Dopo la pausa estiva la Formula Uno ricomincia a dare spettacolo sul circuito di Zandvoort: 4259 metri di lunghezza che riservano ben 14 curve e 72 giri.
Zandvoort è un circuito “old school”, caratterizzato da curve veloci, cambi di direzione, carreggiata stretta e spettacolari sopraelevazioni, dove una vettura equilibrata e un pilota preciso fanno spesso la differenza più della velocità sul dritto.
La temperatura si è mantenuta intorno ai 17-18°C, dato che ha permesso ai protagonisti del GP d’Olanda di non soffrire, ancora una volta, il caldo estremo di questa estate 2026. Al contrario la temperatura l’asfalto ha raggiunto numeri decisamente più alti arrivando a 34°C.
La griglia
Dopo la vittoria del pilota inglese di Mercedes in Sprint, Lando Norris (McLaren) conquista la pole position seguito proprio da George Russell (Mercedes), Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), Oscar Piastri (McLaren), Lewis Hamilton (Ferrari), Charles Leclerc (Ferrari), Max Verstappen (Red Bull), Liam Lawson (Red Bull), Gabriel Bortoleto (Audi), Arvid Lindblad (Racing Bulls), Pierre Gasly (Alpine), Yuki Tsunoda (Racing Bulls), Nico Hulkenberg (Audi), Franco Colapinto (Alpine), Esteban Ocon (Haas), Alexander Albon (Williams), Carlos Sainz (Williams), Fernando Alonso (Aston Martin), Lance Stroll (Aston Martin), Oliver Bearman (Haas), Valtteri Bottas (Cadillac) e Sergio Perez (Cadillac).
La gara
Al via c’è stata un’ottima partenza di Antonelli e Leclerc che sono riusciti a concludere i seguenti sorpassi: Kimi ha preso la posizione sul proprio compagno di scuderia mentre Charles ha addirittura fatto doppietta passando prima Lewis Hamilton e poi Oscar Piastri. Liam Lawson, in una delle prime curve, ha provato il colpo su Max Verstappen e così facendo ha indirettamente inviato un messaggio a Red Bull dimostrando valore e carattere fin da subito.
L’ultima curva del secondo giro si è rivelata fatale per la gara dell’idolo olandese: Max Verstappen ha perso il controllo della monoposto ed è andato a muro toccando prima il lato sinistro della pista e poi il destro.
Poco più indietro, anche Bortoleto ha perso il controllo della vettura nello stesso punto in cui Verstappen aveva perso il posteriore. Il pilota Audi, però, grazie alla prontezza di riflessi e anche a una buona dose di fortuna, è riuscito a riprendere il controllo della monoposto, evitando qualsiasi contatto e ulteriori conseguenze.
Fortunatamente, il pilota della Red Bull è uscito illeso dal violento impatto, che ha però costretto la direzione gara a esporre la bandiera rossa. La monoposto, infatti, era rimasta ferma in un punto della curva caratterizzato da scarsa visibilità, mentre uno pneumatico si era staccato dalla vettura, finendo al centro della pista. Considerando la carreggiata particolarmente stretta del circuito, è già un dato positivo che nell’incidente non sia rimasto coinvolto nessun altro pilota. Dunque tutti i piloti si sono fermati nella corsia dei box attendendo l’intervento degli operatori di pista.
A fine intervento le monoposto sono rientrate in pista per il secondo giro di formazione della gara ma un nuovo episodio si è preso la scena: la vettura di Bearman si è improvvisamente fermata ma in un punto che ha reso agevole la rimozione immediata della Haas del pilota britannico. Così le squadre sono state costrette a ripetere, ancora una volta, il formation lap.
