Incastonata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Punta Licosa è una riserva marina protetta dove la natura incontaminata incontra il fascino del mito. Un’oasi di pace e pini marittimi sospesa nel tempo, una lingua di terra dove la pineta lambisce gli scogli e si protende in acque cristalline, perfetta per chi cerca paesaggi mozzafiato e un mare splendido e incontaminato.
Solo il mito però può spiegare il fascino di Punta Licosa, infatti secondo le antiche fonti il nome sarebbe legato alla sirena Leucosia, una delle tre Sirene insieme a Partenope e Ligea, creature leggendarie capaci di incantare i marinai con il loro canto fino a condurli alla morte. Leucosia però fallì nel tentativo di sedurre Ulisse e si gettò in mare trasformandosi in uno scoglio che ancora oggi emerge davanti alla costa.
Nell’Odissea, Ulisse viene messo in guardia dalla maga Circe contro il fatale canto delle sirene capace di impedire chiunque l’ascolti di far ritorno a casa. Per conoscere il loro segreto senza soccombere, l’eroe ricorre ad un astuto stratagemma ed ordina ai suoi compagni di tapparsi le orecchie con la cera e chiedendo di essere legato all’albero maestro della nave. Il fallimento provoca la disperazione delle Sirene, così Leucosia e le sue compagne si gettano in mare. Il corpo di Leucosia viene trascinato dalle correnti arrivando proprio sulle coste dell’attuale Castellabate, e il promontorio che domina questo tratto di costa avrebbe preso il suo nome: Punta Licosa.
Aldilà del mito però Punta licosa rimane una meta imperdibile per chi cerca pace, escursioni e acque cristalline. Il promontorio è ricoperto da pineta e macchia mediterranea, mentre il mare circostante fa parte di un’area marina protetta. A Punta Licosa non si può accedere con mezzi motorizzati, per salvaguardare l’ambiente e l’atmosfera che caratterizza questo luogo, tutelato e protetto dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Per raggiungere Punta Licosa quindi si possono percorrere due sentieri costieri immersi nella natura, oppure optare per un’escursione in barca. Il Sentiero Nord da San Marco di Castellabate è lungo 4,5 km ed è immerso in una pineta di pini d’Aleppo, inoltre costeggia piccole calette rocciose affacciate sul mare, mentre il Sentiero Sud parte dalla fine del lungomare di Ogliastro Marina e si snoda per 4 km nella macchia mediterranea, offrendo panorami suggestivi lungo tutta la costa.
Un’altra soluzione molto apprezzata è raggiungere Punta Licosa via mare. Escursioni e tour in barca partono soprattutto dai porti di Agropoli e San Marco di Castellabate e consentono di ammirare da vicino la costa, le calette e i fondali dell’area marina protetta.
Lungo il sentiero che collega San Marco di Castellabate a Punta Licosa si incontrano diverse calette nascoste raggiungibili attraverso brevi sentieri. Sono luoghi perfetti per chi desidera tranquillità e per gli appassionati di snorkeling grazie alla ricchezza della fauna marina.
La spiaggia principale è la Cala del Molo di Licosa, che si trova nei pressi del piccolo porticciolo, ideale per chi cerca tranquillità e fondali turchesi. Gli appassionati di snorkeling e immersioni possono esplorare ricche praterie di Posidonia oceanica che ospitano numerose specie di pesci, crostacei e organismi marini di grande interesse naturalistico. Infatti questa zona è l’habitat della triglia “Rossa di Licosa” e di specie rare come la Siriella castellabatensis. ,
Nel cuore del territorio si trova un piccolo borgo di case in pietra che in passato ospitava pescatori e contadini. Qui è presente anche la Cappella di Santa Maria del Soccorso, risalente al seicento, e il Seicentesco Palazzo Granito. A breve distanza dalla costa sorge l’Isola di Licosa, disabitata, con il suo caratteristico faro bianco e il rudere della casa del guardiano del faro. Inoltre, nelle acque che separano l’isola dal promontorio si trovano i resti sommersi di un’antica villa e di una peschiera romana utilizzata per l’allevamento delle murene tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
Oggi passeggiare tra la pineta di Punta Licosa, raggiungere l’isolotto o guardare il mare aperto significa attraversare uno dei paesaggi più evocativi del Cilento e vivere un’esperienza unica. In quest’angolo paradisiaco in cui il tempo sembra essersi fermato, il mito delle Sirene di Ulisse sembra ancora emergere dalle onde, in quel confine sottile dove la storia incontra la leggenda.
