Nel 2021, Facebook, il social più famoso e utilizzato al mondo cambia nome in Meta. All’epoca la notizia sconvolse tutti gli utenti che però vennero subito catapultati nella presentazione del Metaverso, un nuovo mondo digitale che avrebbe rappresentato la prossima evoluzione di Internet.
Infatti, il 28 ottobre di quell’anno, Mark Zuckerberg annunciò una nuova visione del web che non avrebbe fatto alcun tipo di distinzione tra virtuale e reale. Il metaverso, all’epoca, venne descritto come una piattaforma coinvolgente, in grado di creare una sensazione di presenza, essere in un determinato posto con un’altra persona virtualmente. Il progetto nacque nel periodo post-Covid, dove smart working e altri eventi online avevano completamente cambiato le abitudini quotidiane. Tra le promesse, vi erano anche le possibilità di lavorare, giocare, fare acquisti; nuove esperienze che avrebbero amplificato le attività svolte con il computer e i cellulari. Mark Zuckerberg dichiarava: “Vogliamo costruire il Metaverso perché crediamo che il futuro sarà più immersivo e sociale, un luogo dove la presenza digitale sarà indistinguibile dalla presenza fisica.”
Negli ultimi anni però, quella idea talmente rivoluzionaria, è stata ridimensionata in maniera drastica, non solo per motivi finanziari, ma per la stessa realizzazione del progetto. Il cuore del Metaverso, la divisione Reality Labs, ha registrato ingenti perdite; solo nell’ultimo anno c’è stata una perdita di oltre 19 miliardi di dollari, con perdite cumulative che superano gli 83 miliardi dal 2020. Una delle motivazioni più plausibili è lo scarso utilizzo dei prodotti e delle attività presenti sul nuovo mondo di Zuckerberg, che non sarebbero riusciti a conquistare i già utenti di Facebook e l’approvazione del pubblico generale.
L’errore dell’azienda, così come dello stesso ideatore, non è stato quello di ambire ad un sogno lontano dalla nostra realtà quotidiana, ma di raccontare qualcosa che non si poteva davvero sperimentare, creando un senso di delusione. A peggiorare la situazione sono state le tecnologie VR/AR necessarie a creare un mondo tridimensionale. Tali visori sono da sempre dispositivi pesanti e spesso scomodi da utilizzare, non adatti all’uso quotidiano; si conta un calo globale delle vendite del 12% nel 2024, nonostante Meta sia la detentrice di oltre il 75% della quota di mercato.
Per questo motivo il pubblico non è stato convinto a sufficienza per adottare i nuovi prodotti, perché l’esperienza reale non era in linea con la promessa iniziale. La stessa piattaforma, con i suoi avatar, spazi virtuali, piattaforme immersive, non è stato immediato nel costruire una narrazione potente.
Il Metaverso non ha riscontrato un confronto positivo nemmeno con altri mondi virtuali, la piattaforma Decentraland registra meno di 8.000 utenti attivi giornalieri, dimostrando che il concetto stesso di metaverso fatica ad attrarre interesse diffuso nel pubblico. Anche la poca chiarezza sulle tempistiche e su un utilizzo concreto non ha agevolato il nuovo piano del web. Meta, nella sua dichiarazione iniziale, ha da sempre parlato di un futuro imminente, non focalizzandosi sul presente, perdendo investitori, in quanto il mondo virtuale risultasse ancora incompleto.
L’aspettativa deludente si evince non solo dal taglio delle risorse umane, a inizio 2026, del circa il 10%, ma anche nella produzione di prodotti fondamentali per la visione metaversale. Un esempio è l’applicazione Horizon Workrooms, servizio dedicato alla produttività e al lavoro collaborativo, che a partire dal 16 febbraio di quest’anno verrà ufficialmente dismessa; l’azienda sarà costretta a riorganizzare la strategia interna nel settore VR e Metaverse.
Al contempo, i dati mostrano come nonostante le perdite accumulate dal Metaverso, l’azienda ha chiuso il 2025 con numeri record di quasi 60 miliardi di dollari, grazie alle app principali. Meta ha annunciato di voler investire fino a 135 miliardi di dollari in nuovi strumenti, dichiarando “Stiamo concentrando i nostri investimenti in dispositivi wearable e intelligenza artificiale, perché sono tecnologie concrete che possono cambiare la vita quotidiana.”
Infatti, per cercare di riparare al grande danno aziendale, il CEO Mark Zuckerberg ha spostato l’attenzione altrove, focalizzandosi su nuovi prodotti come gli smart glasses AR e il nuovo fronte tecnologico: l’intelligenza artificiale. Quest’ultima, sembrerebbe rappresentare l’evoluzione del web, che era stata promessa in precedenza con il metaverso, con nuovi contenuti digitali e strumenti integrati alla vita di tutti i giorni.
Al giorno d’oggi il Metaverso rimane un sogno ambizioso, ma la delusione è dietro l’angolo. L’azienda deve dimostrare agli utenti di potersi fidare nuovamente dei propri prodotti e delle proprie piattaforme, per riportare al mondo una nuova narrazione, che si spera riesca ad essere in linea con la realtà quotidiana.
