È difficile spiegare Tim Curry a chi non lo conosceva. Attore celeberrimo per aver interpretato Pennywise in It, Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show, Hector in Mamma ho perso l’aereo, la sua bravura è sempre stata quella di scomparire dietro i suoi personaggi. Tim non esisteva più, ed è questo che ha reso questi ruoli così iconici e meritevoli di essere ricordati. Quest’uomo dai mille volti è passato a miglior vita il 25 agosto, pertanto bisogna omaggiarlo passando in rassegna alla sua grande carriera.
Le sue origini hanno luogo nella contea di Cheshire, da suo padre, un cappellano metodista di nome James, e sua madre Patricia, segretaria scolastica. Sin da piccolo ha mostrato una propensione per il canto e per le arti drammatiche, tanto che dopo due lauree in Letteratura Inglese a Cambridge, frequenta il corso di Arte Drammatica alla Birmingham University.
A Birmingham, però, Tim capisce presto che il teatro non è un ripiego rispetto alla letteratura: è la sua vera lingua. Finiti gli studi, si trasferisce a Londra, dove nel 1968 entra nel cast della produzione originale di Hair, il musical che aveva scandalizzato e affascinato l’Inghilterra con la sua nudità sul palco e il suo spirito ribelle. Non è un ruolo da protagonista, ma è lì che Curry impara il mestiere sul campo, calcando le tavole ogni sera, imparando a modulare la voce e il corpo davanti a un pubblico vero. Sono anni di gavetta, di piccole parti, di teatro sperimentale, in cui costruisce quella disciplina fisica e vocale che diventerà il suo marchio di fabbrica.
La svolta arriva nel 1973, quando Richard O’Brien lo sceglie per interpretare il Dr. Frank-N-Furter nel musical The Rocky Horror Show, messo in scena in un piccolo teatro londinese. Nessuno, all’epoca, poteva immaginare che quello spettacolo di culto, nato quasi per gioco, sarebbe diventato un fenomeno capace di attraversare i decenni. Due anni dopo, nel 1975, Jim Sharman porta la storia sul grande schermo con The Rocky Horror Picture Show, e Curry riprende il ruolo che ormai conosceva a memoria, cucito addosso come una seconda pelle.
Frank-N-Furter è un personaggio che sfida ogni categoria: uno scienziato pazzo, sensuale e minaccioso, vestito con corsetto e calze a rete, capace di essere spaventoso e comico nello stesso istante, di sedurre e disorientare con uno sguardo. Curry non lo interpreta con timidezza o ironia distante: ci si getta dentro con una convinzione totale, senza mai concedere al pubblico l’illusione che si tratti solo di una macchietta. È questa mancanza di paura, questa disponibilità a sembrare ridicolo pur di essere vero, che rende il personaggio indimenticabile. Il film, inizialmente un flop ai botteghini, diventa negli anni successivi un rito collettivo nelle proiezioni di mezzanotte, con spettatori che si travestono, recitano le battute a memoria, lanciano riso e set trasformano la sala in un set aggiuntivo. Frank-N-Furter diventa un’icona queer ante litteram, un simbolo di libertà sessuale e di rifiuto delle etichette, molto prima che certi discorsi diventassero mainstream.
Curry, dal canto suo, rifiuta sempre di lasciarsi ingabbiare da quel ruolo. Negli anni successivi lavora instancabilmente tra cinema, teatro e doppiaggio, evitando accuratamente di ripetersi. Accetta parti di villain memorabili proprio perché sa renderli umani, mai puramente malvagi: il maggiordomo Wadsworth in Cluedo, lo scienziato Long John Silver in Muppet Treasure Island, la voce di Nigel Thornberry nei cartoni animati. Ogni volta che sembra prevedibile incasellarlo, lui cambia registro, e questo lo rende un attore prezioso per i registi, capace di rubare la scena anche con pochi minuti di presenza. Come dimenticare l’iconica interpretazione di Pennywise in It, il clown che è riuscito a trasformare il divertimento in terrore, diventando uno dei personaggi più riconoscibili e disturbanti del cinema horror.
Nel 2012 Curry è stato colpito da un ictus che ha limitato molto la sua mobilità, ma che non è riuscito a fermare la sua passione per la recitazione. Il suo lavoro infatti è proseguito soprattutto attraverso il doppiaggio, e nel 2016 partecipò al remake di The Rocky Horror. Ciò dimostra la sua incredibile versatilità e capacità di trasformarsi.
Insomma, Tim Curry ha lasciato questo mondo, ma i suoi personaggi saranno sempre ricordati e resteranno eternamente sul grande schermo.
