Nel cuore dei Campi Flegrei si nasconde un patrimonio unico al mondo: il Parco Sommerso di Baia, una città romana inghiottita dal mare che racconta duemila anni di storia attraverso reperti perfettamente conservati.
Baia è situata nel comprensorio dei Campi Flegrei ovvero Ardenti poiché tutta l’area rappresenta la caldera dell’omonimo vulcano nato circa 15000 anni fa durante l’eruzione del tufo giallo napoletano e il cui cratere è rappresentato dall’attuale golfo di Pozzuoli. Tale evento però, si verificò all’interno di un altro cratere molto più grande i cui resti costituiscono l’attuale golfo di Napoli, ossia l’eruzione dell’Ignimbrite campana avvenuta circa 39000 anni fa.
I primi insediamenti abitativi nacquero nel III secolo a.C. e raggiunsero il massimo splendore nel I sec. a.C., Baia divenne quindi una delle località più prestigiose dell’Impero Romano. Le villae, rispecchiando la ricchezza ed il grado sociale dei rispettivi proprietari, avevano un aspetto maestoso, finemente rifinite e dotate quasi tutte di peschiere o piscine per l’allevamento delle murene: vera prelibatezza culinaria a quell’epoca.
Al termine della Repubblica, Baia fu eletta residenza estiva degli imperatori romani e soprannominata “la piccola Roma”.
Il paesaggio, caratterizzato da una rigogliosa vegetazione e da uno splendido panorama sul golfo, affascinava visitatori e poeti. Lo stesso Orazio, grande poeta lirico e satirico latino, come si legge sulla lapide all’ingresso del viale d’accesso, scrive “Nullus in orbe sinus Baiis praelucet amoenis”: nulla al mondo splende più dell’ameno golfo di Baia.
Nello specifico, il parco sommerso di Baia è un’area marina protetta definita “la Pompei sommersa”, poiché ha una struttura simile a quella della città romana. Istituita nel 2002 con decreto congiunto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e di quello per i beni e le attività culturali, l’area rappresenta, assieme al parco sommerso di Gaiola, un esempio unico in ambito Mediterraneo di protezione archeologica e naturalistica subacquea. Le due aree protette, inserite a terra nel più vasto contesto del parco dei Campi Flegrei di competenza della Regione Campania, si propongono a favore della tutela e lo studio dei reperti archeologici sommersi in tali aree congiuntamente alla salvaguardia degli ecosistemi marini e costieri.
La particolarità di tali zone è legata al fenomeno vulcanico del bradisismo che ha interessato da sempre l’intera costa nord dell’area napoletana.
Il bradisismo, che da secoli interessa l’area dei Campi Flegrei, ha provocato il progressivo abbassamento della costa, sommergendo fino a 6-8 metri l’antica linea costiera romana. Un tempo rinomata località di villeggiatura dell’aristocrazia, la zona ospitava la celebre villa imperiale del Pausilypon, appartenuta a Publio Vedio Pollione che alla sua morte lasciò tutti suoi beni all’imperatore Augusto, compresa Pausilyon.
Fra gli ambienti di maggiore pregio, che oggi si trovano inabissati, vi è il ninfeo di Punta Epitaffio, triclinium con funzione di sala per banchetti risalente all’epoca dell’imperatore Claudio, le cui statue sono state trasferite all’interno del Museo archeologico dei Campi Flegrei dove l’ambiente è stato ricostruito. Inoltre si trovano sommersi su tale costa i resti dei porti commerciali di Baia: Lacus Baianus ed il Portus Julius. Mosaici, colonne, strade e sculture giacciono a pochi metri di profondità, immersi in un ricco ambiente naturale caratterizzato da praterie di posidonia oceanica e numerose specie marine.
Grazie all’eccezionale stato di conservazione dei reperti e al valore naturalistico dell’area, questo tratto di mare rappresenta un patrimonio unico, spesso definito una piccola e suggestiva “Atlantide romana“.
Il parco inoltre può essere visitato in diversi modi. Gli appassionati possono scegliere snorkeling o immersioni guidate, attività adatte anche ai principianti e alle famiglie, accompagnati da istruttori esperti che illustrano la storia e i reperti sommersi.
Per chi preferisce restare all’asciutto è disponibile il Cymba, un battello dal fondo finestrato che permette ai visitatori di osservare il sito archeologico direttamente sotto il livello del mare. Durante la navigazione, una guida accompagna i visitatori alla scoperta delle ville romane, dei reperti archeologici, della fauna marina e dei fenomeni vulcanici sottomarini.
Baia ancora oggi affascina visitatori e studiosi, confermandosi simbolo dell’incontro tra la forza della natura e la grandezza della civiltà romana.
