Dai meccanismi della fermentazione ai rimedi mirati: una guida pratica per comprendere il gonfiore addominale e ritrovare il benessere.
Il gonfiore alla pancia è uno dei fastidi più comuni al mondo: riguarda tra il 10% e il 30% delle persone e colpisce le donne il doppietto rispetto agli uomini. Nonostante sia così diffuso, viene spesso liquidato come un problema da poco, anche se per chi ne soffre può diventare una vera tortura quotidiana.
Nota importante: è fondamentale ricordare che questo articolo ha uno scopo puramente divulgativo. Per una corretta diagnosi e per escludere qualsiasi patologia, è indispensabile rivolgersi sempre al proprio medico. Allo stesso modo, per impostare un piano alimentare personalizzato, sicuro ed evitare carenze nutrizionali, è essenziale affidarsi a un nutrizionista qualificato.
1. Percezione di gonfiore o aumento reale della circonferenza?
La prima cosa da capire è che esistono due cose diverse:
- La sensazione di gonfiore: è quando senti la pancia “piena d’aria”, tesa o pesante come un palloncino, anche se da fuori non si vede nulla.
- La pancia che aumenta di misura: è quando la circonferenza dell’addome cresce davvero durante la giornata, tanto da doversi sbottonare i pantaloni o slacciare la cintura.
Non sempre le due cose vanno insieme: ci sono persone che sentono un gran gonfiore ma hanno la pancia piatta, e altre che hanno la pancia visibilmente tesa senza sentire troppo dolore.
2. Perché la pancia si gonfia? (non è solo “aria”)
Si pensa quasi sempre che la colpa sia dell’aria inghiottita o di troppa pancia piena di gas, ma in realtà la quantità normale di gas nell’intestino è pochissima (circa mezzo bicchiere). Le cause vere sono diverse e spesso si sommano:
- I cibi che “fermentano”: alcuni zuccheri presenti negli alimenti (chiamati FODMAPs) arrivano nell’intestino senza essere digeriti del tutto. Lì trovano i batteri intestinali che li mangiano e li fanno fermentare, producendo gas come idrogeno e metano. I colpevoli principali sono spesso il lattosio (latte e formaggi freschi), i legumi, alcune verdure (come cipolle, carciofi e cavoli) e i cereali con frumento.
- I muscoli della pancia che “sbagliano coordinazione”: Normalmente, quando c’è cibo o aria nell’addome, i muscoli davanti si stringono e il diaframma (il muscolo sotto i polmoni) sale. In chi soffre di pancia gonfia succede l’opposto: il diaframma spinge in basso e i muscoli della pancia si rilassano, spingendo la pancia all’infuori.
- Intestino troppo sensibile: chi ha l’intestino irritabile o molto sensibile sente fastidio o dolore anche per piccolissime quantità di gas che a una persona sana non darebbero alcun fastidio.
- Batteri sbilanciati (disbiosi): quando la flora batterica dell’intestino (il microbiota) si sbilancia, i batteri “sbagliati” producono più gas e infiammano la parete dell’intestino.
3. Cosa fare prima di tutto?
Prima di prendere prodotti a caso, è importante consultare il medico per escludere problemi più seri. Ci sono alcuni segnali di allarme (come perdita di peso improvvisa, febbre, sangue nelle feci o dolore forte improvviso) che richiedono controlli medici urgenti.
Se non ci sono pericoli, il medico può consigliare alcuni semplici esami:
- Esami del sangue di base (compreso il test per la celiachia).
- Test del respiro (Breath Test): Un test facilissimo e per nulla doloroso dove si soffia in un tubetto per vedere se si digerisce bene il lattosio o se ci sono troppi batteri nell’intestino tenue.
4. I rimedi pratici per trovare sollievo
Per far sgonfiare la pancia serve un approccio pratico su più fronti:
- Muoversi di più: fare una semplice camminata o un po’ di corsa leggera aiuta l’intestino a muoversi e a far uscire il gas in modo naturale.
- Non digiunare per disperazione: saltare i pasti pensando di non gonfiarsi è un errore: il digiuno fa muovere male l’intestino e peggiora la fermentazione.
- Dieta di prova (ma per poco tempo): sotto la supervisione di un nutrizionista, ridurre per qualche settimana i cibi che fermentano molto (come latticini freschi, legumi o troppi dolci) aiuta tantissimo a capire cosa dà fastidio. Attenzione però: le diete di eliminazione vanno tenute solo per 2-4 settimane (massimo 6-8) per non rischiare carenze nutrizionali.
- Scegliere le fibre giuste: se c’è stitichezza, la crusca può peggiorare l’aria. Meglio usare fibre delicate che non fermentano, come lo psillio.
I rimedi giusti in farmacia:
- Rifaximina: è un antibatterico delicato che non entra nel sangue ma agisce solo nell’intestino, riducendo i batteri che producono troppo gas.
- Alfa-galattosidasi: è un enzima naturale che aiuta a digerire i legumi prima che facciano aria.
- Macrogol: se c’è stitichezza, è il lassativo ideale perché ammorbidisce le feci con l’acqua senza produrre gas.
Conclusione
Il gonfiore addominale non è una condanna inevitabile né un disturbo da accettare passivamente come parte della quotidianità. Poiché le cause possono essere molteplici e intrecciate tra loro-dalla sensibilità intestinale alla disbiosi, fino a risposte motorie alterate-, la soluzione non si trova mai in rimedi standardizzati o soluzioni fai-da-te. Ascoltare i segnali del proprio corpo, affidarsi a una diagnosi medica accurata e costruire un percorso nutrizionale mirato con l’aiuto di uno specialista sono i passi fondamentali per ristabilire l’equilibrio intestinale e tornare a sentirsi bene nella propria pelle.
FONTI
Bozzani A, Cargiolli M, Cuomo R, Parolini D, Ubaldi E, Zito FP. Gonfiore addominale: approccio razionale e pratico nelle cure primarie. Serie Editoriale Disease Management, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). Pisa: Pacini Editore Medicina; 2016