La bandiera verde ha finalmente sancito la ripresa della gara. Al nuovo via, Antonelli, autore di un’ottima partenza, ha subito provato a insidiare Norris, attaccandolo all’interno di curva 1 e riuscendo a completare il sorpasso. Charles Leclerc, invece, ha nuovamente ceduto la posizione a Piastri, rientrato in pista con pneumatici hard. Il pilota australiano ha poi sopravanzato anche George Russell, apparso in evidente difficoltà, ricongiungendosi così al compagno di squadra in terza posizione. A fare la differenza è stato il comportamento degli pneumatici. Le hard hanno garantito maggiore efficacia rispetto alle soft, che hanno mostrato notevoli difficoltà nel raggiungere il giusto livello di aderenza in quel momento. Leclerc, in particolare, ha provato a spingere al massimo, senza però riuscire a ottenere dalle gomme la risposta aspettata.
Al giro 18 Russell è stato chiamato dalla scuderia per montare gomme dure ed è rientrato in nona posizione alle spalle di Hulkenberg, sorpassato poco dopo. Al giro successivo è arrivato il turno di Piastri che ha effettuato una sosta tutt’altro che veloce montando pneumatici duri. Il pilota della McLaren infatti non è riuscito a rientrare in pista davanti al britannico della Mercedes, scivolando così in settima posizione. Gasly e Tsunoda sono invece tornati in pista rispettivamente in tredicesima e quattordicesima posizione. Pit stop anche per Hülkenberg, che ha optato per una gomma soft e ha ripreso la gara in tredicesima posizione, davanti a Tsunoda.
Al giro 22 Antonelli e Norris hanno effettuato la sosta e hanno ripreso la gara rispettivamente in seconda e terza posizione, dietro a Lewis Hamilton, unico tra i piloti di testa a non aver ancora effettuato il pit stop. Poco dopo è giunto il momento di Leclerc e Lawson i quali hanno lasciato spazio a Russell che è tornato ad occupare la quarta posizione. Al giro 26 anche Hamilton è rientrato ai box per montare le gomme dure.
Gasly, che occupava la dodicesima posizione, ha perso tempo alle spalle di Sainz e Lindblad, entrambi impegnati a gestire il ritmo in attesa della sosta ai box. Il pilota Alpine è riuscito a sopravanzare Lindblad, ma nel tentativo di prendersi anche la posizione di Sainz è incappato in un bloccaggio, perdendo terreno e scivolando in tredicesima posizione, alle spalle di Hülkenberg. Il tedesco ha approfittato della situazione per superare a sua volta Lindblad e conquistare la posizione. Nel frattempo, anche Albon e Sainz hanno effettuato la propria sosta, lasciando la pista ai piloti alle loro spalle.
Dopo questa prima sessione di soste si è stabilita la seguente top ten: Antonelli al comando seguito da Norris, Russell, Piastri, Leclerc, Hamilton, Lawson, Alonso, Hulkenberg e Tsunoda.
Al giro 34, Leclerc ha raggiunto la monoposto di Oscar Piastri, dando vita a un intenso duello. Il pilota della Ferrari ha infine avuto la meglio, completando il sorpasso al termine di una manovra al limite, che ha visto le due monoposto arrivare a un passo dal contatto. Il pilota McLaren è uscito senza energia dallo scontro col monegasco tanto che è stato raggiunto da Sir Lewis che ha approfittato del rettilineo di partenza per conquistare la quinta posizione.
Le seconde soste non hanno tardato: al giro 41, Antonelli e Russell sono rientrati ai box per il cambio gomme (dure), mentre le Ferrari hanno provato ad allungare il più possibile il proprio stint per guadagnare tempo in pista. I due piloti Mercedes sono tornati in gara rispettivamente in quarta posizione, alle spalle di Hamilton, e in sesta posizione, dietro a Piastri.
Hamilton, via radio, ha espresso tutto il proprio disappunto nei confronti della strategia adottata dalla squadra, lamentando la perdita di tempo prezioso alle spalle del monegasco, il cui ritmo di gara era inferiore rispetto a quello del britannico. La soluzione è stata quella di far rientrare Leclerc ai box per il cambio gomme, dando contestualmente strada a Hamilton, che è così salito in seconda posizione. Il monegasco è tornato in pista in sesta posizione, a circa sette secondi da Russell. Al giro 48 è stato poi il turno di Norris, che ha effettuato il pit stop lasciando temporaneamente la testa della gara a Hamilton e rientrando in pista in terza posizione, alle spalle del sette volte campione del mondo e di Antonelli. Ai box anche Lawson.
