Era il 15 settembre 2024 quando Chiara Jaconis passeggiava tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli insieme al fidanzato quando, ad un certo punto, venne colpita alla testa da una statuetta precipitata dall’alto. Ricoverata in coma, dopo due giorni morì per le gravissime lesioni.
Il responsabile, un ragazzino che aveva 13 anni quando avvenne la tragedia. Per l’accusa, i genitori erano a conoscenza dei comportamenti pericolosi del figlio, come lanciare nel vuoto gli oggetti, ma non avrebbero adottato misure adeguate per impedirlo. Da qui la contestazione di omessa vigilanza.
Di tutt’altro avviso la linea difensiva, che respinge ogni responsabilità e contesta l’intero impianto accusatorio.
Chiara Jaconis: rinviato l’inizio del processo
Il responsabile che ha fatto cadere la statua è un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 13 anni, difatti era stato prosciolto con sentenza di non luogo a procedere, dal momento in cui non era imputabile. I genitori del ragazzo chiesero che venisse prosciolto nel merito, sostenendo che non vi siano elementi sufficienti per attribuirgli il lancio.
Inoltre, hanno sempre disconosciuto anche la proprietà della statuetta. Lo scorso 26 giugno sono stati rinviati a giudizio e devono rispondere di omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza. Per il momento, l’inizio del processo della tragedia che ha coinvolto questa famiglia e la 30enne Chiara Jaconis è stato rinviato al 27 novembre.
