 Antonelli, dopo una gestione delle gomme a dir poco impeccabile, è rientrato ai box. La sua sosta è stata però rallentata da una vettura che gli ha quasi compromesso l’ingresso, facendogli perdere secondi preziosi e facendolo rientrare in pista a 7.5 secondi dal leader di gara, Charles Leclerc. Successivamente Hamilton é passato davanti a Max Verstappen conquistando la terza posizione. Qualche istante più tardi l’Audi di Hulkenberg si è fermata a Copse e la corsa è stata rallentata da una virtual safety car. Leclerc, Antonelli e Hamilton non hanno fatto in tempo ad approfittare di una sosta gratuita – a differenza di Verstappen, Norris e Hadjar – e sono rimasti in pista con le hard che avevano precedentemente montato.
Al quarantaduesimo giro è arrivata un’incredibile svolta. Antonelli ha improvvisamente accusato una perdita di potenza e un marcato sovrasterzo, problemi che lo hanno costretto a rientrare ai box per sostituire l’ala anteriore e montare un nuovo treno di pneumatici. Tuttavia, i meccanici non si sono accorti che un detrito non identificato era rimasto incastrato tra le sospensioni, costringendo il pilota italiano a effettuare un’ulteriore sosta pochi giri più tardi e a perdere ulteriore tempo e numerose posizioni. Nello stesso frangente è arrivato anche il ritiro di Albon, a completare un weekend da dimenticare per la Williams.
Il colpo di scena decisivo è arrivato al giro 48: Verstappen ha perso il controllo della sua Red Bull finendo in ghiaia. L’episodio ha provocato l’ingresso della safety car, ribaltando nuovamente gli equilibri della gara. La sfortuna che fino a quel momento aveva accompagnato Russell si è così trasformata in un’insperata opportunità. Il pilota Mercedes ha scelto di rimanere in pista durante il regime di safety car, mentre Hamilton, allora secondo, ha approfittato della sosta “gratuita” per puntare sulle gomme morbide. Una scelta che si è rivelata decisiva perché la safety car non è più rientrata e la corsa si è conclusa dietro la vettura di sicurezza. Leclerc, forte del grande margine costruito nelle fasi precedenti, ha mantenuto la leadership e ha conquistato la vittoria nonostante la sosta finale. Alle sue spalle ha chiuso Russell, premiato dalla strategia, mentre Hamilton ha completato il podio in terza posizione. Ai piedi del podio ha terminato Norris, seguito da Hadjar, Lawson, Lindblad, Bortoleto, Antonelli e Colapinto per la top ten.
Per Antonelli il risultato finale non ha reso giustizia alla prestazione mostrata durante tutta la durata della gara. Dopo essere precipitato in classifica a causa dei problemi tecnici e delle numerose soste, il pilota italiano ha dovuto scontare anche una penalità per il superamento dei track limits, non riuscendo nemmeno ad andare a punti.
La classifica piloti adesso parla chiaro: sta iniziando a compattarsi un gruppo che qualche gara fa soffriva del dominio indiscutibile di Antonelli. Questa volta il pilota italiano resta a secco di punti e rimane fermo a quota 179 in classifica, permettendo a Russell di recuperare terreno e salire a 154 punti. Hamilton, grazie al terzo posto, raggiunge quota 147, mentre Leclerc, con questa vittoria, sale a 108 punti e supera Norris, fermo a 97.
Il migliore
Ferrari ha festeggiato la 250ª vittoria in F1 con un Leclerc infuocato: una prestazione impeccabile ed un auto che ha dimostrato di tenere testa alla Mercedes. Il monegasco é indiscutibilmente stato il miglior pilota in gara mettendo in pista grinta, determinazione e una rabbia agonistica da Predestinato. Il finale di gara non ha permesso a Charles Leclerc di chiudere nel migliore dei modi, ma è finalmente arrivata la vittoria tanto attesa, nel momento forse più difficile della stagione. Un successo che premia il lavoro svolto dal pilota Ferrari, il quale nelle ultime settimane aveva più volte ribadito di essere concentrato nel risolvere i problemi che lo avevano limitato.
Leclerc ha saputo reagire, dando il massimo e trovando il giusto feeling con la vettura. Il risultato è una vittoria importante, che gli consente non solo di ritrovare fiducia, ma anche di accorciare le distanze dal suo compagno di squadra, Sir Lewis Hamilton, nella classifica piloti.