Al giro 54, Hamilton, Antonelli e Norris si sono ritrovati racchiusi in pochi decimi, dando vita a un appassionante duello per la vittoria del GP. A spuntarla nel confronto per la seconda posizione è stato Norris, che ha superato Antonelli. Hamilton, alle prese con pneumatici più usurati, è diventato così facile preda dei suoi inseguitori, scivolando in terza posizione.
Ulteriore colpo di scena al giro 55: anche l’altra Haas è stata costretta al ritiro per un problema di affidabilità, provocando l’ingresso della virtual safety car. Ne hanno approfittato le due Ferrari, che al giro successivo sono rientrate ai box per effettuare la loro seconda sosta della gara, montando pneumatici soft. Sosta anche per Piastri e Antonelli.
Si è dunque assistito a una vera e propria rivoluzione della classifica, con Norris al comando e le due Mercedes a completare il podio provvisorio. Alle loro spalle Hamilton, Leclerc, Piastri, Lawson, Hülkenberg, Alonso e Tsunoda.
Al giro 66, la Mercedes si è accorta del rapido avvicinamento di Hamilton alle due vetture della squadra e ha quindi deciso di invertire le posizioni, lasciando Antonelli davanti. L’obiettivo era permettere all’italiano di provare a riportarsi su Norris, distante però 11 secondi, cercando al contempo di proteggere Russell dall’attacco di Hamilton. Infine al giro 70, dopo due attacchi decisi di Hamilton su Russell, entrambi però senza successo, è arrivata l’ennesima virtual safety car, causata dai detriti rimasti in pista dopo un contatto tra le due Williams, entrambe finite fuori traiettoria. L’episodio, seppur breve, ha di fatto spento le speranze di Hamilton di tentare il colpaccio, mentre il britannico si è ritrovato a dover guardarsi da Leclerc, che nel frattempo si era avvicinato alle sue spalle.
La gara di Zandvoort si è conclusa con la vittoria di Lando Norris, autore di una grande rimonta. Antonelli ha conquistato il secondo posto, mentre George Russell ha completato il podio Mercedes in terza posizione. Alle loro spalle hanno chiuso le due Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc, rispettivamente quarto e quinto, seguite da Oscar Piastri, Liam Lawson, Nico Hülkenberg, Fernando Alonso e Pierre Gasly, a completare la top ten.
Il risultato permette ad Antonelli di consolidare la leadership del Mondiale: l’italiano sale a 242 punti, con un vantaggio di 59 lunghezze sui due inseguitori, George Russell e Lewis Hamilton, entrambi a quota 183. Norris, grazie ai 25 punti della vittoria, sale invece al quarto posto con 159 punti, davanti a Charles Leclerc (155), Max Verstappen (112) e Oscar Piastri (104).
Tra i costruttori, Mercedes continua a dominare la classifica con 425 punti, davanti a Ferrari, seconda a quota 338, e McLaren, che sale a 263 punti. Seguono Red Bull (186), Racing Bulls (66), Alpine (63), Haas (21), Audi (16), Williams (11), Aston Martin (3) e Cadillac (0).
Il migliore
Il riconoscimento di miglior pilota della gara va senza dubbio a Lando Norris, capace di conquistare pole position e vittoria. Il britannico ha saputo reagire dopo aver perso momentaneamente la leadership alla ripartenza, recuperando la prima posizione e gestendo poi con autorità il vantaggio fino alla bandiera a scacchi. Una prestazione di altissimo livello, nonostante le ottime prove di Fernando Alonso e Nico Hülkenberg, entrambi riusciti a conquistare punti dal significato importante per le proprie scuderie.
