Un missile ha colpito nella notte la base militare italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, in un nuovo episodio della crescente tensione legata al conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. Non si registrano vittime né feriti tra il personale italiano. Lo ha confermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, precisando che i militari sono stati messi in sicurezza nei bunker al momento dell’esplosione. La base colpita è Camp Singara, dove è schierato il contingente italiano impegnato nella missione di addestramento delle forze curde su richiesta del governo iracheno. Secondo quanto riferito dal comandante del contingente, colonnello Stefano Pizzotti, l’allarme per una minaccia aerea è scattato intorno alle 20.30 locali. Poco prima dell’una, un ordigno – la cui natura è ancora in fase di accertamento, tra missile o drone – ha colpito alcune infrastrutture della base, causando danni materiali ma senza coinvolgere il personale. Gli artificieri della coalizione internazionale stanno effettuando verifiche per mettere in sicurezza l’area e stabilire l’origine dell’attacco. Al momento non è stato possibile accedere completamente alla zona dell’impatto né quantificare con precisione i danni.
L’episodio si inserisce in una fase di forte escalation regionale. Nelle stesse ore Teheran ha rivendicato attacchi con droni contro due basi aeree israeliane e il quartier generale dello Shin Bet a Tel Aviv, mentre nella capitale iraniana si registrano nuovi scontri e raid. Secondo media iraniani, almeno dieci persone sarebbero morte in attacchi contro posti di blocco delle forze di sicurezza. La guerra ha già avuto ripercussioni anche fuori dall’Iran. Un attacco nel porto iracheno di Bassora ha provocato la morte di un marinaio indiano a bordo di una petroliera, mentre un drone iraniano si è schiantato su un edificio residenziale in Kuwait ferendo due persone. Le autorità irachene hanno inoltre sospeso temporaneamente le operazioni nei terminal petroliferi dopo i raid nell’area. Sul piano politico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran sarebbe “praticamente al capolinea”, sostenendo che le capacità militari e nucleari di Teheran sarebbero state “significativamente degradate”. Washington ha anche ipotizzato nuovi attacchi contro infrastrutture strategiche iraniane. La guerra sta già producendo effetti economici globali: il prezzo del petrolio Brent ha superato i 100 dollari al barile e diversi Paesi europei stanno adottando misure per contenere l’aumento dei carburanti. Dal punto di vista italiano, il governo segue l’evoluzione della crisi con attenzione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso una “ferma condanna” per l’attacco alla base di Erbil e ha confermato il contatto con l’ambasciata italiana in Iraq. Al momento non sono state annunciate modifiche alla presenza militare italiana nell’area, ma la situazione resta in costante monitoraggio.
