Il Gran Premio della Malesia si è disputato sul Sepang International Circuit, un tracciato che si sviluppa su una lunghezza di 5,543 km, 15 curve e 56 giri da percorrere.
La pista è stata bagnata da un intenso temporale che ha influenzato la scelta delle mescole da parte delle scuderie. Il clima tropicale, con temperature comprese tra i 26 e i 30 °C, l’asfalto oltre i 40 °C e un’umidità del 78%, ha reso ancora più complessa la gestione delle strategie di gara.
La griglia
Max Verstappen (RedBull) ha meritato di partire in prima fila grazie alla meravigliosa prestazione offerta in qualifica. Lewis Hamilton (Ferrari) si è espresso altrettanto bene, conquistando la seconda posizione in griglia, seguito da Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), Charles Leclerc (Ferrari), Lando Norris (McLaren), Oscar Piastri (McLaren), George Russell (Mercedes), Isack Hadjar (RedBull), Pierre Gasly (Alpine), Gabriel Bortoleto (Audi), Liam Lawson (Racing Bulls), Fernando Alonso (Aston Martin), Carlos Sainz (Williams), Lance Stroll (Aston Martin), Nico Hulkenberg (Audi), Oliver Bearman (Haas), Esteban Ocon (Haas), Alexander Albon (Williams), Valtteri Bottas (Cadillac), Sergio Perez (Cadillac), Franco Colapinto (Alpine) e Arvid Lindblad (Racing Bulls).
La gara
La gara è partita con ritardo a causa delle condizioni temporalesche poco favorevoli che hanno allagato la pista caratterizzata da un asfalto rivelatosi poco drenante. I piloti hanno sicuramente avuto più tempo per prepararsi psicologicamente e capire cosa inventarsi per una gara che fin da subito si è prospettata piena di sorpassi e imprevisti di ogni genere.
A inizio gara la pioggia ha smesso di battere, permettendo finalmente ai piloti di mettere alla prova le gomme scelte per la propria strategia. La gomma intermedia si è rivelata subito quella in grado di offrire il maggior vantaggio in termini di grip, mentre soft e medie si sono dimostrate molto più insidiose, causando diverse uscite di pista, tra cui quelle di Hamilton e Gasly.
Nonostante ciò, alcuni piloti hanno deciso di rischiare, mantenendo gli pneumatici da asciutto nella speranza che la pista potesse asciugarsi rapidamente. Una scelta che, come prevedibile, ha messo in seria difficoltà chi l’ha adottata: il limitato grip ha reso le monoposto difficili da controllare.
La classifica, dunque, si è completamente rimescolata. Le Mercedes hanno sfruttato alla perfezione le condizioni della pista, protagoniste di una partenza ottima che le ha portate immediatamente al comando. Alle loro spalle Verstappen, Hadjar, Lawson, Ocon, Sainz, Lindblad, Albon e Piastri.
Al nono giro, Bottas, che montava gomme soft, ha perso il controllo della monoposto, finendo in ghiaia e rendendo necessario l’ingresso della safety car. La neutralizzazione ha offerto un’opportunità preziosa a tutti i piloti ancora equipaggiati con le gomme intermedie, che ne hanno approfittato per rientrare ai box e montare gli pneumatici da asciutto.
Nel frattempo Verstappen è riuscito ad infilarsi tra le due frecce d’argento mentre Lindblad e Albon hanno lasciato le proprie posizioni a Sainz e Bortoleto.
Il pilota olandese ha successivamente superato il leader della gara, Antonelli, insieme a Russell, approfittando di alcune difficoltà incontrate dal pilota italiano nella potenza del motore. Un po’ più dietro, al giro 16, la Ferrari di Hamilton, inizialmente scivolata tra le ultime posizioni, ha cominciato a guadagnare terreno fino ad arrivare alla nona posizione. Leclerc, invece, ha dovuto fare i conti con qualche difficoltà in più, dopo che Hülkenberg aveva danneggiato la sua ala anteriore durante un sorpasso nelle prime fasi della gara.
In quei momenti la corsa non ha concesso un attimo di tregua, in un continuo susseguirsi di sorpassi e controsorpassi. Nel frattempo, quasi inspiegabilmente, la pista ha iniziato ad asciugarsi rapidamente, permettendo agli pneumatici da asciutto, ormai montati da tutte le monoposto, di esprimere prestazioni sempre migliori.
È stata battaglia anche tra le due Mercedes: con Verstappen sempre più lontano, entrambi i piloti hanno cercato di guadagnare terreno sul proprio compagno di squadra, nel tentativo di avvicinarsi alla Red Bull al comando ma facendo così hanno permesso all’olandese di allungare ancor di più su entrambe. Nel frattempo, Sir Lewis Hamilton ha proseguito la sua clamorosa rimonta, spingendo al massimo e riuscendo a risalire fino alla quinta posizione dopo appena 20 giri.
La seconda metà di gara ha visto Hamilton proseguire la sua straordinaria rimonta, avvicinandosi progressivamente alla Red Bull di Isack Hadjar e alla Mercedes di George Russell. A rimescolare nuovamente le carte è stato il ritiro di Alex Albon al 43° giro, fermatosi a bordo pista a causa di un problema al cambio. L’episodio ha provocato l’ingresso della safety car, ricompattando il gruppo e permettendo a Hamilton di annullare gran parte del distacco dagli avversari.
La neutralizzazione si è rivelata decisiva per la lotta al podio: al 49° giro, infatti, il pilota Mercedes è stato costretto al ritiro a causa di un problema alla power unit, lasciando strada libera alla rimonta del ferrarista. Hamilton ha quindi sfruttato al meglio l’occasione e, al restart, ha completato il sorpasso su Hadjar, conquistando il terzo posto e punti importanti anche in ottica Mondiale.
La bandiera a scacchi ha così sancito il ritorno al successo di Max Verstappen, davanti a Kimi Antonelli e a uno straordinario Lewis Hamilton. A completare la top ten Charles Leclerc, Isack Hadjar, Oscar Piastri, Liam Lawson, un ottimo Fernando Alonso, Lando Norris e Arvid Lindblad. Un risultato che muove gli equilibri del mondiale: Antonelli resta saldamente al comando con 320 punti, seguito da George Russell a 236 e Hamilton a 214. Più indietro Leclerc (191), Norris e Verstappen (188).
Il migliore
Sebbene Verstappen abbia mostrato lo strapotere del motore Ford della sua RedBull in certe fasi di gara, il titolo di miglior pilota di giornata è indiscutibilmente da assegnare a Lewis Hamilton che ha mantenuto un ritmo da sette volte campione del mondo per l’intera gara e ha chiuso una giornata magistrale finendo addirittura sul podio e recuperando ben diciassette posizioni.
