Quattro persone, tra cui un 16enne, sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso per aver aggredito un ventunenne, colpito con 14 coltellate lo scorso 19 settembre in via Giacomo Savarese nel centro di Napoli.
Provvedimenti cautelari per i quattro ragazzi
Tra Napoli e Casoria sono stati eseguiti i provvedimenti cautelari questa mattina, 21 ottobre, dai militari del Comando provinciale, con il supporto dei nuclei Cinofili ed Elicotteri. Per tre ragazzi, tutti maggiorenni, sono state emesse tre ordinanze di custodia cautelare in carcere dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Anche un minorenne di 16 anni è stato ritenuto coinvolto nell’aggressione, il cui provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale per i minorenni su richiesta della Procura minorile.
L’agguato al ventunenne, poi le 14 coltellate
Il Nucleo operativo della compagnia Napoli-Stella e coordinate dalle due Procure, hanno effettuato le indagini che hanno permesso di ricostruito le fasi dell’attacco. Il ventunenne sarebbe stato colpito più volte da un’arma da taglio in diverse parti del torace, sul lato anteriore, posteriore e laterale; in tutto 14 le ferite riportate, che hanno interessato zone vitali del corpo.
Approfondita anche l’attività degli indagati sui social network da parte degli investigatori, le cui analisi avrebbero fatto emergere messaggi contenenti minacce di morte rivolte alla vittima e ai suoi familiari, pubblicati già nei mesi precedenti al riferimento.
L’aggravante mafiosa
Al centro dell’inchiesta anche i contesti familiari di provenienza dei quattro indagati, che, secondo quanto emerso, sarebbero storicamente legati agli ambienti della criminalità organizzata tra Forcella, la Maddalena e via dei Tribunali. Alcune di queste famiglie avrebbero fatto parte del cartello camorristico Amirante-Brunetti-Sibillo-Giuliano. Quindi, l’accusa di tentato omicidio è contestata con l’aggravante del metodo mafioso per le presunte relazioni e le intimidazioni che avrebbero preceduto l’episodio.
I tre maggiorenni, una volta terminate le operazioni, sono stati trasferiti nel carcere di Secondigliano mentre il sedicenne è stato accompagnato al Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. L’inchiesta sta intanto proseguendo per fare piena luce sulla responsabilità dei quattro indagati e sul contesto in cui è maturata l’aggressione del 19 settembre.
