Il GP degli USA è stato caldo e asciutto: la copertura nuvolosa si è rivelata più diffusa rispetto ai giorni precedenti. Il clima mite ha registrato temperature oscillanti tra i 27 e i 29°C per la corsa da 56 giri.
Il Circuit of the Americas (COTA) è situato ad Austin, in Texas, ed è uno dei tracciati più iconici del calendario di Formula 1. Il circuito si sviluppa su 5.513 metri e presenta 20 curve, di cui 11 a sinistra e 9 a destra, combinando lunghi rettilinei, curve ad alta velocità e importanti dislivelli.
Griglia di partenza
Antonelli (Mercedes) ritorna in prima linea seguito da Max Verstappen (Red Bull), Isack Hadjar (Red Bull), Charles Leclerc (Ferrari), Lewis Hamilton (Ferrari), George Russell (Mercedes), Oscar Piastri (McLaren), Lando Norris (McLaren), Liam Lawson (Racing Bulls), Pierre Gasly (Alpine), Nico Hulkenberg (Audi), Fernando Alonso (Aston Martin), Oliver Bearman (Haas), Arvid Lindblad (Racing Bulls), Esteban Ocon (Haas), Carlos Sainz (Williams), Alexander Albon (Williams), Sergio Perez (Cadillac), Valtteri Bottas (Cadillac), Franco Colapinto (Alpine), Gabriel Bortoleto (Audi) e, infine, Lance Stroll (Aston Martin) partito dalla pit lane.
La gara
Andrea Kimi Antonelli è partito più veloce che mai e sembrava stesse già scappando alla prima curva. Alle sue spalle le due Ferrari sono partite altrettanto bene e hanno immediatamente sorpassato Hadjar. Dopo pochi secondi, le due Rosse si sono affiancate ruota a ruota, mettendo pressione al quattro volte campione del mondo, Max Verstappen. L’olandese non ha potuto resistere all’attacco del monegasco, che ha completato un incredibile sorpasso nello snake.
I due si sono ostacolati a vicenda in un acceso duello, con Verstappen che ha trovato la reazione immediata e ha completato il controsorpasso. La battaglia si è però interrotta al secondo giro, quando la Virtual Safety Car è stata attivata a causa di alcuni detriti sparsi lungo la pista. La bandiera gialla, non senza qualche problema tecnico al sistema, è durata poco, permettendo alla gara di riprendere regolarmente.
Ci sono stati dei contatti come quello tra Sainz e Lindblad e quello tra Russell e Piastri, nel corso del primo giro. Russell, che partiva dalla sesta posizione, era impegnato a difendersi dal pilota McLaren. All’ingresso di curva 12 è uscito oltre i limiti della pista e, rientrando prima di curva 13, si è ritrovato davanti Piastri e ha mantenuto la posizione. I commissari hanno stabilito che l’uscita di pista gli avesse procurato un vantaggio duraturo e dunque gli hanno assegnato 5 secondi di penalità.
Fernando Alonso, scattato dalla dodicesima posizione, è precipitato fino alla diciassettesima, ma non si è arreso, continuando a spingere per recuperare il maggior numero di posizioni possibile.
Al giro 14 il primo a rientrare ai box è stato Max Verstappen montando gomme soft evidentemente per evitare l’undercut di Charles Leclerc. Al giro 15 lo ha seguito Hamilton che ha scelto gomma media e ha quindi cercato una strategia differente rispetto all’olandese. Al giro 16 stessa scelta anche per la Ferrari di Leclerc. E’ toccato anche alle due McLaren che hanno montato gomme dure.
Poco dopo la direzione di gara ha assegnato 10 secondi di penalità a Bearman per un contatto con Pierre Gasly.
Antonelli, essendo partito con gomme medie, ha tardato nell’effettuare la sua prima sosta di gara e, solo al giro 25, ha messo in atto la sua strategia: montare gomme dure da tenere fino a fine gara.
Hadjar ha compiuto un ottimo lavoro di gestione degli pneumatici, riuscendo a prolungare lo stint sulle soft fino al giro 26, quando è rientrato ai box per montare le gomme dure e affrontare la seconda parte di gara.
Col completamento del secondo pit stop di gara di Max Verstappen, al giro 32, la top ten ha temporaneamente preso questa forma: Leclerc al comando con Antonelli attaccato alle sue spalle, Hamilton poco più dietro seguito da Norris, Verstappen, Hadjar, Piastri, Russell, Lawson e Gasly.
Il monegasco non è riuscito a difendersi con gomme più usurate e ha dovuto consegnare la leadership di gara al pilota italiano, che godeva anche di maggior potenza motore.
Al giro 39 Hamilton è rientrato ai box per effettuare la seconda sosta della corsa, montando un nuovo set di gomme dure. Il britannico è tornato in pista in sesta posizione. Al giro 42, la Ferrari ha adottato la medesima opzione anche per Leclerc. Il monegasco è rientrato in quarta posizione, proprio davanti il sette volte campione del mondo che però era a quasi 10 secondi di distanza.
Al giro 49 è iniziata la grande gara del numero 16, protagonista di due sorpassi fulminei su Lando Norris e Max Verstappen, superati con una superiorità impressionante.
Al giro 51 Hamilton, invece, ha completato la rimonta raggiungendo Lando Norris e superandolo, conquistando così la quarta posizione.
Un giro dopo è stata chiamata in causa la Virtual Safety Car per problemi al motore per la monoposto di Valtteri Bottas. La gara è ripartita al giro 54 senza ulteriori colpi di scena: in questo modo Antonelli ha potuto blindare il suo dominio ad Austin seguito da Leclerc, Verstappen, Hamilton, Norris, Hadjar, Piastri, Russell, Lawson, Gasly, Hulkenberg, Lindblad, Bortoleto, Ocon, Stroll, Alonso, Albon, Sainz e Perez. Oltre Bottas si sono ritirati anche Colapinto e Bearman.
Il Gran Premio di Austin ridisegna gli equilibri del Mondiale, con Kimi Antonelli saldamente al comando della classifica piloti a quota 365 punti, davanti a George Russell (242), Lewis Hamilton (241), Max Verstappen (236), Charles Leclerc (233) e Lando Norris (211). Tra i costruttori, invece, Mercedes consolida la propria leadership con 607 punti, portandosi a +133 sulla Ferrari (474). Resta apertissima la sfida per il terzo posto, con McLaren e Red Bull appaiate a quota 355 punti.
Il migliore
Pilota della gara: Kimi Antonelli! Una prestazione impeccabile ad Austin, fatta di ritmo, precisione e gestione perfetta della corsa. Il giovane italiano ha dimostrato una maturità da campione del mondo, confermandosi protagonista assoluto del Mondiale e lanciando un messaggio chiaro a tutta la concorrenza.
