In provincia di Benevento, nel cuore del Sannio, sorge uno dei borghi più affascinanti della Campania: Sant’Agata de’ Goti. A circa 159 metri sul livello del mare, Sant’Agata de’ Goti è definita la “perla del Sannio”. Si tratta di un borgo millenario che conserva arte, cultura e tradizione, famoso per le sue mele annurche, il vino pregiato e i tartufi neri. Il centro storico si contraddistingue per i suoi vicoli, le abitazioni in pietra, ma soprattutto le sue chiese che raccontano secoli di cultura e spiritualità. Sant’Agata de’ Goti è costituita sostanzialmente da due parti: una costruita recentemente, più moderna e attuale, l’altra che risale ai tempi dei romani.
Sant’Agata de’ Goti si allunga su una terrazza tufacea scavata nei secoli dal fiume Isclero e Martorano. Sorge sul sito della antica città sannitica di Saticula che nel 313 A.C fu colonia romana.
Di antiche origini sannitico-romane, Sant ‘Agata de’ Goti, trae il suo nome da una colonia di guerrieri Goti che, sopravvissuti alla sconfitta di Totila nel 553, si insediarono nella zona come sudditi dell’Impero. La cittadina ebbe una notevole importanza strategica e commerciale durante il Medioevo, soprattutto sotto il dominio longobardo e normanno. Infatti fu un importante sede di castaldato sotto i Longobardi, in seguito possesso dei normanni, e ospitò, nel 1100, Papa Pasquale II. Concessa in feudo poi alle più illustri famiglie della nobiltà napoletana, passò nel corso dei secoli sotto il dominio dei Della Ratta, degli Acquaviva, dei Coscia e, successivamente, dei Carafa, che ne conservarono il possesso fino alla fine del sistema feudale. La città fu sede vescovile fin dal X secolo, annoverò tra i suoi vescovi figure di particolare rilievo come Felice Peretti, poi Papa col nome di Sisto V, e Sant’Alfonso de’ Liguori, fondatore della Congregazione dei Redentoristi.
Ci sono inoltre numerosi ritrovamenti di epoca romana come cippi sepolcrali, iscrizioni, colonne. Le necropoli, scavate alla fine del settecento nel capoluogo e nelle località Presta e San Pietro, nelle vicinanze, hanno portato alla luce vari bronzi e vasi saticulani a figure rosse su fondo nero, ora conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in quello di Benevento e di alcuni paesi europei.
Sant’Agata di’ Goti si estende su un territorio di quasi 63 Km², si tratta di un vero polmone verde e lussureggiante che consente a piccole e medie aziende di produrre prodotti di eccellenza in campo agricolo, in particolare si apprezza la coltivazione dell’ulivo, delle ciliegie, nonché della mela “annurca” – la regina delle mele – e dei prestigiosi vitigni Falanghina ed aglianico.
Alle pendici del Monte Taburno gli ampi pascoli favoriscono l’allevamento ovino garantendo una produzione di formaggi stagionati di eccellente qualità.
Il centro storico, ricco di arte e testimonianze del passato, rappresenta una meta ideale per chi ama il turismo lento e autentico. Il borgo è annoverato tra i Borghi più belli d’Italia e ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. La città è inoltre rinomata per la sua tradizione vitivinicola e per le numerose manifestazioni culturali ed enogastronomiche.
Sant’Agata de’ Goti custodisce un ricco patrimonio storico e artistico, testimoniato da chiese, palazzi e monumenti di grande valore.
Tra i luoghi più suggestivi spicca la Chiesa dell’Annunziata, fondata nel 1239 e fu riedificata ed ampliata nel XIV secolo, secondo i canoni dell’arte gotica, celebre per gli affreschi medievali e il portale marmoreo rinascimentale.
Di grande interesse è la Chiesa di San Menna, che conserva preziosi mosaici cosmateschi risalenti al XII secolo.
Meritano una visita anche la Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis, con le sue antiche strutture medievali, e la Chiesa e il Convento di San Francesco che sono un vasto complesso appartenuto ai Frati Minori Conventuali, insediatisi nel paese nel 1267.
Il Castello Ducale, eretto dai Longobardi, fu poi modificato e ampliato dai Normanni nell’XI secolo, racconta le vicende storiche della città attraverso le sue trasformazioni architettoniche e gli affreschi interni.
Il Duomo dell’Assunta, fondato nel 970, ricostruito nel XII secolo, e restaurato diverse volte nel corso degli anni anche se la struttura settecentesca è rimasta inalterata, rappresenta uno dei principali simboli del borgo.
Infine, le Segrete di Palazzo Parisi offrono un percorso suggestivo tra storia e mistero, rendendo la visita a Sant’Agata de’ Goti un’esperienza ricca di fascino e cultura. Si tratta di un museo sotterraneo, nelle cantine tufacee di un ex convento del XII secolo, che si sviluppa lungo un percorso originale e scenografico sulla rappresentazione di alcuni momenti storici: Medioevo, Inquisizione, Caccia alle streghe, Cavalieri Templari.
Sant’Agata de’ Goti si rivela così un luogo da scoprire, dove natura, storia, tradizioni e sapori si fondono in un’esperienza di autentica bellezza.
